«La nostra felicità ha un prezzo altissimo», dice l’avvocata di Alberto Trentini
«Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni»

È tornato in Italia il cooperante Alberto Trentini, che era prigioniero in Venezuela da oltre un anno ed è stato liberato quando in Italia era l’alba di lunedì mattina. Il suo ritorno è avvenuto con un volo di Stato partito da Caracas, la capitale del Venezuela, e atterrato martedì mattina all’aeroporto di Ciampino, a Roma. Insieme a lui è tornato anche l’imprenditore Mario Burlò, che come Trentini era tenuto prigioniero nel carcere El Rodeo I.
In aeroporto Trentini ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che erano lì ad attendere lui e Burlò. Trentini si è poi allontanato in auto con la madre, Armanda Colusso, mentre la sua avvocata Alessandra Ballerini si è fermata a parlare con un gruppetto di giornalisti (tra cui una giornalista del Post) a cui ha detto:
«Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni».
Ballerini ha anche chiesto ai giornali di rispettare la volontà di Trentini e della sua famiglia di vivere i prossimi giorni in tranquillità e distanti dall’attenzione dei media. Ha detto che la famiglia ha preso questa decisione «per tentare di cancellare i brutti ricordi e superare le sofferenze di questi 14 mesi». Poi ha ringraziato tutte le persone che sono state vicine alla famiglia in questo periodo.

La mamma di Alberto Trentini abbraccia il figlio rilasciato lunedì dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela, all’aeroporto di Ciampino a Roma, 13 gennaio (FILIPPO ATTILI/PALAZZO CHIGI via Ansa)
Trentini e Burlò sono stati liberati all’interno di una più ampia operazione di scarcerazione di detenuti politici venezuelani e internazionali decisa dal governo di Delcy Rodríguez, dopo che gli Stati Uniti avevano catturato l’ex presidente Nicolás Maduro. A queste trattative hanno partecipato, oltre al governo e al ministro degli Esteri italiano, anche il Vaticano, gli Stati Uniti e rappresentanti politici venezuelani.
Secondo Tajani in Venezuela sono ancora imprigionate 42 persone con doppia cittadinanza italiana e venezuelana (negli ultimi mesi però sul numero di prigionieri politici italiani in Venezuela c’è stata una certa incertezza, anche nelle stime fatte dal ministero). Lo stesso Tajani ha detto che il ministero sta lavorando per ottenere la liberazione del maggior numero di persone possibile.
– Leggi anche: Come si è arrivati alla liberazione di Alberto Trentini


