Secondo la procura è stato cancellato un video dal telefono del testimone della morte di Ramy Elgaml
Una perizia ne ha trovato un frame e ha scoperto che la videocamera era attiva nell’ora in cui è avvenuto l’incidente

La perizia del consulente informatico nominato dalla procura di Milano che sta indagando sulla morte di Ramy Elgaml, avvenuta lo scorso novembre durante un inseguimento dei carabinieri, ha stabilito che il video girato dal testimone Omar E. esisteva ed è stato effettivamente rimosso dal suo telefono. Il testimone aveva raccontato di aver ripreso con il suo telefono le fasi finali dell’inseguimento dei carabinieri e dell’incidente in cui nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre era morto Elgaml. E aveva detto anche che i carabinieri gli avevano ordinato di cancellare quel video.
Dalla perizia, che aveva il compito di chiarire se un video fosse stato realizzato dal testimone e se poi fosse stato effettivamente cancellato, non è stato recuperato l’intero filmato, che durava poco più di un minuto, ma solo un frame. Il frame, scrive l’agenzia AGI mostrandolo, è rimasto nella cache della galleria e mostra quelle che sembrano essere le luci dell’auto dei carabinieri che arrivano tra via Ripamonti e via Quaranta la sera del 24 novembre. La perizia conferma comunque che il testimone si trovava sul posto all’ora dei fatti, che la fotocamera del suo telefono è stata attiva dalle 4:03 e 22 secondi fino alle 4:04 e 31 secondi del mattino, e che poi il video è stato cancellato.
Dalla consulenza del perito informatico emerge che il testimone, alle 4:49 e dunque subito dopo la cancellazione del video, avrebbe cercato online la frase «come recuperare i file cancellati dal cestino», per tre volte.
Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre in via Ripamonti il 19enne Ramy Elgaml si trovava su uno scooter di grossa cilindrata, un T-Max, guidato dall’amico Fares Bouzidi. Due carabinieri hanno scritto nel verbale che Bouzidi avrebbe evitato un posto di blocco e che da quel momento sarebbe iniziato un lungo e pericoloso inseguimento per le vie di Milano, che si è concluso con un incidente. I carabinieri sostengono che lo scooter sia scivolato da solo, mentre Bouzidi e il testimone dicono che c’è stato un impatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter. Elgaml era caduto ed era morto.
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Il testimone è un conducente di NCC che dopo aver staccato dal lavoro si trovava in via Ripamonti. L’uomo aveva detto agli investigatori di aver filmato la fase finale dell’inseguimento e di essere stato subito dopo avvicinato da due carabinieri che l’avevano obbligato a cancellare il video dal telefono: «Quando hanno visto che stavo filmando c’erano due pattuglie», ha detto l’uomo nella sua testimonianza, di cui i giornali riportano alcuni stralci: «Due carabinieri in divisa, non so se della prima o seconda macchina, sono venuti vicino a me, mi hanno fatto una foto al documento e mi hanno detto “cancella immediatamente il video, adesso che hai fatto il video ti becchi anche una denuncia”». Il testimone ha anche aggiunto che i due carabinieri gli avevano chiesto di vedere il cestino vuoto del suo telefono per dimostrare che il video fosse stato effettivamente eliminato.
Sulla morte di Ramy Elgaml la procura ha aperto un’indagine per omicidio stradale contro Fares Bouzidi, alla guida del motorino, e contro il carabiniere che guidava l’auto con cui i due erano stati inseguiti. Dopodiché nell’indagine erano stati coinvolti altri due carabinieri per depistaggio e favoreggiamento, proprio nell’ipotesi che avessero minacciato il testimone di cancellare il video. La perizia informatica è stata firmata da Marco Tinti, il tecnico nominato dai pubblici ministeri Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, che coordinano l’indagine.
La procura ha richiesto anche una perizia cinematica, cioè uno studio sull’impatto dello scooter per capire se l’incidente possa essere stato causato da un urto. I risultati di questa perizia non sono ancora stati resi noti.
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