Il ministro degli Esteri Tajani ha detto che in Venezuela ci sono «una ventina» di prigionieri politici italiani, tra cui Alberto Trentini

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che in Venezuela ci sono «circa una ventina» di italiani detenuti pretestuosamente e che il governo sta lavorando per «riportare a casa» anche loro. Tajani lo ha riferito mentre parlava del caso di Alberto Trentini, il cooperante in carcere da oltre un anno senza accuse formali, sostenendo che stiano proseguendo le trattative per la sua liberazione.
In Venezuela ci sono circa 160 mila italiani e la dichiarazione di Tajani è una novità rispetto a quel che si sapeva: risultava che quelli detenuti fossero meno – una dozzina, la maggioranza dei quali con doppia cittadinanza –, dopo che a fine agosto ne erano stati scarcerati due. La loro situazione è ancora più incerta dopo l’attacco degli Stati Uniti e la cattura del presidente Nicolás Maduro, che hanno portato all’insediamento di un nuovo governo, in totale continuità con quello di Maduro anche sulla repressione, che sta continuando.
Nei giorni tra Natale e l’attacco statunitense il regime aveva ordinato la liberazione di 158 prigionieri politici: ne restano 806, secondo la ong Foro Penal. L’ultimo aggiornamento della ong, del 5 gennaio, non tiene conto di quelli stranieri, ma nell’ultimo che li includeva, del 29 dicembre, risultavano 86 stranieri.
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