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  • Martedì 6 gennaio 2026

I paesi europei hanno preso posizione contro Trump sulla Groenlandia

Hanno risposto alle sue rivendicazioni ribadendo che l’enorme isola fa parte della Danimarca; tra loro c’è anche l’Italia, ed è una notizia

Il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, e quella della Danimarca, Mette Frederiksen, durante una conferenza stampa dello scorso aprile
Il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, e quella della Danimarca, Mette Frederiksen, durante una conferenza stampa dello scorso aprile (Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix via AP)
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I governi di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Polonia e Danimarca hanno diffuso una dichiarazione congiunta che risponde alle mire del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia. Da mesi Trump parla della possibilità di annettere, anche con la forza, l’enorme isola che fa parte con larghe autonomie del Regno di Danimarca, ma in questi giorni è tornato a farlo con toni aggressivi e alludendo che potrebbe essere uno dei prossimi obiettivi militari dopo il Venezuela.

È notevole che tra i paesi che partecipano alla dichiarazione ci sia anche l’Italia, visto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in questi mesi è stata, tra i leader dei paesi europei più importanti, quella più accomodante verso le politiche di Trump, e visto che ha cercato di fare da punto di collegamento per il dialogo tra Europa e Stati Uniti.

I toni della dichiarazione sono piuttosto blandi: oltre alla partecipazione di Meloni, l’altra cosa notevole è che i leader dei principali paesi europei abbiano preso pubblicamente posizione contro Trump dopo mesi in cui avevano principalmente cercato di ingraziarselo, blandirlo o comunque non indispettirlo. In sostanza, hanno ripetuto quello che, nelle precedenti occasioni, la Danimarca aveva detto da sola.

Il documento, a cui in un secondo momento si sono aggiunti i Paesi Bassi, dice che «la Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e a loro sole, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia». Il documento ricorda che Danimarca e Groenlandia fanno parte della NATO, come gli Stati Uniti, che sono dunque loro alleati.

Una nave militare danese durante un'esercitazione al largo di Nuuk, in Groenlandia, lo scorso settembre

Una nave militare danese durante un’esercitazione al largo di Nuuk, in Groenlandia, lo scorso settembre (AP Photo/Ebrahim Noroozi)

La dichiarazione risponde inoltre alle accuse di Trump, che aveva sostenuto non fossero in grado di proteggere l’isola dalle «navi russe e cinesi», affermando di avere aumentato la presenza militare e gli investimenti in sicurezza. Ribadisce, infine, che la sicurezza della regione artica va perseguita «collettivamente» e «rispettando i principi della Carta dell’ONU, che includono la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini. Sono principi universali, e non smetteremo di difenderli».

È dall’inizio del secondo mandato, un anno fa, che Trump vuole che la Groenlandia diventi un territorio degli Stati Uniti, principalmente per via delle ingenti riserve di metalli rari. In questi giorni, però, lui e altri membri della sua amministrazione lo hanno fatto con toni ancora più intimidatori.

Domenica Katie Miller – la moglie di uno dei principali consiglieri di Trump, Stephen Miller – aveva pubblicato una cartina della Groenlandia campita con i colori della bandiera degli Stati Uniti e la didascalia in inglese «Presto». Lunedì lo stesso Miller ha detto alla CNN che l’isola dovrebbe «ovviamente» fare parte degli Stati Uniti.

Già prima della dichiarazione congiunta, il governo danese aveva reagito alle dichiarazioni di Trump. Lunedì la prima ministra Mette Frederiksen ha detto che un attacco statunitense alla Groenlandia costituirebbe «la fine della NATO». Lo stesso giorno il suo omologo groenlandese, Jens Frederik Nielsen, ha detto che non si può paragonare la Groenlandia, un paese democratico, al Venezuela.

Sempre lunedì Trump ha detto di non avere in mente una tempistica precisa sulla Groenlandia, ma che fa sul serio.

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