Il giornalista diventato virale su TikTok con una canzone rap, senza volerlo

Quando Louis Theroux scrisse “Jiggle Jiggle” per BBC non pensava che 20 anni dopo l'avrebbe ballata perfino Anthony Hopkins

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Da qualche settimana Louis Theroux, un giornalista e conduttore televisivo inglese di 52 anni, riceve frequenti telefonate dagli amici che gli chiedono increduli come mai i loro figli adolescenti girino per casa cantando una sua canzone rap. Per Theroux, un tipo slanciato e assai composto, laureato in Storia moderna a Oxford e da oltre vent’anni volto della BBC, diventare virale su TikTok non era esattamente nei programmi: ma il modo casuale e imprevedibile con cui la sua voce è finita dentro a milioni di video, accumulando milioni di ascolti su YouTube e Spotify, può aiutare a capire qualcosa di come viene fruita la musica in questi anni, tra i più giovani ma non solo.

“Jiggle Jiggle” è il nome di una canzone che dura appena 1 minuto e 37 secondi, ma la maggior parte delle persone che la conoscono – e ormai sono tante – ne sa ancora meno: soltanto la prima strofa. Da alcune settimane, infatti, viene usata come colonna sonora per tantissimi video su TikTok, come semplice sottofondo o come parte integrante di una gag, come base su cui fare “lip-sync”, cioè sulla quale cantare in playback, oppure associata proprio alla faccia di Theroux, che al New York Times ha raccontato di aver dovuto rifiutare decine di inviti di ogni tipo per collaborazioni e comparsate varie. Lui è uno stimato autore di podcast, programmi televisivi e libri, e per il momento non gli interessa intraprendere una carriera da rapper.


In tanti farebbero a cambio con lui: una canzone virale come la sua è il sogno di migliaia di cantanti e produttori che ogni giorno provano a comporre canzoni brevi e orecchiabili nella speranza di ottenere una frazione del suo successo. Eppure Theroux, che peraltro è cugino dell’attore Justin e figlio dello scrittore Paul, aveva scritto il testo di “Jiggle Jiggle” nel lontano 2000, quando ancora la maggior parte delle persone che la stanno cantando in queste settimane ancora doveva nascere. Per una puntata di Weird Weekends, un programma che conduceva su BBC, intervistò alcuni rapper legati a un’emittente radiofonica di New Orleans e si prestò a fare il bianco un po’ goffo e ingessato che si cimenta col rap, componendo alcune rime educate, buffe e piuttosto efficaci.

A lungo furono dimenticate, finché nel 2016 la pubblicazione sul Netflix britannico di quelle puntate restituì a quelle rime una certa notorietà, nella nicchia del suo pubblico. Ogni tanto, nelle sue interviste, questa sua brevissima esperienza da rapper veniva rievocata. Come lo scorso febbraio, quando Theroux andò ospite di Chicken Shop Date, un programma su YouTube della giornalista britannica Amelia Dimoldenberg, che lo incalzò affinché gliele cantasse. Theroux non si tirò indietro, e con un certo aplomb sornione eseguì a cappella le rime che aveva composto due decenni prima.

My money don’t jiggle, jiggle, it folds
I like to see you wiggle, wiggle, for sure
It makes me want to dribble, dribble, you know
Riding in my Fiat, you really have to see it


Il testo gioca sull’assonanza di jiggle (scuotere), wiggle (ondeggiare) e dribble (palleggiare), parole usate più per la musicalità che per il senso letterale, e cita curiosamente un’automobile Fiat: ospite di quella radio di New Orleans, infatti, a Theroux chiesero che macchina guidasse. E lui guidava una Fiat Tipo, all’epoca. Più avanti, Theroux cita anche “Red Red Wine”, una canzone di Neil Diamond, e in un successivo verso cantato solo in alcune esecuzioni integrali della canzone spiega anche come beva responsabilmente quando deve guidare. La sua Fiat Tipo, s’intende.

Per Theroux, che è nato a Singapore e aveva una nonna italiana, diventare una celebrità su TikTok è sicuramente sorprendente, ma non del tutto fuori contesto. Nel suo programma Weird Weekends, quello per cui compose il testo rap, raccontava sottoculture un po’ matte, intervistando tipi strani o perlomeno inconsueti, dai survivalisti – quelli che si preparano ossessivamente a cataclismi di vario tipo – agli attori porno, dagli impallinati di UFO ai neonazisti sudafricani. Da allora si è affermato come un giornalista in grado di trattare argomenti tosti e delicati, sempre però con un’inclinazione a raccontare fenomeni assurdi, bizzarri o poco spiegabili, con un fare posato e uno spiccato umorismo inglese. Fece perfino un film su Joseph Maldonado-Passage, l’allevatore di grandi felini più noto come Joe Exotic, anni prima che Netflix lo raccontasse nella serie di enorme successo Tiger King.

@jounggustav

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♬ Jiggle Jiggle – Duke & Jones & Louis Theroux

Ma ciononostante, non si aspettava che la piccolissima notorietà delle sue doti da rapper potesse trasformarsi nella popolarità delle ultime settimane: «quello che è successo dopo è la parte più sconcertante», ha detto al New York Times riferendosi alle conseguenze dell’intervista con Dimoldenberg.

Due produttori di Manchester, Luke Conibear e Isaac McKelvey, videro quel video e intuirono che c’era del potenziale. Sistemarono un po’ la voce di Theroux con l’autotune, l’effetto che aggiusta l’intonazione, e ci misero sotto una semplice base di batteria, basso e tastiera. La caricarono su YouTube, aggiungendo anche una seconda parte presa da un’altra intervista di Theroux, mettendo insieme poco più di un minuto e mezzo di canzone. Su YouTube andò bene – ha 14 milioni di visualizzazioni – ma a fare di “Jiggle Jiggle” un fenomeno planetario è stato TikTok.

Jess Qualter e Brooke Blewitt, due studentesse inglesi di teatro 21enni che oggi hanno un account in comune da quasi 600mila follower (tutti ottenuti in seguito), sentirono per caso la canzone una sera di aprile mentre stavano cucinandosi una pasta. Non erano truccate, hanno raccontato, e decisero quindi di improvvisare una coreografia incappucciate e con gli occhiali da sole. TikTok da molto tempo non è più il social network “dei balletti”, bensì qualcosa di molto più vasto e trasversale: ma i balletti vanno ancora forte, e quello di Qualter e Blewitt andò fortissimo. Oggi ha oltre 62 milioni di visualizzazioni.

@jessqualter

my money don’t jiggle jiggle.

♬ Jiggle Jiggle – Duke & Jones & Louis Theroux

Quello stralcio di “Jiggle Jiggle” cominciò a girare, venendo usato come sottofondo in video di ogni tipo su TikTok, soprattutto divertenti ma anche sexy, naturalistici, divulgativi, di cucina, di viaggi. Secondo il conteggio della piattaforma, è stata usata finora 6,8 milioni di volte, tra gli altri da Snoop Dogg, Megan Thee Stallion e perfino Anthony Hopkins, che a 84 anni è apprezzatissimo su TikTok. Seguendo un ciclo piuttosto classico è tracimata anche fuori dal social network, arrivando fino al programma televisivo di Jimmy Fallon dove l’ha ballata Shakira.

Secondo Theroux, il merito principale del successo è da attribuire a Reese & Bigalow, il duo di rapper di Jackson, Missouri, che lo aiutò a scrivere la canzone. Ammette però di aver avuto un’idea abbastanza geniale per le prime rime, che sono sue e «le cui parole hanno una cadenza molto soddisfacente». Suo figlio 14enne non è convinto, e si chiede come mai «mio papà, il tipo più cringe dell’universo, è ovunque su TikTok?», secondo quanto ha raccontato lo stesso Theroux al New York Times.

Dopo il successo, il duo di dj di Manchester che avevano messo insieme la voce di Theroux e la base gli chiese di registrare la sua parte per bene, in modo da poter caricare una versione della canzone su Spotify. Tra gli autori si è infilato anche Neil Diamond, che tramite i suoi legali ha preteso un riconoscimento per quella citazione – in realtà piuttosto nascosta – di una sua canzone.

Per ora, dice Theroux, i guadagni non sono stati in ogni caso molti: per quanto una canzone possa essere usata e riprodotta milioni e milioni di volte, monetizzare un successo virale su TikTok (e perfino su Spotify) è difficilissimo. I compensi riconosciuti, quando ci sono, sono nell’ordine dei decimi di centesimi per riproduzione, e non è affatto detto che, anche avendo altre canzoni da far promuovere, ottengano lo stesso successo. Nel caso di un giornalista cinquantenne autore di documentari, poi, capitalizzare questo tipo di successo è ancora più complicato. Theroux non è molto interessato, ma comunque non sa bene come comportarsi in questa situazione. «Non è che abbia un catalogo e, tipo, ora pubblico tutti i miei pezzi rap. Non ci andrò sicuramente in tour: “venite a vedere Mr. Jiggle in persona”. Sarebbe un concerto di 20 secondi», dice.