Nel locale dell’incendio di Crans-Montana non venivano fatti controlli dal 2019

Lo ha detto il sindaco in una conferenza stampa, aggiungendo però che non sa come sia possibile

Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud durante la conferenza stampa del 6 gennaio (EPA/CYRIL ZINGARO)
Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud durante la conferenza stampa del 6 gennaio (EPA/CYRIL ZINGARO)
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Il sindaco del comune svizzero di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha detto che dal 2020 al 2025 non è stato fatto alcun controllo di sicurezza nel locale Le Constellation, dove la notte di Capodanno sono morte 40 persone in un incendio e più di 100 sono rimaste ferite. Ha detto di essere «profondamente rammaricato» per questo, e di non sapere perché nel locale non siano state fatte ispezioni annuali, come richiederebbero le ordinanze comunali. L’ultima risale al 2019, e le due precedenti erano state fatte nel 2016 e nel 2018.

Il sindaco ha dato queste informazioni per la prima volta in una conferenza stampa organizzata il 6 gennaio per rispondere alle domande dei media. Insieme a lui c’erano anche altri tre rappresentanti della giunta (tra cui i responsabili dell’edilizia e della sicurezza pubblica). Il comune ha poi diffuso un comunicato (riferito dalla Radiotelevisione Svizzera) in cui ha annunciato una serie di nuove misure di sicurezza per i locali.

Per prima cosa sono stati vietati nei locali chiusi tutti i dispositivi pirotecnici, quelli come le candele che hanno probabilmente causato l’incendio di Capodanno. È stato poi incaricato un ufficio esterno specializzato per fare controlli su tutti i 128 esercizi pubblici del comune, «compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda».

Nella conferenza infatti il sindaco ha spiegato come funzionano le norme antincendio a Crans-Montana: in teoria i controlli devono essere fatti ogni anno e prevedono ispezioni alla cucina, lo stoccaggio dei materiali infiammabili, il controllo delle uscite di sicurezza, il parcheggio, l’ordine e la pulizia del locale.

Non è però previsto il controllo di qualità dei materiali utilizzati, che in questo caso avrebbe potuto essere decisivo: nei video dell’incendio fatti dalle persone presenti si vedono le prime fiamme sui pannelli fonoassorbenti del soffitto, che in molti casi secondo le norme devono essere ignifughi. Il sindaco ha detto che nell’ultima ispezione del 2019 non furono riscontrate violazioni delle misure di isolamento acustico, né carenze di sicurezza nei pannelli fonoassorbenti. Ma ha anche detto che «il proprietario del locale è stato estremamente negligente» e «ha corso rischi ingiustificabili».

Il motivo delle mancate ispezioni negli ultimi 5 anni dovrà essere chiarito nelle indagini, ma il sindaco ha spiegato che nel dipartimento di pubblica sicurezza responsabile di questi controlli lavorano cinque persone, di cui tre incaricate delle ispezioni. «Non sapevamo che questi controlli non venissero eseguiti correttamente», ha detto il sindaco. A Crans-Montana ci sono 128 locali pubblici, di cui solo 40 hanno subìto ispezioni nel 2025.

Alcuni giornalisti hanno chiesto chiarimenti anche su altre due questioni ancora aperte: le uscite di emergenza e il numero di estintori presenti nel locale. Il sindaco ha detto che nel locale c’è un numero sufficiente di uscite di emergenza per il numero di clienti consentito, ma saranno le indagini a dover stabilire se fossero tutte disponibili la sera di Capodanno e se tutte le norme fossero rispettate. Di estintore invece ce n’era solo uno, che però è sufficiente per un locale di quelle dimensioni.

Il sindaco ha detto di aver saputo dei mancati controlli leggendo i documenti consegnati al pubblico ministero durante le indagini. «So quanto sarà difficile per le famiglie», ha detto, ma ha anche aggiunto che lui e il resto del consiglio comunale non hanno intenzione di dimettersi perché sono stati «eletti dalle persone di Crans-Montana» e «non si abbandona una nave che affonda».

Ha detto che il comune vuole assumersi le sue responsablità anche se si sente vittima della strage, e infatti ha comunicato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo penale che si aprirà.

Nell’incendio sono morte sei persone italiane, tutti ragazzi e ragazze giovani che stavano festeggiando il Capodanno a Crans-Montana. Le cinque che abitavano in Italia sono state riportate nel paese lunedì 5 gennaio con un volo di Stato. Lunedì sono stati identificati anche tutti i feriti, che sono 116, 14 dei quali italiani.

– Leggi anche: Come funziona la sicurezza antincendio nei locali in Italia