È scaduto il diritto d’autore su Betty Boop e Pluto

Dal 2026 è possibile utilizzarli in opere artistiche, secondo la legge americana, a determinate condizioni

Un palloncino gigante a forma di Betty Boop tra due edifici, trascinato da un gruppo di persone
Un enorme palloncino a forma di Betty Boop durante una parata a Bruxelles, in Belgio, nel 2012 (EPA/Thierry Roge)
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Dal 1° gennaio Betty Boop e Pluto sono due dei personaggi dei fumetti diventati di pubblico dominio, perché è scaduto il diritto d’autore. Furono infatti creati nel 1930, e la legge americana protegge il copyright per un massimo di 95 anni dalla creazione dell’opera. Significa che ora è possibile utilizzare questi personaggi per realizzare opere creative senza chiedere autorizzazioni né pagare licenze, come già era successo negli anni scorsi per le prime versioni di Braccio di Ferro e Tintin, e prima ancora per quelle di Topolino e Winnie the Pooh.

La legge americana è diversa da quella dell’Unione Europea, dove il diritto d’autore si applica per 70 anni dalla morte di chi ha creato l’opera.

Betty Boop fu creata nel 1930 dai Fleischer Studios, la società di animazione dei fratelli Max e Dave Fleischer, che per un breve periodo fu la principale concorrente della Walt Disney, prima di essere acquisita da Paramount. Comparve per la prima volta in un corto animato del 1930, Dizzy Dishes, in una versione dalle sembianze vagamente canine (lunghe orecchie, che in seguito sarebbero diventate orecchini).

I tratti del personaggio, nella sua versione definitiva, erano ispirati a quelli della cantante Helen Kane, all’epoca famosa per un disco di successo del 1929, Boop-Oop-a-Doop Girl (che conteneva tra le altre canzoni “I Wanna Be Loved by You”, poi resa celebre da Marilyn Monroe). Negli anni successivi Betty Boop fu protagonista di cartoni animati e strisce a fumetti che la resero un personaggio centrale nell’immaginario dei “ruggenti anni Venti”. Alcuni la ricordano anche come sconsolato personaggio minore del film del 1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit, in cui lei, vecchia celebrità in bianco e nero, soffre la concorrenza della fiammante Jessica Rabbit.

Anche Pluto, cane di Topolino e unico animale di quel giro a non avere posizione eretta né facoltà di parola, comparve per la prima volta con le sue caratteristiche essenziali in un corto animato del 1930, Il picnic di Topolino. Si chiamava Rover, però, ed era il cane di Minnie. Il prototipo del personaggio era stato creato l’anno prima dall’animatore della Walt Disney Norman Ferguson. Il nome definitivo e il ruolo di fedele cane domestico di Topolino gli furono poi dati in un altro corto, nel 1931.

Anche per la legge americana, diversa da quella dell’Unione Europea, ci sono comunque delle condizioni a cui fare attenzione: la legge riguarda il copyright, ma non il marchio. In sostanza significa che è possibile utilizzare l’immagine di quel primo Pluto in un film, ma non vendere spille o magliette con quel Pluto spacciandole per prodotti Disney. E anche nel caso del film deve essere chiara l’assenza di qualsiasi legame con la Disney.

Negli Stati Uniti la differenza principale tra la legge sul copyright e quella sui marchi è che la prima protegge i vari utilizzi dell’opera, comprese le copie effettuate da altre persone. I marchi invece servono a proteggere parole, frasi o segni che identificano i prodotti di una determinata azienda, rendendo possibile distinguerli da quelli delle aziende concorrenti. A differenza del copyright, non hanno scadenza e possono essere sempre rinnovati presentando la documentazione necessaria.

Il film “slasher” del 2023 Winnie-the-Pooh – Sangue e miele, diretto dall’inglese Rhys Frake-Waterfield, fu uno dei primi casi noti di utilizzo lecito di un personaggio di cui fosse scaduto il diritto d’autore. Gli autori del film mantennero il nome del personaggio, ma per realizzare il costume si ispirarono alla versione originaria di Winnie the Pooh, senza utilizzare caratteristiche distintive della versione Disney, come per esempio la maglietta rossa.

Tra gli altri personaggi di corti animati, fumetti e libri di cui siano scaduti i diritti d’autore nel 2026 ci sono anche Blondie e Dagoberto, la giovane investigatrice dilettante adolescente Nancy Drew e il detective Sam Spade (interpretato da Humphrey Bogart nel film del 1941 Il mistero del falco di John Huston).

Nei prossimi anni entreranno nel pubblico dominio altri personaggi fondamentali dell’animazione occidentale: Pippo nel 2028, Paperino nel 2030, Superman nel 2034, Batman nel 2035, Tom e Jerry e Bugs Bunny nel 2036 e Wonder Woman nel 2037, solo per citarne alcuni.

– Leggi anche: È scaduto il diritto d’autore su Braccio di Ferro e Tintin