(AP Photo/Virginia Mayo)

Il piano del Parlamento Europeo per limitare la corruzione

Lo proporrà oggi la presidente Roberta Metsola, a un mese dall'inizio dello scandalo che riguarda il Qatar e il Marocco

(AP Photo/Virginia Mayo)
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Giovedì la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, presenterà a un organo del Parlamento una riforma delle norme interne sul lobbismo e sulla trasparenza, a circa un mese di distanza dall’inizio dello scandalo di presunta corruzione di alcuni parlamentari e funzionari europei da parte di Qatar e Marocco.

La proposta di riforma non è ancora stata diffusa pubblicamente ma alcuni punti del piano sono stati pubblicati dai siti di news Politico, Euractiv e EuObserver. L’organo interno a cui sarà presentata sarà la Conferenza dei Presidenti, a cui partecipano tutti i capigruppo dei gruppi politici presenti al Parlamento Europeo.

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La proposta principale di Metsola riguarda l’estensione a tutti i parlamentari europei dell’obbligo di registrare i propri incontri con i lobbisti in un portale pubblico. Al momento, in teoria, tutti i parlamentari europei possono già farlo: ma l’uso del portale è obbligatorio solo per i parlamentari con incarichi rilevanti, come i presidenti di commissione o i relatori di un certo provvedimento, mentre per tutti gli altri è volontario. Nel piano di Metsola inoltre ogni parlamentare dovrà dichiarare propri eventuali conflitti di interessi nel momento in cui diventa relatore di un certo provvedimento.

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Altri punti del piano prevedono l’obbligo per i lobbisti che rappresentano gli interessi di paesi extraeuropei di registrarsi nell’apposito Registro per la trasparenza, una banca dati dell’Unione Europea in cui sono presenti tutte le principali lobby (al momento chi rappresenta un paese terzo ha a disposizione diverse scappatoie che gli permettono di non registrarsi).

Agli assistenti parlamentari e ai funzionari del Parlamento sarà inoltre vietato mantenere delle cariche formali all’interno di una ong: una norma che sembra scritta per evitare casi come quello di Francesco Giorgi, assistente storico di Antonio Panzeri, l’ex parlamentare europeo che secondo la procura federale belga aveva messo in piedi all’interno del Parlamento Europeo una rete di corruzione a favore di Qatar e Marocco. Fino a poche settimane fa Giorgi era sia assistente parlamentare di Andrea Cozzolino, parlamentare europeo del PD, sia coinvolto nella gestione della ong fondata da Panzeri, Fight Impunity.

Il piano però non prevede nessuna nuova norma sul lavoro extra-parlamentare degli attuali parlamentari europei. Qualche tempo fa Alberto Alemanno, esperto di trasparenza e fondatore dell’organizzazione The Good Lobby, ha detto che circa un quarto degli attuali parlamentari hanno «mansioni da liberi professionisti che creano conflitto di interessi permanente» con il loro mandato politico.

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Non è chiaro se il piano di Metsola verrà approvato così com’è. Politico sostiene che il gruppo parlamentare dei Socialisti e Democratici, il più colpito dallo scandalo, chiederà regole ancora più stringenti. La ong Transparency International ha diffuso un esteso commento alla proposta di Metsola, per come è stata raccontata dai giornali, piuttosto critico: «Il piano continua a basarsi interamente sull’auto-imposizione. Sappiamo che questa dinamica non funziona: serve un coinvolgimento di enti esterni e indipendenti a tutti i livelli del processo di riforma».