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  • Mercoledì 18 settembre 2024

Il secolo scorsoio

Oggi esce in libreria "Novecento, il secolo scorso", il nuovo numero di Cose spiegate bene che racconta storie del Novecento italiano

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L’undicesimo numero di Cose spiegate bene, la rivista del Post dedicata a spiegare approfonditamente singoli temi, si intitola Novecento, il secolo scorso, racconta episodi ed eventi del Novecento italiano e da oggi è disponibile in libreria.
Anche se è finito da quasi 25 anni, il Novecento continua a essere molto presente nel dibattito pubblico, ed è il secolo in cui si è formata l’identità italiana per come la conosciamo oggi, attraverso eventi grandi e piccoli. Le storie raccontate sono quelle degli avvenimenti storici maggiori, ricordate spesso nelle discussioni odierne, di cui a volte si è perso il significato, o si fatica a ricordare il reale svolgimento, o se ne ignorano particolari decisivi e affascinanti. Ma anche quelle di episodi apparentemente minori e pop, che hanno comunque contribuito a portare cambiamenti significativi nella società e nella cultura delle italiane e degli italiani.

Novecento, il secolo scorso è illustrato da Alessandro Baronciani, e contiene contributi di Chiara Alessi, Daria Bignardi, Claudio Giunta e Walter Veltroni.
Questo undicesimo numero di Cose spiegate bene può essere acquistato, oltre che nelle librerie, sul sito del Post (con spedizione gratuita) e nelle librerie online di Amazon, Feltrinelli e IBS. Questa è l’introduzione di Novecento, il secolo scorso scritta dal peraltro direttore del Post Luca Sofri, “Il secolo scorsoio”.

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Intanto è un bel titolo, Novecento. Così bello che lo hanno già usato due grandi autori italiani per due loro opere. Ma è soprattutto un tempo che contiene tutti i criteri abituali che COSE Spiegate bene applica nelle scelte degli argomenti a cui dedicarsi: è qualcosa che è tuttora molto presente nelle discussioni private e pubbliche di tutti, ma di cui al tempo stesso conosciamo sempre meno, o perché non c’eravamo, o perché ci dimentichiamo le cose, o perché spesso non le abbiamo mai sapute del tutto.
Il Post lavora da sempre su quella cosa lì, quella che vi fa dire – prima di scegliere un documentario su Netflix, o di ascoltare una puntata di Indagini – «ah, ma questa storia la so già», salvo poi scoprire che quella storia è invece piena di pezzi che non sapevamo. E negli anni ci siamo accorti che quello che è successo in Italia nel secolo scorso – da cui ci separa ormai un quarto di secolo – è tuttora citato di continuo e compare in racconti, conversazioni, allusioni: e nel frattempo il paese è diventato vecchio, le cose si dimenticano, ma è diventato anche milioni di persone che non c’erano, a cui sono estranei quei riferimenti, e a cui si ripete di continuo e retoricamente quanto siano importanti la memoria, la conoscenza del passato, eccetera.
Il Novecento, con questo bel nome, sono soprattutto due Novecenti, per l’Italia. Quello fino al 1945 – a sua volta diviso tra la metà prefascista e la metà fascista – e quello repubblicano: in questo numero di COSE Spiegate bene ci siamo concentrati soprattutto sul secondo, quello che avremmo detto sia in maggiore continuità con l’Italia di oggi e con questo, di secolo, se non fosse che deprimenti continuità tornano a manifestarsi anche con il Novecento peggiore. Ma di testi che in questi anni hanno spiegato e raccontato il fascismo, e l’hanno messo in relazione con questi tempi, ne trovate molti in giro. Il «dopoguerra», fino al cambio di millennio, è un periodo che invece ancora sta tra la Storia e la cronaca, che ancora è raccontato con coinvolgimento e difficoltà di distacco da molti che lo hanno vissuto, e che trovate nei riferimenti ai fatti di cronaca, nelle discussioni politiche, nelle citazioni nostalgiche della cultura pop, nelle riproposizioni sempre più frequenti da parte del lavoro creativo: si è prodotto così tanto, nella cultura novecentesca, nella musica, nel cinema, nella tv, che quasi niente di quello che nasce oggi è esente da qualche eredità. Insomma, il Novecento ci somiglia, come certi nonni a certi nipoti, pur essendo tutta un’altra storia, come certi nonni con certi nipoti. Per questo bisogna sempre prendere un po’ con le molle le «lezioni del passato», e trattarle come ogni lezione: buone da imparare, utili da conoscere, pronti a liberarsene e ad avere il senso che il presente è tutta un’altra cosa e il futuro figuriamoci, e stare attenti a non farsene strangolare. Ma appunto, liberarsi del passato è meglio farlo con consapevolezza piuttosto che con ignoranza, decidendo di cosa liberarsi e di cosa no, e godendo comunque del piacere di conoscerle, le cose.

Puoi comprare Novecento, il secolo scorso sul sito del Post (con spedizione gratuita).