Eric Zemmour (AP Photo/Lewis Joly)
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Éric Zemmour è stato condannato per incitamento all’odio

Il candidato di estrema destra francese aveva definito i minori migranti «ladri», «assassini» e «stupratori»

Eric Zemmour (AP Photo/Lewis Joly)

Éric Zemmour, candidato di estrema destra alle elezioni presidenziali di aprile in Francia, è stato condannato a pagare una multa di 10 mila euro per incitamento all’odio razziale, dopo che nel 2020 durante una trasmissione televisiva aveva definito «ladri», «assassini» e «stupratori» i minori migranti che arrivavano in Francia.

La sentenza è stata emessa da un tribunale di Parigi, che ha condannato Zemmour a pagare 100 euro di multa per 100 giorni: se non lo farà, rischierà la prigione. Zemmour, su Twitter, ha denunciato la sentenza come un delitto d’opinione, mentre il suo avvocato ha annunciato che il candidato e polemista farà appello.

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Nel settembre del 2020, nel corso di una trasmissione televisiva sul canale CNews, Zemmour si era riferito ai migranti minori che entrano in Francia non accompagnati dicendo: «Non hanno niente da fare qui, sono ladri, sono assassini, sono stupratori, ecco cosa sono; bisogna rimandarli indietro e fare in modo che non vengano». Nel corso del processo che è seguito, una trentina di associazioni per i diritti civili e contro il razzismo si è costituita parte civile.

Anche il direttore della rete televisiva CNews, giudicato assieme a Zemmour, dovrà pagare 5.000 euro di multa. CNews è un’emittente di estrema destra che spesso è definita la “Fox News” francese, per le sue posizioni polemiche e per il suo ruolo nell’estremizzazione del dibattito nella destra francese.

– Leggi anche: La “Fox News” francese

Zemmour è il candidato più estremista alle presidenziali francesi, e tra le altre cose è piuttosto noto per le sue parole aggressive e violente contro migranti e altre categorie: nel corso degli anni ha accumulato moltissime denunce per incitazione all’odio razziale e altri reati. La sua candidatura alla presidenza ha aumentato la sua notorietà, e spinto i media a dare sempre più spazio alle sue uscite intolleranti e razziste. Per fare un esempio: negli ultimi giorni, i giornali francesi hanno trattato con enorme rilievo una proposta fatta da Zemmour di togliere dalle classi di scuola i bambini con disabilità per metterli in strutture apposite (come avveniva fino al 1977 anche in Italia).

Nonostante l’attenzione dei media, Zemmour è da qualche tempo in calo nei sondaggi e la sua popolarità è considerata da diverse settimane in fase discendente.

Commentando la sentenza del tribunale di Parigi, l’avvocato di Zemmour, Olivier Pardo, ha detto che nel candidato «non c’è un grammo di razzismo», e che lui si limita a constatare «la realtà» e a esprimere una «posizione politica».