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  • Giovedì 1 gennaio 2026

Gli Stati Uniti hanno abbassato i dazi sulla pasta italiana, dice il governo

Avrebbero dovuto superare il 100 per cento: ora sono molto meno, ma sono ancora provvisori

(Antonio Masiello/Getty Images)
(Antonio Masiello/Getty Images)
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Il ministero degli Esteri italiano ha annunciato in un comunicato che il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha fatto una «prima riduzione» dei dazi che erano stati minacciati ai produttori di pasta italiani in seguito a un’indagine antidumping. Inizialmente, il 1° gennaio 2026 sarebbero dovuti entrare in vigore dazi del 91,74 per cento contro la maggior parte dei produttori di pasta.

Nella notte, secondo il ministero, le aliquote sono state ridotte, e variano a seconda dei produttori: passano al 2,26 per cento per La Molisana, al 13,98 per cento per Garofalo e al 9,09 per cento per gli altri 11 produttori coinvolti nell’indagine statunitense. Al momento non ci sono conferme da parte statunitense. A questi dazi specifici vanno aggiunti poi quelli del 15 per cento che gli Stati Uniti applicano su tutte le importazioni europee, quindi anche italiane.

I dazi appena entrati in vigore sono comunque provvisori, e per conoscere il loro ammontare definitivo bisognerà aspettare la fine dell’indagine, prevista per l’11 di marzo. A quel punto i dazi potrebbero essere confermati, modificati o annullati.

La procedura contro i produttori di pasta italiani era cominciata su sollecitazione di alcuni produttori di pasta statunitensi, a seguito della quale il dipartimento del Commercio aveva aperto un’indagine. Il dumping è una pratica commerciale scorretta con cui i produttori vendono la loro merce a un prezzo ribassato e sotto il costo di produzione, con l’obiettivo di sbaragliare la concorrenza. Per correggere il dumping di solito gli stati decidono di applicare i cosiddetti “dazi antidumping”, cioè una tassa all’importazione stabilita per tentare di riportare il prezzo finale di vendita a un livello considerato più equo.

Le esportazioni di pasta italiana verso gli Stati Uniti valgono circa 800 milioni di euro. In totale, l’Italia vende all’estero più di quattro miliardi di euro di pasta.