È stata presentata un’offerta per costruire la pista da bob per le Olimpiadi a Cortina

La vecchia pista da bob di Cortina d'Ampezzo
La vecchia pista da bob di Cortina d'Ampezzo (il Post)

Il gruppo Pizzarotti, una delle imprese di costruzione più grandi in Italia, ha presentato un’offerta per costruire la pista da bob a Cortina d’Ampezzo in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si terranno nel 2026. L’ipotesi era stata accantonata dal CONI (Comitato olimpico nazionale italiano) perché il rifacimento della vecchia pista è molto costoso, così complesso e lungo da non poter essere completato entro le scadenze imposte dal Comitato olimpico internazionale (CIO). L’insistenza della Regione Veneto aveva convinto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini a proporre e sostenere una versione del progetto semplificata.

Sono stati tolti elementi accessori che avevano scoraggiato le imprese a presentare offerte nelle due gare bandite nell’ultimo anno, entrambe concluse senza offerte. Non ci sarà un grande parcheggio, non saranno costruite anche alcune gradinate e aree dedicate alle ristorazione. In questo modo si ridurranno i tempi di costruzione, l’ostacolo più temuto dalle imprese. I soldi messi a disposizione, invece, sono stati confermati: 81,6 milioni di euro.

Nonostante le condizioni vantaggiose, solamente Pizzarotti ha presentato un’offerta perché i lavori restano comunque complessi e lunghi, e i tempi molto stretti: la pista dovrà essere pronta in circa un anno, prima delle Olimpiadi dovranno essere organizzati dei test con gli atleti e alcune gare di prova entro l’inverno del 2025. Anche per questo motivo il CIO, che aveva sollecitato lo spostamento delle gare in località con una pista già pronta come Innsbruck in Austria, Saint Moritz in Svizzera o al limite Cesana, in provincia di Torino, darà il suo parere definitivo entro due settimane.

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