Ma quindi il direttore di Fanpage è stato intercettato?

E se sì, da chi? L'indagine del COPASIR sul “caso Paragon” fornisce nuovi elementi, ma non chiarisce tutto

Il direttore di Fanpage Francesco Cancellato durante un convegno in Senato, il 18 febbraio 2025 (Mauro Scrobogna/LaPresse)
Il direttore di Fanpage Francesco Cancellato durante un convegno in Senato, il 18 febbraio 2025 (Mauro Scrobogna/LaPresse)
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Mercoledì il COPASIR, il Comitato parlamentare che si occupa delle questioni di sicurezza nazionale e dell’operato dei servizi segreti, ha approvato all’unanimità una relazione nella quale viene ricostruito il cosiddetto caso Paragon. Alcuni cittadini italiani – tra cui attivisti e giornalisti – sarebbero stati intercettati attraverso uno spyware molto potente: Graphite, fornito alle agenzie di intelligence da una azienda israeliana, Paragon appunto.

Del caso si era discusso molto a partire da febbraio, soprattutto in merito a due delle persone coinvolte: l’attivista Luca Casarini, impegnato da anni nella ricerca e nel soccorso di migranti nel Mar Mediterraneo con la sua ong Mediterranea Saving Humans, e Francesco Cancellato, il direttore del giornale online Fanpage. Il governo aveva fornito spiegazioni parziali e un po’ confuse, in certi casi contraddittorie, e questo aveva alimentato ulteriori sospetti e polemiche.

La relazione del COPASIR ha dato su entrambi i casi informazioni notevoli che ridefiniscono in parte il contesto fin qui conosciuto. Casarini, si legge nella relazione, era infatti sottoposto a intercettazioni preventive in più occasioni dal 2019 a oggi, quindi anche dai governi di Giuseppe Conte e di Mario Draghi. Però solo dal settembre 2024 tramite Graphite, per volere del governo di Meloni. Quanto a Cancellato, le evidenze raccolte dal COPASIR non consentono di affermare che sia stato mai intercettato dai servizi segreti italiani, né con uno spyware di Paragon né attraverso altre modalità.

Restano però da chiarire alcuni altri aspetti: sia rispetto alle scelte del governo di Meloni, sia rispetto al contenuto della relazione stessa. Come il presidente del COPASIR, Lorenzo Guerini del PD, ama ripetere in queste circostanze, il Comitato non è il depositario di una verità assoluta: svolge indagini e accertamenti nei limiti che la legge gli consente, e attraverso strumenti efficaci ma per certi versi circoscritti. Inoltre, nell’analisi delle prove e nella scrittura delle sue relazioni, deve tenere conto delle varie sensibilità dei partiti rappresentati: questo induce spesso a una grande cautela e, talvolta, a una certa vaghezza.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano (a sinistra), e il presidente del COPASIR Lorenzo Guerini (a destra), il 6 gennaio 2025 (MASSIMO PERCOSSI/ANSA)

I componenti del Comitato, 5 deputati e 5 senatori, hanno svolto audizioni, hanno interrogato i direttori delle agenzie dei servizi e hanno fatto ispezioni nelle loro sedi; sono andati inoltre alla procura generale presso la Corte d’appello di Roma, il cui capo deve autorizzare per legge questo genere di intercettazioni.

Spiare o intercettare preventivamente dei cittadini è un’attività che i servizi segreti fanno non di rado, se ritengono che ciò serva a prevenire crimini o a ottenere informazioni utili per la sicurezza nazionale: ma devono farlo entro i limiti previsti dalla legge. Proprio per la delicatezza di queste operazioni, ad autorizzarle devono essere il presidente del Consiglio (o un suo stretto collaboratore che ha la delega sui servizi segreti) e il procuratore generale di Roma. Per questo, almeno in teoria, deve esserci sempre traccia scritta di queste procedure: sia a Palazzo Chigi, sede della presidenza del Consiglio, sia nei database delle agenzie di intelligence, sia alla Corte d’appello di Roma.

Casarini la prima volta venne intercettato telefonicamente per volere del secondo governo Conte, di centrosinistra, tra la fine del 2019 e il marzo del 2020: l’obiettivo era capire se Casarini, con la sua ong, agisse in accordo con organizzazioni criminali di scafisti o trafficanti nella gestione dei flussi migratori. Di questo si sono occupate anche alcune inchieste della magistratura, una delle quali è sfociata in un processo che inizierà a ottobre e in cui Casarini è imputato per favoreggiamento illegale dell’immigrazione.

Poi il 26 maggio del 2020 venne autorizzata, sempre da Conte, una nuova operazione contro Casarini, ma in questo caso «di natura più ampia», nel sospetto che attraverso l’attività della sua ong potessero entrare in Italia persone pericolose per la sicurezza nazionale. Queste intercettazioni si sono prolungate per quattro anni, e poi dal maggio del 2024 sono proseguite con l’utilizzo di Paragon, per decisione di Alfredo Mantovano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio a cui Meloni ha affidato la delega sui servizi. Nell’ambito di questa nuova operazione, di cui non si conoscono gli esiti, sono stati intercettati anche due collaboratori di Casarini, Giuseppe Caccia (pure lui con Graphite) e David Yambio (non con Graphite), cittadino sudanese e portavoce della ong che utilizzava una scheda telefonica intestata a don Mattia Ferrari, il cappellano di bordo della ong stessa.

Questa vicenda, chiarita in modo abbastanza esaustivo dal COPASIR, pone comunque ulteriori interrogativi, innanzitutto legali: nel contratto con cui ha fornito Graphite ai servizi italiani, infatti, Paragon ha specificato che lo spyware non può essere utilizzato contro giornalisti e attivisti per i diritti umani. I dirigenti dell’intelligence e della procura generale di Roma, nonché lo stesso Mantovano, hanno spiegato che Casarini, Caccia e Yambio sono stati intercettati «non in qualità di attivisti per i diritti umani, ma in riferimento alle loro attività potenzialmente relative all’immigrazione irregolare».

Il papa saluta lo staff della ong Mediterranea, e stringe la mano a Luca Casarini, in Vaticano, il 20 dicembre 2023 (FABIO FRUSTACI/ANSA)

Nella relazione si legge anche che le agenzie di intelligence usano Paragon su «un numero estremamente limitato di utenze». L’AISI, i servizi segreti interni, lo utilizza dalla seconda metà del 2023; l’AISE, i servizi esteri, dal febbraio del 2024. C’è insomma da chiedersi su che basi si ritenga che Casarini possa essere ritenuto tra le persone più pericolose per la sicurezza nazionale da essere intercettato in modo invasivo per quasi 5 anni – e da 3 diversi governi – e attraverso uno degli strumenti più efficaci di cui i servizi segreti si sono dotati per questo genere di attività.

Peraltro le operazioni umanitarie condotte da Casarini sono state apprezzate e finanziate dal Vaticano, e lui stesso ha avuto stretti rapporti con papa Francesco e i suoi collaboratori nel periodo in cui era intercettato dall’intelligence.

La situazione più curiosa, però, è quella di Cancellato. La legge 124 del 2007, che disciplina l’operato dei servizi segreti, vieta di fare intercettazioni preventive a danno di giornalisti professionisti iscritti all’albo: Cancellato è un pubblicista (quindi iscritto in un altro albo, quello di chi in teoria svolge attività giornalistica non esclusiva). È una distinzione già scivolosa sul piano giuridico, ma è senz’altro insostenibile sul piano politico: intercettare il direttore di un giornale, al di là che sia illegale oppure no, sarebbe comunque grave.

Il messaggio che Meta ha inviato ai dispositivi su cui aveva riscontrato attacchi spyware sospetti, il 31 gennaio 2025 (Il Post)

Il punto è proprio questo: è stato davvero intercettato? Come Casarini, anche Cancellato ha ricevuto il 31 gennaio scorso un messaggio da WhatsApp che lo avvertiva dell’attacco spyware subito dal suo dispositivo. E da allora in poi, nelle varie ricostruzioni giornalistiche fatte sul caso, di lui si è sempre scritto che era stato spiato tramite Paragon.

Tuttavia le indagini condotte dal COPASIR sembrano smentire questa informazione. Nella relazione si legge che lui non è «stato sottoposto ad alcun tipo di attenzione da parte dei servizi di informazione per la sicurezza»: né con Graphite, né con altri strumenti. Mantovano, nel riferire al COPASIR (prima in modo un po’ superficiale, poi mostrandosi più collaborativo), ha negato che sia avvenuto; alla procura di Roma non risulta ci sia alcuna autorizzazione che lo riguardi, a differenza di Casarini; e anche nei database di AISI e AISE non c’è traccia delle sue utenze, mentre ci sono quelle di Casarini. Quanto alle altre forze di polizia, tutti i loro dirigenti, o i ministri competenti interpellati dal COPASIR, hanno negato di aver utilizzato Paragon.

È abbastanza improbabile che ci sia stata una manomissione o un furto di dati: sia perché, per quel che riguarda la procura di Roma, si tratta di atti contenuti in un fascicolo e protocollati; sia perché per cancellare dal database un numero i servizi segreti devono ottenere una specifica autorizzazione da Paragon. Non è insomma una cosa che si possa fare agevolmente.

C’è tuttavia un elemento da tenere in considerazione. Citizen Lab, il laboratorio di ricerca a cui Meta, cioè WhatsApp, si affida per questo genere di indagini, ha in più occasioni confermato che a loro risulta che anche Cancellato sia stato intercettato da Paragon, anche se lo ha fatto in modo un po’ contraddittorio. In un report pubblicato il 19 marzo 2025, non confermava che il dispositivo di Cancellato fosse stato intaccato da Graphite, a differenza di quanto riportava a proposito di quelli di Casarini e Caccia. Poi il 13 maggio, durante un’audizione al Parlamento Europeo, Citizen Lab ha indicato anche Cancellato tra le persone spiate tramite Graphite, e lo stesso ha fatto in una nota inviata al COPASIR il 16 maggio, senza tuttavia specificare se questa convinzione sia suffragata da prove concrete (nella stessa relazione hanno peraltro indicato anche un altro giornalista di Fanpage, Ciro Pellegrino – indicato come Ciro Pellegrini – come un «target Paragon»).

Difficile dire in modo definitivo, dunque, come stiano le cose. Il fatto che non risultino tracce delle intercettazioni ai danni di Cancellato può far pensare a una attività illecita, compiuta da qualche agente infedele al di fuori dei confini della legge e della prassi: Cancellato del resto è direttore di un giornale con cui Meloni polemizzò molto aspramente, nel luglio del 2024, per via di un’inchiesta sulla federazione giovanile di Fratelli d’Italia. Ma non c’è alcun indizio né prova che confermi questa ipotesi, neanche da parte di Citizen Lab.

Non è inoltre da escludere che a intercettare Cancellato tramite Paragon sia stato un servizio segreto estero. L’Italia non è tra i paesi – almeno 3 – che hanno ottenuto, pagando cifre più alte, una sorta di protezione per le utenze con prefissi della propria nazione: altre intelligence si sono premurate di fare in modo che i propri connazionali non venissero spiati con Graphite dall’estero, l’Italia no. Per questo, sia pure in maniera del tutto sfuggente, nella relazione del COPASIR si fa cenno a questa eventualità, che sembra comunque abbastanza remota.

Bisognerebbe ipotizzare, per esempio, che dei servizi stranieri avessero ritenuto necessario ottenere informazioni riservate sul direttore di Fanpage, magari per le posizioni espresse dal suo giornale su alcune questioni di politica internazionale. Oppure si potrebbe supporre che i servizi segreti italiani, proprio per non lasciare traccia di questa loro attività di spionaggio, abbiano chiesto a colleghi di paesi alleati di intercettare Cancellato, magari in cambio di qualche favore. Ma su nessuna di queste azzardate ipotesi c’è alcun riscontro, nella relazione del COPASIR.

Di certo c’è che i rapporti tra Paragon e i servizi segreti italiani sono compromessi, probabilmente in modo irreparabile. Il governo aveva prima escluso, in parlamento, che la società israeliana avesse ritirato la fornitura del proprio spyware, come a voler rivendicare che non c’era stata alcuna violazione dei termini del contratto. Poi, in modo un po’ ambiguo, la presidenza del Consiglio aveva fatto sapere che il 14 febbraio 2025 AISI e AISE avevano concordato con Paragon di sospendere temporaneamente l’utilizzo di Graphite. Ma in seguito ai sopralluoghi svolti dai componenti del COPASIR durante la loro indagine, è stato appurato che il contratto era stato rescisso definitivamente.