Lo spettacolo teatrale di Stranger Things è un pezzo del finale
È stato messo in scena a Londra e New York e spiega alcune cose che nella serie sono un po' confuse

Tra la quarta e la quinta stagione di Stranger Things, il cui attesissimo finale è uscito su Netflix a Capodanno, sono passati tre anni. Nell’attesa però, a partire dal dicembre del 2023, Netflix ha capitalizzato l’attenzione dei moltissimi fan con una cosa che non aveva mai fatto prima: uno spettacolo teatrale. Stranger Things: The First Shadow è stato scritto dai fratelli Matt e Ross Duffer, gli autori di Stranger Things, e da Kate Trefry, a sua volta sceneggiatrice della serie, ed è un prequel, racconta cioè fatti avvenuti prima.
Ora che l’ultima stagione di Stranger Things è finita, si sta discutendo di come nell’opera teatrale – presentata nei teatri di Londra e poi più di recente anche a New York – siano state anticipate alcune rivelazioni del finale, create incongruenze e inseriti dettagli ed elementi utili a capire alcune scene altrimenti incomprensibili. In generale, in questi giorni di attesa per l’uscita degli ultimi episodi e di accese discussioni sui social tra chi ha apprezzato o meno il finale, la storia dello spettacolo è stata ripresa e commentata: per gli obiettivi di Netflix degli ultimi anni è un grande successo.
I fratelli Duffer hanno detto di aver scritto la quinta stagione e lo spettacolo nello stesso periodo, e di aver pensato le due opere come autonome. Avevano definito i punti di contatto tra lo spettacolo e la serie «solo degli easter egg», cioè dei riferimenti nascosti pensati per il piacere degli spettatori, che si possono divertire a trovarli e a creare collegamenti tra una cosa e l’altra. Non è andata proprio così.
In un’intervista a Variety uno dei due aveva detto che era stato difficile bilanciare la quantità di dettagli inseriti nello spettacolo con quelli che avrebbero mostrato nella serie. Disse anche che il regista dello spettacolo, Stephen Daldry, e la produttrice, Sonia Friedman, «spingevano per inserire più cose e noi spingevamo per il contrario, dicendo loro: “dobbiamo aspettare di rivelarlo nella serie”». Alla fine comunque Ross Duffer aveva detto: «non vogliamo rovinare l’esperienza della quarta stagione a nessuno, e non vogliamo che le persone che non possono andare a New York e Londra si sentano escluse».
Stranger Things: The First Shadow racconta la storia dell’infanzia di Henry Creel prima che diventi Vecna, il temibile antagonista delle ultime due stagioni. La prima grande incongruenza è che nello spettacolo Henry viene fatto andare a scuola insieme ad altri personaggi della serie: Joyce, la madre di Will, e Hopper, lo sceriffo della città di Hawkins. Nella serie però né Joyce né Hopper sembrano aver mai conosciuto Henry, e in generale il personaggio viene presentato come molto più giovane di loro.
Sarebbe stata un’incongruenza accettabile se fosse rimasta nello spettacolo teatrale, che viene presentato come un’opera indipendente dal resto della storia, ma i fratelli Duffer hanno deciso di portare questo pezzo della storia anche nel finale della serie. Nello specifico c’è una scena poco chiara in cui dei personaggi si muovono in un ricordo di Henry alle superiori nel quale ci sono appunto anche Joyce e Hopper. Ma la scena, che pure viene presentata come centrale in un momento molto concitato, è veloce, abbozzata e poco chiara per chi non ha visto lo spettacolo. Molti appassionati hanno fatto notare come non abbia alcun senso nella serie tv inserire una scena in cui Joyce, Hopper e Henry frequentano la stessa scuola.

Il cast dello spettacolo al Phoenix Theatre di Londra, novembre 2025 (Simon Ackerman/Getty Images)
Già prima del finale però, nella serie si vede una cosa che chi ha visto lo spettacolo riconosce immediatamente: la caverna dove si nasconde Max mentre è intrappolata nella mente di Vecna. Chi ha visto lo spettacolo sa cos’è e come si lega col passato di Vecna, ma nella serie, fino all’ultimo episodio, la storia della caverna viene trattata come un mistero. E la scena in cui viene infine rivelato quel pezzo di storia è stata giudicata da molti poco approfondita, come se i fratelli Duffer la ritenessero già sufficientemente spiegata dallo spettacolo.
In un’intervista comunque i fratelli Duffer avevano detto di aver scelto di raccontare la storia di Henry nello spettacolo proprio perché era quella che avrebbero avuto meno tempo di esplorare nella serie, come infatti è stato.
I collegamenti tra lo spettacolo e la serie hanno comunque attratto più curiosità che critiche sui social network. E anche le seconde si sono inserite in un discorso più generale sul fatto che il finale di Stranger Things lascia molte questioni irrisolte e sembra andare molto veloce su una serie di passaggi che gli spettatori avrebbero voluto approfondire.
Lo spettacolo di Stranger Things era già andato molto bene, ma nelle ultime settimane, in corrispondenza dell’uscita dei nuovi episodi dell’ultima stagione, ha fatto incassi da record. E anche Netflix ci ha messo del suo, programmando una comparsa a sorpresa di Jamie Campbell Bower, l’attore che interpreta Vecna nella serie, alla fine di uno spettacolo a Broadway. Sui social alcuni fan hanno chiesto che lo spettacolo venga reso disponibile su Netflix, ma dall’azienda non è mai stata comunicata alcuna intenzione in questo senso.
Negli ultimi anni Netflix ha tentato in vari modi di trasformare le proprie creazioni più famose in fonti di guadagno esterne alla piattaforma, per esempio con attrazioni temporanee dedicate a Bridgerton, KPop Demon Hunters e Squid Game. L’obiettivo è portare i suoi oltre 300 milioni di abbonati fuori dalla piattaforma e diventare un marchio di intrattenimento in senso più ampio, puntando ad avere la stessa evoluzione che hanno avuto società di produzione come Disney o Marvel col suo Cinematic Universe. L’idea di usare l’universo di una delle sue serie più amate per farci uno spettacolo teatrale è rimasta un tentativo isolato, ma è probabilmente uno dei più riusciti finora.
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