“Jurassic Park” rese possibile l’impossibile

Uscì 30 anni fa e oltre che sulla paleontologia ebbe un grande impatto anche sul cinema, in particolare su come farlo con gli effetti speciali digitali

 (RTG2)
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L’11 giugno del 1993 uscì nei cinema nordamericani Jurassic Park, che in Italia sarebbe arrivato solo dopo l’estate. All’inizio ci fu chi ne parlò piuttosto male (fu definito per esempio «passabile divertimento per ragazzini») ma ciononostante divenne il film con i maggiori incassi di sempre (prima di essere superato da Titanic) e il primo capitolo di una delle più grandi e ricche saghe di sempre. Diretto da Steven Spielberg, Jurassic Park fu determinante nel rilanciare l’interesse, non solo cinematografico, verso i dinosauri e con diverse sue scene e trovate lasciò un segno nella cultura popolare.

Oltre che per l’efficacia del mondo rappresentato, della storia raccontata e delle tecniche di regia usate, diversi elementi e resoconti dicono infatti che, nel cinema, l’impatto e l’influenza di Jurassic Park sono legati soprattutto a come Spielberg riuscì a usare la CGI, la computergenerated imageryle immagini generate a computer. È stato detto più volte che l’uso della CGI in Jurassic Park fu per il cinema una rivoluzione rilevante quanto negli anni Venti del Novecento era stato l’arrivo del sonoro.

Di Jurassic Park si è detto in più occasioni che fu un film in cui, in gran parte grazie alla sperimentazione tecnologica, «l’impossibile divenne possibile».

Fu anzitutto una questione di qualità, più che di quantità: nel film, che dura oltre due ore, le scene con i dinosauri durano in tutto un quarto d’ora, e per due terzi del tempo i dinosauri che si vedono sono animatronicspupazzi-robot.

È stato calcolato che nel film ci sono 63 effetti generati a computer, mentre nel sequel del 2015 Jurassic World erano oltre duemila.

Nell’usare una tecnologia allora nuova e costosissima come la CGI Spielberg scelse quindi di metterla solo dove indispensabile per i suoi scopi, quando era necessaria per scene altrimenti inefficaci o proprio impossibili. Inoltre nell’usare la CGI con moderazione (anche per via dei costi e dei tempi richiesti) Spielberg fece sì che gli spettatori non potessero mai sapere se stavano guardando un robot, un dinosauro fatto a computer o qualcosa nel mezzo. La scelta di limitare la CGI ha permesso al film di resistere al passare degli anni e alle moltissime evoluzioni della tecnica CGI.

Per Spielberg l’uso della CGI in Jurassic Park, fu per certi versi un ripiego. All’inizio non aveva infatti intenzione di usarla, ma si decise a farlo dopo aver capito che non c’erano alternative per girare certe scene così come le aveva in mente. E anche per girarle dovette scegliere, dopo aver capito che anche una sola inquadratura in CGI richiedeva svariate ore di lavoro, di doverle fare in un certo modo: per esempio in contesti notturni e piovosi, quindi con meno luminosità generale.

L’esempio della CGI di Jurassic Park è stato spesso raccontato come determinante nel portare diversi altri registi a investire su storie sempre più ambiziose, magari tenute da parte per anni in quanto considerate impossibili da girare. È difficile avere certezze su quanto peso effettivo ebbe il film su scelte successive, ma spesso si citano tre esempi che riguardano Stanley Kubrick, Peter Jackson e George Lucas.

Pare che fu proprio Jurassic Park a convincere Stanley Kubrick ad avviare la produzione di A.I. – Intelligenza artificiale, tratto da un racconto di cui aveva i diritti dagli anni Settanta, e la cui regia sarebbe stata affidata proprio a Spielberg.

Allo stesso modo, è stato più volte raccontato che furono il successo di Jurassic Park e l’efficacia dei suoi pochi minuti in CGI che convinsero Lucas (fondatore nel 1975 di Industrial Light & Magic: che si occupò degli effetti speciali digitali di Jurassic Park) a mettersi al lavoro sui prequel di Star Wars. 

Sembra inoltre che fu proprio la capacità del film di ricreare con tale efficacia un mondo di fantasia a dare il via a ragionamenti e progetti che portarono infine alla realizzazione della trilogia Il Signore degli Anelli.

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