Chi c’è nel “consiglio di pace” che dovrà supervisionare la Striscia di Gaza
Vari collaboratori di Trump, fra cui suo genero e un ex produttore televisivo, e un certo ex primo ministro britannico

La Casa Bianca ha annunciato alcuni dei componenti del “consiglio di pace”, cioè l’organismo internazionale previsto dalla seconda fase dell’accordo tra Israele e Hamas per gestire la Striscia di Gaza, iniziata mercoledì. Tra i compiti del consiglio ci sarà quello di supervisionare l’operato del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, un organismo composto da figure tecniche in gran parte palestinesi che dovrebbe governare la Striscia esautorando Hamas.
Intorno all’operato e all’efficacia di questi organi rimangono comunque molti dubbi e incertezze: non è chiaro nemmeno quando entreranno in carica.
Le persone che faranno parte del cosiddetto consiglio di pace sono il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, Steve Witkoff, cioè il capo dei negoziatori di Donald Trump per Gaza e l’Ucraina, l’ex primo ministro britannico Tony Blair e l’imprenditore e genero di Trump Jared Kushner. La lista comprende altri tre nomi: il direttore della Banca mondiale Ajay Banga, il finanziere e miliardario statunitense Marc Rowan, e il collaboratore di Trump ed ex produttore televisivo Robert Gabriel Jr. Il Consiglio sarà presieduto da Donald Trump stesso. Altre nomine verranno rese note nelle prossime settimane: al momento del “consiglio di pace” non fa parte alcuna persona palestinese.
Di solito organismi di questo tipo comprendono note personalità indipendenti nel mondo delle istituzioni internazionali e dell’accademia, ed esperti di diritti umani e transizioni democratiche. Questo “consiglio di pace” sembra invece una emanazione dell’amministrazione Trump.
L’inizio della fase due dell’accordo tra Israele e Hamas per la pace nella Striscia di Gaza è stato annunciato mercoledì dagli Stati Uniti, ma rimangono forti dubbi sul raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti. Oltre all’amministrazione della Striscia di Gaza, quanto meno avviata con la creazione del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza e del “consiglio di pace”, il piano prevede il disarmo di Hamas e il ritiro completo dell’esercito israeliano dalla Striscia: due obiettivi che al momento sembrano molto lontani.
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