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  • Martedì 22 agosto 2023

La casa rimasta intatta nei gravi incendi a Maui

Si trova a Lahaina, la città più colpita dal disastro, e anche se «sembra quasi messa lì con photoshop» ci sono valide spiegazioni

(Twitter)
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Sui social network è diventata virale la fotografia di una casa col tetto rosso che sembra non essere stata danneggiata dai gravissimi incendi di due settimane fa a Lahaina, sull’isola di Maui, alle Hawaii. Le immagini aeree riprese dal dipartimento del territorio e delle risorse naturali dello stato mostrano la casa apparentemente intatta in mezzo agli alberi bruciati e a tutti gli altri edifici del quartiere ridotti in cenere a causa degli incendi che hanno distrutto la cittadina quasi completamente, provocando la morte di almeno 114 persone e più di 800 dispersi. Secondo gli esperti potrebbe essere dipeso da alcune migliorie apportate nei recenti lavori di ristrutturazione dell’edificio.

La casa in questione si trova a Front Street, in riva al mare, ha circa cento anni ed è fatta in legno, come la gran parte di quelle costruite nel resto dell’isola e distrutte dagli incendi. Come ha notato il suo proprietario, Trip Millikin, guardando le foto che stanno circolando online «sembra quasi messa lì con photoshop», ma non è così. Millikin ha raccontato al sito Honolulu Civil Beat che lui e la moglie Dora – che durante gli incendi erano a trovare alcuni parenti in Massachusetts – sono stati tra i primi a domandarsi come abbia fatto a resistere.

Millikin ha detto di aver comprato la casa nel 2021, quando era disabitata da tempo e piuttosto malmessa. Originariamente era l’edificio dedicato alla contabilità di una piantagione della zona e si crede che sia stata spostata in riva al mare nel 1925. Dopo aver acquistato la casa, i Millikin avevano cominciato a ristrutturarla tenendo conto dei vincoli storici e paesaggistici, facendosi aiutare da un falegname e da alcuni vicini, ma gestendo il grosso da soli. Tra le altre cose, avevano sostituito il tetto, installandone uno in acciaio, e avevano rimosso l’erba e il fogliame dal perimetro dell’edificio, dove avevano poi disposto uno strato di pietre di fiume di circa un metro.

Vedendo le foto della casa apparentemente integra in mezzo agli altri edifici distrutti dagli incendi i Millikin hanno raccontato di essersi commossi. «È una casa al 100 per cento di legno, non è che sia ignifuga o cose simili», ha detto Dora Millikin parlando con il Los Angeles Times. «Abbiamo iniziato a piangere. Mi sento in colpa. Ci sentiamo ancora in colpa», ha detto a Honolulu Civil Beat il marito.

Millikin ha detto che la casa era costruita in legno di sequoia della California, che a suo dire è particolarmente resistente alle fiamme. Secondo Michael Wara, direttore di un programma dedicato al clima e alle politiche energetiche al centro di studi ambientali Stanford Woods Institute for the Environment, la differenza più grande però l’ha fatto l’aver tolto il fogliame dal perimetro della casa: con pietre o ghiaia nelle immediate vicinanze dell’edificio non ci sono materiali che possono prendere fuoco facilmente. Concorda anche Susie Kocher, consulente di Scienze forestali della University of California e coautrice di una guida su come proteggere gli edifici dal rischio di incendi.

Kocher inoltre ha osservato che i tetti sono uno degli elementi principali che contribuiscono a far incendiare le case negli Stati Uniti. In generale è facile che vi si depositino braci e altri oggetti in fiamme, e se sono fatti di certi materiali possono a loro volta prendere fuoco, contribuendo alla propagazione degli incendi nel resto degli edifici e nei loro dintorni. Per questo, a detta di Kocher, anche il fatto che il tetto della casa dei Millikin fosse di un metallo molto resistente può aver fatto la differenza.

L’elicottero con a bordo il presidente Joe Biden sorvola il quartiere in cui si trova la casa, che si nota bene tra le macerie del quartiere, lunedì 21 agosto (AP Photo/ Evan Vucci)

I Millikin hanno spiegato che non avevano pensato tanto a limitare il rischio di incendi, quanto a proteggere la casa dal rischio di piogge e inondazioni e dalle termiti. Una delle altre cose che potrebbero aver contribuito a non farla incendiare comunque è la relativa distanza dagli altri edifici che si erano incendiati, visto che da un lato si affaccia sull’oceano, da quello opposto sulla strada e da un altro ancora su un lotto di terreno non edificato. Parlando con il Los Angeles Times, Dora Millikin ha detto di sperare di poterci rientrare non appena possibile. Ha anche aggiunto di voler accogliere i vicini che hanno perso le loro case per via degli incendi.

– Leggi anche: A Maui ci sono ancora più di 800 persone disperse