• Italia
  • Giovedì 2 novembre 2023

Il più celebre scherzo telefonico italiano di sempre

Alla fine degli anni Ottanta il bidello abruzzese Mario Magnotta e la sua lavatrice entrarono nella cultura popolare italiana

Mario Magnotta intervistato da Fabrizio Frizzi alla trasmissione "I fatti vostri" nel 1992 (YouTube)
Mario Magnotta intervistato da Fabrizio Frizzi alla trasmissione "I fatti vostri" nel 1992 (YouTube)

Da mercoledì in Italia si discute di scherzi telefonici, dopo che un duo di comici russi noti come Vovan & Lexus ha diffuso la registrazione di una telefonata fatta alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni in cui uno dei due si è finto il presidente dell’Unione Africana. Vovan & Lexus sono noti in Russia proprio per gli scherzi telefonici a politici o celebrità internazionali, un genere di comicità che ha avuto un certo successo anche in Italia, per esempio con la trasmissione Libero, condotta all’inizio degli anni Duemila da Teo Mammuccari, o nella trasmissione radiofonica La Zanzara.

Ma il più celebre scherzo telefonico italiano di sempre riguardò Mario Magnotta, un bidello dell’Aquila, che alla fine degli anni Ottanta diventò un fenomeno di cultura sotterraneo, attraverso una sorta di viralità pre-internet che lo fece conoscere principalmente tra i giovani attraverso il passaparola e la circolazione di musicassette con le registrazioni delle telefonate. Successivamente Magnotta diventò un vero personaggio mediatico, partecipando a trasmissioni televisive ed entrando nella cultura popolare italiana. Tutto per colpa di una lavatrice.

Nel 1987 Mario Magnotta lavorava come bidello all’Istituto Tecnico Commerciale Luigi Rendina e si era separato da due anni dalla moglie, che andandosene di casa si era portata via una lavatrice di marca San Giorgio da lui acquistata nel 1981. Due ex allievi della scuola in cui lavorava, Antonello De Dominicis e Maurizio Videtta, erano venuti a sapere che Magnotta stava cercando di riavere indietro quella lavatrice, comprata ad un negozio di elettrodomestici dell’Aquila, o di acquistarne una uguale. Quando erano ancora allievi i due avevano già fatto degli scherzi a Magnotta e colsero l’occasione per organizzarne un altro, non sapendo che sarebbe presto diventato noto in tutta Italia.

De Dominicis e Videtta iniziarono a telefonare a Magnotta spacciandosi per diverse persone che lavoravano per la ditta San Giorgio e parlandogli di un contratto pieno di clausole assurde da lui sottoscritto al momento dell’acquisto, che ovviamente non esisteva. Magnotta fu inizialmente contattato da un finto direttore dell’azienda che gli spiegò che il contratto prevedeva l’acquisto di una serie di elettrodomestici nuovi ogni due o tre anni, come una nuova lavatrice, un frigorifero o un asciugacapelli. Le altre telefonate furono fatte dal capo del personale Barzetti e dall’impiegato Marzandelli, altri due personaggi inventati da De Dominicis e Videtta che complicavano sempre di più la situazione e proponevano articolate opzioni per risolvere il problema di questo contratto.

Le telefonate continuarono per più di un mese e inclusero anche quella del ragioniere della Ditta Cinque Imperia, grossista della San Giorgio che accusava Magnotta di essere il motivo per cui l’azienda aveva tolto l’esclusiva per la vendita di elettrodomestici alla sua ditta. In queste telefonate Magnotta era sempre più arrabbiato, ma cercava in qualche modo di contenersi di fronte ai diversi dirigenti che lo contattavano.

Il culmine dello scherzo arrivò nell’ultima telefonata, avvenuta il 16 settembre 1987: Magnotta venne contattato dal proprietario del negozio Bontempo (che nella registrazione si presenta peraltro come Bontempi) che gli disse di aver perso anche lui l’esclusiva della San Giorgio a causa sua. Subito dopo gli disse però che in negozio era arrivata per lui una nuova lavatrice, che gli spettava da contratto. Magnotta a quel punto non aveva più alcuna intenzione di ritirare questa lavatrice nuova, che in realtà non esisteva, e desiderava solo che smettessero di chiamarlo per parlargliene.

Ormai esasperato, Magnotta minacciò il presunto proprietario del negozio di andare dall’avvocato e quando sentì di nuovo nominare il direttore della ditta San Giorgio iniziò a urlargli contro in dialetto aquilano, a bestemmiare e a maledire il giorno in cui aveva comprato quella lavatrice. In quel momento gli disse anche che se avessero continuato a chiamarlo avrebbe messo «una bomba» e pronunciò la frase «veramente io m’iscrivo ai terroristi», diventata negli anni successivi una specie di meme prima dei meme.

Lo scherzo, nonostante fosse avvenuto negli anni Ottanta, trovò infatti il modo di diffondersi, con modalità inconsuete per il periodo. Le ultime quattro telefonate, inclusa l’ultima del 16 settembre, furono registrate da De Dominicis e Videtta e si diffusero rapidamente attraverso musicassette copiate e circolate privatamente, attraverso il passaparola. In pochi anni lo scherzo della lavatrice diventò così noto a moltissimi italiani.

In quel periodo De Dominicis e Videtta diffusero anche le registrazioni di altri scherzi telefonici a Magnotta, che però non riscossero lo stesso successo di quello della lavatrice. Magnotta si ritrovò a essere il bidello più famoso d’Italia e fu invitato in diverse trasmissioni televisive come il Maurizio Costanzo Show e I fatti vostri, condotto da Fabrizio Frizzi. Per tutti gli anni Novanta fu ospite di eventi molto diversi fra loro, dalle sagre di paese ad alcune serate in discoteca in cui venivano messi dei remix che includevano parti dello scherzo.

I suoi sfoghi furono inclusi anche in diverse canzoni: nel 1993 il rapper Frankie hi-nrg ne inserì un campionamento nella canzone Disconnetti il potere, contenuta nel suo album di esordio Verba manent. Nella canzone del 2007 L’Italia di Piero di Simone Cristicchi è presente la frase «Piero non rinuncerebbe mai alla lotta e si iscrive ai terroristi come fa il Magnotta».

Fino all’inizio degli anni Duemila, prima della sua morte nel 2009, Magnotta continuò ad apparire in alcune trasmissioni locali in cui commentava le notizie con lo stesso stile delle telefonate, anche se nel 2007 si rivolse a un avvocato per cercare di porre fine agli scherzi telefonici che continuavano a fargli. In quel periodo questo tipo di scherzi era tornato molto di moda anche a causa di quelli caricati su internet dallo youtuber Frank Matano.

Nel 2012 alcuni cittadini dell’Aquila aprirono una petizione per chiedere che gli venisse intitolata una via della città, mentre nel 2017 fu pubblicato da Antonio Recupero e Fabrizio Di Nicola il fumetto Magnotta Wars – Il lato abruzzese della forza, edito da Magic Press, in cui un immaginario pronipote di Magnotta che lavora su una stazione spaziale nel 2992 viene scelto per risolvere il problema di una strana invasione di piante. Un anno fa il conduttore della trasmissione Propaganda Live Diego Bianchi intervistò uno dei due autori dello scherzo. Oggi la casa di Mario Magnotta è segnata su Google Maps come un “luogo di culto”.