La presunta truffa milionaria di un consulente finanziario di Bolzano
Secondo la procura rubava soldi ai suoi clienti almeno dal 2015: lavorava per Intesa Sanpaolo e ora è in pensione

Un consulente finanziario che fino allo scorso dicembre lavorava nella filiale di Bolzano di Intesa Sanpaolo è sospettato di avere commesso una truffa milionaria. L’uomo, che ha 60 anni, avrebbe rubato soldi a una decina di suoi clienti, per quasi dieci anni e a poco a poco, finché non è andato in pensione. Non è però ancora chiaro quanti ne abbia rubati: diversi giornali altoatesini hanno scritto 20 milioni di euro, mentre secondo fonti di Intesa sarebbero 2. La procura sta svolgendo accertamenti su questo, e per capire quanti soldi sarebbero stati sottratti alle singole persone.
I giornali altoatesini avevano scritto anche che l’uomo era scomparso, ma martedì la procura di Bolzano ha fatto sapere con un comunicato che è stato trovato in Italia e perquisito. È accusato di truffa, furto ai danni dell’istituto di credito per cui lavorava e attività di intermediazione finanziaria abusiva. Al momento, scrive la procura, le persone coinvolte sono undici e tutte residenti in provincia di Bolzano.
L’uomo era un professionista conosciuto in città e i suoi clienti erano principalmente persone facoltose e imprenditori. Stando a quanto ricostruito finora, queste persone avrebbero affidato al consulente i loro risparmi, che lui avrebbe promesso di far fruttare con investimenti molto redditizi. Nel comunicato della procura si dice che il consulente avrebbe dato informazioni false sugli investimenti ai suoi clienti: in particolare avrebbe falsificato le rendicontazioni, in modo tale che risultassero patrimoni molto più alti di quelli che avevano effettivamente.
Secondo la procura la truffa sarebbe iniziata nell’aprile del 2015 e sarebbe proseguita fino a dicembre dello scorso anno. Non è chiaro come sia possibile che finora nessuno abbia verificato lo stato dei propri conti corrente, dai quali il consulente avrebbe prelevato negli anni centinaia di migliaia di euro. La procura scrive che il consulente avrebbe utilizzato dei moduli firmati “in bianco” dai clienti, che appunto si fidavano di lui, e in alcuni casi ci sarebbero state firme false. Un portavoce di Intesa Sanpaolo dice che la banca aveva sporto querela a maggio contro l’ex dipendente dopo che aveva accertato diversi illeciti con un’indagine interna.
Il quotidiano Alto Adige scrive che il primo ad accorgersi che il suo conto era stato svuotato è stato un professionista del settore edile, che ha presentato denuncia. Poi ce ne sono state altre. Secondo la procura le prime irregolarità sono emerse quando il consulente è andato in pensione.
Federico Fava, un avvocato di Bolzano che sta seguendo alcune persone coinvolte nella vicenda, ha detto che a un suo assistito è stata sottratta «una somma molto importante, sparita se non del tutto quasi», e che sul suo conto sono rimaste poche migliaia di euro. Fava ha spiegato di aver fatto diversi incontri con rappresentanti dell’ufficio legale della banca per riuscire a recuperare i soldi del suo cliente, ma non è stato trovato un accordo.
«La banca si trincera dietro l’impossibilità di spiegare come sia potuto accadere, e soprattutto non prende in considerazione l’ipotesi di un risarcimento», ha detto. Fava ha poi aggiunto che dai controlli interni della banca non sarebbero emerse anomalie sui movimenti dei conti correnti delle persone coinvolte.



