È ripresa la missione di controllo dell’Unione Europea al varco di Rafah, nella Striscia di Gaza

Manifestanti sul lato egiziano del varco di Rafah, il 31 gennaio 2025 (AP Photo/Mohammed Arafat)
Manifestanti sul lato egiziano del varco di Rafah, il 31 gennaio 2025 (AP Photo/Mohammed Arafat)

Venerdì è ricominciata la missione dell’Unione Europea di controllo al varco di Rafah, al confine fra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Lo ha annunciato l’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas. La missione impiega sia persone del posto sia personale di polizia dei vari stati membri dell’Unione, fra cui 9 carabinieri italiani, per svolgere compiti di sorveglianza e controllo sul confine: secondo Kallas potrà rendere più veloce l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia e le evacuazioni per motivi medici delle persone. La missione era stata avviata nel 2005, ma era stata sospesa nel 2007, quando Hamas aveva preso il controllo della Striscia di Gaza.

Il varco di confine di Rafah era chiuso al traffico pedonale da maggio del 2024, quando Israele aveva iniziato una contestata operazione di terra in città. È stato riaperto venerdì, e al momento permette il transito delle persone solo dalla Striscia verso l’Egitto, e non viceversa. Alle merci invece è permesso anche entrare nella Striscia. Sarà gestito dal personale dell’Autorità nazionale palestinese (l’organo che governa un altro territorio palestinese, la Cisgiordania, ma è assente da Gaza) e da quello inviato dall’Unione Europea.