Le autorità turche hanno arrestato 11 persone per una campagna di boicottaggio degli acquisti contro il governo

Studenti universitari protestano fuori da un bar di Istanbul, 27 marzo 2025 (AP Photo/Francisco Seco)
Studenti universitari protestano fuori da un bar di Istanbul, 27 marzo 2025 (AP Photo/Francisco Seco)

In Turchia la polizia ha arrestato 11 persone che nei giorni scorsi avevano promosso sui social media una campagna di boicottaggio degli acquisti contro il governo sempre più autoritario del presidente Recepp Tayyip Erdogan. Tra le persone arrestate c’è anche l’attore Yigit Üzumoglu, famoso per aver partecipato alla serie Netflix L’impero ottomano. Da settimane nel paese vanno avanti le proteste antigovernative iniziate per l’arresto dell’ex sindaco di Istanbul e principale leader dell’opposizione, Ekrem Imamoglu: la campagna di boicottaggio faceva parte di queste proteste.

Era nata inizialmente su idea del leader del Partito popolare repubblicano (CHP) Özgür Özel, che nei giorni scorsi aveva invitato le persone a evitare di acquistare prodotti delle aziende ritenute vicine al governo (cioè per esempio quelle che avevano acquistato segmenti pubblicitari sui canali che in queste settimane hanno censurato immagini e informazioni sulle proteste). In seguito alla pubblicazione online di una lista di 25 di queste aziende (poi oscurata), le autorità giudiziarie avevano aperto un’inchiesta per incitamento all’odio e discriminazione.

A quel punto Özel, sostenuto dai gruppi studenteschi, aveva rilanciato la campagna invitando cittadine e cittadini a evitare ogni acquisto per la giornata di mercoledì 2 aprile, e i commercianti a chiudere. La campagna, oltre che per l’arresto di Imamoglu, era una risposta anche agli oltre 2mila arresti tra i manifestanti (di cui più di 300 sono studenti).