Il discorso inaugurale di Donald Tusk al parlamento polacco

«Dovremo passare molto tempo a pulire», ha detto criticando il governo uscente di estrema destra

Il nuovo primo ministro Donald Tusk durante il suo discorso al parlamento polacco il 12 dicembre 2023 (AP Photo/Czarek Sokolowski)
Il nuovo primo ministro Donald Tusk durante il suo discorso al parlamento polacco il 12 dicembre 2023 (AP Photo/Czarek Sokolowski)

Martedì il nuovo primo ministro polacco Donald Tusk, eletto lunedì, ha descritto le sue priorità politiche al parlamento polacco prima del voto di fiducia al suo governo, che si è tenuto in serata. Nel suo lungo discorso Tusk, che è sostenuto da una maggioranza variegata ma tendenzialmente europeista, ha parlato di come la linea politica della Polonia cambierà drasticamente rispetto a quella degli ultimi anni: dal 2015 fino a qualche giorno fa la Polonia è stata governata in maniera semiautoritaria dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia. Tusk ha annunciato che su molti punti perseguirà delle politiche esattamente opposte rispetto a quelle realizzate da Diritto e Giustizia.

La sua nomina è arrivata due mesi dopo le elezioni vinte nettamente dai partiti di opposizione. A novembre il presidente polacco Andrzej Duda, che fa parte di Diritto e Giustizia, aveva però dato l’incarico di formare il governo al suo partito. Per molti era stato un tentativo per prendere tempo e rinviare l’insediamento di un nuovo governo. Lunedì, infine, il primo ministro uscente Mateusz Morawiecki non aveva ottenuto la fiducia dal parlamento per formare un nuovo governo e Tusk era stato eletto dal parlamento stesso al suo posto. Tusk era già stato primo ministro del paese dal 2007 al 2014 e presidente del Consiglio europeo dal 2014 al 2019. Nel suo discorso ha descritto i risultati delle elezioni di ottobre come una «ribellione pacifica per la libertà e la democrazia».

Presentando il programma del suo governo Tusk ha promesso che la Polonia «sarà un forte anello della catena della Nato, un forte alleato degli Stati Uniti e riconquisterà la posizione di leader dell’Unione Europea». Questo riallineamento della Polonia all’Unione Europea avrà due conseguenze concrete, almeno nell’immediato: lo sblocco dei finanziamenti europei alla Polonia e un sostegno più convinto all’Ucraina. Tusk ha detto che non esiste altra alternativa se non quella di sostenerla nella guerra contro la Russia, dopo che negli ultimi mesi il governo di Diritto e Giustizia aveva deciso di diminuire drasticamente il proprio contributo nel combattere l’invasione, secondo diversi commentatori per un cinico calcolo elettorale.

– Leggi anche: Il nuovo governo polacco avrà un sacco di soldi da spendere

Tusk ha poi attaccato duramente Diritto e Giustizia, dicendo che lui e il suo governo dovranno «passare molto tempo a pulire». Tusk si riferiva alle molte politiche promosse da Diritto e Giustizia che in questi anni l’opposizione ha duramente contestato. Nel contestarle, Tusk ha letto il manifesto del chimico polacco Piotr Szczęsny, che il 29 ottobre del 2017 morì dandosi fuoco in piazza Defilad a Varsavia in segno di protesta contro le politiche del governo di Diritto e Giustizia. Nel suo manifesto Szczęsny aveva scritto: «Protesto contro la restrizione delle libertà civili da parte delle autorità. Protesto contro la violazione dei principi della democrazia da parte del governo, in particolare contro la distruzione del tribunale costituzionale e del sistema dei tribunali indipendenti. Protesto contro la violazione della legge da parte delle autorità, in particolare della Costituzione della Repubblica di Polonia.»

Leggendo il manifesto, Tusk ha affermato: «Protesto contro la marginalizzazione del ruolo della Polonia nell’arena internazionale. Protesto contro la xenofobia introdotta dalle autorità nel dibattito pubblico. Protesto contro la riduzione della libertà di stampa della televisione pubblica. Protesto contro il rapporto ostile del potere con le persone immigrate e contro la discriminazione di minoranze, donne, omosessuali, musulmani, e altri.»

Sull’immigrazione ha aggiunto che è possibile per la Polonia e l’Europa avere un approccio «umano» che permetta loro allo stesso tempo di «proteggere i loro confini». Nel parlarne ha fatto anche riferimento a un grosso scandalo che aveva recentemente messo in crisi il governo di Diritto e Giustizia riguardo alla presunta vendita di visti a centinaia, forse migliaia di migranti, attraverso un sistema di corruzione che avrebbe coinvolto funzionari di diversi consolati polacchi all’estero.

Riguardo ai diritti civili della popolazione polacca ha detto che il suo governo ha già predisposto un piano di azione che verrà attuato sin dai primi giorni per ristabilire l’accesso all’aborto legale e sicuro, che dal 2021 in Polonia è vietato praticamente in tutti i casi.

– Leggi anche: In Polonia si manifesta ancora per il diritto all’aborto

In serata il nuovo governo polacco ha ottenuto la fiducia con 248 voti a favore e 201 contrari. Le procedure di voto erano state ritardate dopo che un parlamentare di estrema destra e filorusso, Grzegorz Braun, aveva usato un estintore per spegnere le candele di una menorah (il candelabro a sette bracci usato nella religione ebraica) che erano state accese da un rabbino in uno spazio del parlamento in occasione della festa di Hanukkah. In Polonia vive una comunità ebraica di 10-20mila persone, che era molto più numerosa prima della Shoah durante la Seconda guerra mondiale: il paese ha un forte legame culturale con gli ebrei ma anche problemi di antisemitismo. Il gesto di Braun è stato condannato da Tusk e molti altri politici, compreso il presidente della Camera Szymon Holownia che ha espulso il parlamentare dall’assemblea.