Oltre 62mila persone hanno ricevuto il reddito di cittadinanza illegalmente
Il “Corriere della Sera” ha pubblicato i dati della Guardia di Finanza su tutte le truffe accertate finora

Secondo un approfondimento del Corriere della Sera, che ha ottenuto i dati della Guardia di Finanza, oltre 62mila persone hanno ricevuto illegalmente il reddito di cittadinanza, il sostegno economico attivo dal 2019 al 2023 per chi non aveva un lavoro, abolito dal governo di Giorgia Meloni che lo ha sostituito con altri sussidi. Complessivamente lo Stato ha versato loro contributi per 665 milioni di euro, scrive il giornalista Giuseppe Guastella.
È una cifra consistente ma non enorme se la si considera in rapporto agli oltre 34 miliardi di euro spesi complessivamente per il reddito di cittadinanza, percepito da 2,4 milioni di nuclei familiari e 5,3 milioni di persone.
I dati resi noti nei giorni scorsi provengono da indagini svolte in tutta Italia dalla Guardia di Finanza negli ultimi anni fino allo scorso novembre. Le ricerche sono cominciate individuando alcuni “indici di rischio” che hanno poi permesso di svolgere indagini più precise. Come spiega il Fatto Quotidiano, gli indici di rischio sono per esempio l’assenza dei requisiti di residenza, una condanna per uno dei reati che implicavano l’impossibilità di ricevere il sussidio, la mancata dichiarazione dei redditi o dichiarazioni false sui componenti della famiglia. Le verifiche si sono quindi concentrate sulle persone i cui dati presentavano una o più di queste condizioni.
In quasi 76mila interventi della Guardia di Finanza sono state così individuate 62.215 persone sospettate di avere ricevuto il reddito di cittadinanza attraverso truffe o comunque in modo indebito. Il Corriere specifica che questi numeri corrispondono alle truffe ai danni dello Stato che sono state scoperte, e quindi potrebbero essere solo una parte di tutte quelle legate al reddito di cittadinanza.
Nell’articolo del Corriere si spiega che in diversi casi è stato scoperto un ruolo attivo nelle truffe dei Centri di assistenza fiscale (Caf) e dei patronati, che hanno falsificato i dati nelle pratiche di chi richiedeva il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti. Tra questi ci sarebbero persone che fanno parte della criminalità organizzata e «centinaia e centinaia» di non residenti in Italia. Il Fatto ha ricordato, tuttavia, che ci sono stati casi in cui i processi hanno accertato che le presunte truffe erano in realtà dovute a errori di compilazione dei moduli.
In questi anni erano già emerse alcune grosse truffe che hanno riguardato il reddito di cittadinanza: i nuovi dati pubblicati dal Corriere sono però i primi a radunare complessivamente le truffe accertate negli anni in cui il reddito di cittadinanza è stato in vigore.
Un caso particolarmente rilevante era stato quello che nel 2021 aveva portato all’arresto di 16 persone, molte delle quali di origine rumena. Grazie alla complicità di persone che lavoravano in alcuni Caf, avevano ottenuto redditi di cittadinanza e redditi di emergenza presentando le domande a nome di quasi 10mila cittadini rumeni residenti da dieci anni in Italia (il requisito che i cittadini stranieri devono avere per aver diritto al reddito). In realtà, quelle persone non avevano mai messo piede in Italia, e il gruppo era riuscito in questo modo a sottrarre allo Stato 21,5 milioni di euro. Nell’aprile del 2022 i 16 arrestati avevano patteggiato.
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