Le ultime due partite farsesche del Trapani Basket
Non sono mai durate più di un quarto perché mancavano i giocatori e quelli in campo non avevano voglia

Le ultime due partite del Trapani Shark prima della sua esclusione dalla Serie A sono state definite una «farsa» da molti giornali. Sono state entrambe sospese nel primo quarto, come da regolamento, dato che Trapani era rimasta con un solo giocatore in campo: quella in Champions League contro l’Hapoel Holon (il 6 gennaio, in Bulgaria) è durata meno di sette minuti, mentre quella di Serie A contro Trento (il 10 gennaio, proprio a Trapani) è finita dopo quattro minuti e poco più.
Trapani, che l’anno scorso aveva disputato un’ottima stagione da neopromossa e che anche quest’anno era partita bene, sta attraversando una grave crisi societaria. Dalla scorsa primavera la FIP (federazione italiana di basket) aveva iniziato a sanzionare la squadra per una serie irregolarità amministrative e sportive.
Di conseguenza, Trapani ha preso multe da decine di migliaia di euro e penalizzazioni per un totale di 10 punti in campionato. Nella società si è così creato un grave clima di incertezza, che nelle ultime settimane aveva portato molte persone nello staff e tra i giocatori ad andarsene. Uno dei primi, Amar Alibegović, parlò di un «ambiente poco professionale». Il presidente Valerio Antonini – che ha anche la squadra di calcio di Trapani, anch’essa penalizzata per motivi simili – ha cercato di fare ricorso contro le sanzioni, sostenendo che Trapani fosse stata truffata, ma senza successo.
Per evitare altre sanzioni, però, nell’ultima settimana Antonini ha fatto giocare lo stesso la sua squadra, integrando i pochi giocatori rimasti con alcuni delle giovanili. Se avesse saltato quella di Champions, infatti, Trapani avrebbe preso una multa da 600mila euro. Saltando invece quella con Trento, si sarebbe fatta escludere dal campionato italiano, perché non è consentito saltare più di una partita: la squadra aveva già evitato di giocare quella contro la Virtus Bologna del 4 gennaio.
Lo stesso Antonini ha detto di aver organizzato queste “partite-farsa” perché voleva che fosse la Serie A a escludere Trapani dal campionato, convinto che questa eventualità consentirà di aumentare «i danni in sede giudiziale che chiederemo alla Federazione per quanto è stato fatto». Anche per questo i tifosi del Trapani – con il quale Antonini ha pessimi rapporti da mesi – se la sono presa soprattutto con lui.
I giudizi su queste partite sono stati generalmente negativi da parte dei media e degli appassionati, perché considerate un danno di immagine per il basket italiano. E in effetti ha parlato della figuraccia di Trapani anche ESPN, una delle principali emittenti sportive statunitensi, che di solito non si occupa di basket europeo. Le immagini che sono uscite da queste partite sono state, in effetti, fuori dal comune.
Oltre ai tabelloni con la lista dei giocatori, che erano semivuoti, e a punteggi del tutto insoliti per una partita di basket – le due partite si sono concluse 38 a 5 e 26 a 11 – ha colpito anche il fatto che i giocatori delle giovanili sono scesi in campo con le maglie degli ex compagni di squadra, e i nomi coperti dal nastro adesivo.

Un giocatore di Trapani con il nome sulla maglia coperto dal nastro adesivo, nella partita contro Holon (YouTube/DAZN)
Una volta in campo, poi, i giocatori non sembravano per nulla convinti di giocare. Con Holon hanno iniziato fin da subito a difendere quasi per finta, aprendo le braccia ma stando fermi.
All’inizio della partita contro Trento, invece, hanno lasciato che gli avversari segnassero il primo canestro senza fare proprio nulla.
Sia nella partita contro Holon che in quella contro Trento, i pochi professionisti di Trapani hanno lasciato il campo dopo pochi minuti. Era evidente che volessero finirla in fretta. Nell’ultima Adama Sanogo e Fabrizio Pugliatti se ne sono andati via tra gli applausi dei tifosi di Trapani, e poco dopo li ha seguiti Riccardo Rossato, che ha sostenuto con l’arbitro di avere un mal di pancia e di non poter rientrare.
Per finire in fretta la partita, in entrambi i casi i giocatori rimasti in campo hanno iniziato a fare fallo apposta, in modo da essere espulsi dopo i cinque falli personali e lasciare un solo giocatore in campo, momento in cui la partita finisce e la vittoria viene assegnata a tavolino.
Il fallo di Luigi Patti, delle giovanili di Trapani, che ha concluso così la partita contro Holon
Dopo che le immagini delle due partite avevano iniziato a circolare, alle dure critiche rivolte a Trapani si sono affiancati numerosi messaggi di solidarietà da parte di giornalisti, appassionati e influencer del mondo del basket nei confronti dei giocatori delle giovanili mandati in campo.
A questo moto di solidarietà si è unito anche l’allenatore di Trento, Massimo Cancellieri, che al termine della partita ha voluto consolare i ragazzi scesi in campo. Dopo la partita ha detto: «Eravamo tutti commossi, ho visto cose che non dimenticherò. […] Li ho visti entrare, scaldarsi da soli, tornare negli spogliatoi e poi riuscire in campo. Hanno dato dignità a un momento che forse non ne aveva. Hanno fatto qualcosa di importante per la loro città».



