Soldati russi durante un'esercitazione al confine con l'Ucraina, nella regione di Rostov, il 14 dicembre (AP Photo)
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  • sabato 18 Dicembre 2021

Le richieste della Russia per risolvere la crisi in Ucraina

Ha chiesto che l'Ucraina non entri mai nella NATO e il ritiro di tutte le forze militari dell'alleanza dai paesi dell’Europa centrale e orientale

Soldati russi durante un'esercitazione al confine con l'Ucraina, nella regione di Rostov, il 14 dicembre (AP Photo)

Venerdì 17 dicembre il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una serie di richieste ai governi occidentali per allentare le tensioni in corso tra Russia e Ucraina. Le richieste sono contenute in due documenti, uno diretto agli Stati Uniti e uno alla NATO, l’alleanza militare che comprende buona parte dei paesi dell’Occidente, in cui si chiedono alcune garanzie per risolvere la crisi al confine con l’Ucraina: tra queste c’è la richiesta che l’Ucraina non entri mai nella NATO e il ritiro di tutte le forze militari dei paesi della NATO da vari paesi dell’Europa centrale e orientale.

Le richieste arrivano in un momento molto delicato per gli equilibri internazionali. Nelle ultime settimane il governo russo ha ammassato decine di migliaia di soldati e mezzi al confine con l’Ucraina, una decisione che ha provocato tra i paesi occidentali fondati timori di una possibile invasione dell’Ucraina o della sua parte orientale, attualmente contesa tra il governo ucraino e milizie filorusse.

Le richieste contenute nei due documenti erano già circolate in parte nei giorni scorsi, e alcune di queste sarebbero state avanzate dal presidente russo Vladimir Putin al suo omologo statunitense Joe Biden durante l’incontro tenuto in videoconferenza il 7 dicembre. I due documenti, secondo il ministero degli Esteri russo, sarebbero stati sottoposti a Stati Uniti e NATO lo scorso 15 dicembre.

Quella di cui si era già parlato molto nei giorni scorsi, dopo una nota pubblicata dal governo russo, era la richiesta di avere una garanzia legale che l’Ucraina non entri mai nella NATO. È una condizione che viene considerata al tempo stesso irricevibile e imbarazzante per l’Occidente e in particolare per gli Stati Uniti: irricevibile perché significherebbe cedere l’Ucraina all’influenza della Russia pochi anni dopo che il paese se n’era allontanato cacciando il governo filorusso di Viktor Yanukovich e cercando di allinearsi con l’Occidente. Imbarazzante perché più di 10 anni fa la NATO promise all’Ucraina che l’avrebbe accolta tra i suoi membri.

– Leggi anche: La promessa della NATO all’Ucraina che nessuno ha intenzione di mantenere

Il documento pubblicato venerdì è però più dettagliato e fa riferimento a tutti i paesi che facevano parte dell’ex Unione Sovietica, non solo l’Ucraina: l’altro paese che verrebbe coinvolto da un eventuale accordo di questo tipo sarebbe la Georgia, tra gli ex paesi sovietici che vorrebbero entrare nella NATO.

Ma nei due documenti vengono avanzate richieste altrettanto pretenziose, che i paesi occidentali difficilmente potrebbero accettare. Innanzitutto si chiede di revocare il dispiegamento delle forze militari della NATO da tutti i paesi che non erano nell’alleanza prima del 1997, quando per la prima volta vennero invitati a entrare nella NATO tre paesi che erano nel blocco sovietico: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (che entrarono ufficialmente nel 1999).

Oltre a questi tre, l’accordo riguarderebbe tutti gli altri paesi dell’Europa centrale e orientale che negli anni seguenti sono entrati nell’alleanza: Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord.

Tra le altre richieste c’è il divieto di dispiegamento di navi da guerra e aerei, sia da parte degli Stati Uniti che della Russia, dalle zone che si trovano al di fuori dei territori rispettivi nazionali da cui potrebbero colpire obiettivi dell’altro paese; l’impegno a non dispiegare, sia all’interno dei propri confini che al di fuori, missili a medio raggio che potrebbero colpire il territorio dell’altro paese; e il ritiro di tutte le armi nucleari che sono state dispiegate in paesi esteri, oltre all’impegno a non dispiegarne di nuove.

Secondo Dmitri Trenin, direttore del Carnegie Moscow Center, think tank con sede a Mosca che si occupa di cooperazione internazionale, il fatto stesso che il governo russo abbia deciso di rendere pubblici questi documenti, che in qualsiasi altro caso sarebbero rimasti riservati, significherebbe che la Russia considera improbabile la loro accettazione da parte dell’Occidente.

Nel frattempo gli Stati Uniti non hanno commentato le richieste avanzate dalla Russia nel merito, e la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha detto solo che i due documenti verranno discussi con gli altri paesi della NATO: «Non ci saranno colloqui sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dei nostri alleati europei», ha detto parlando con alcuni giornalisti. «Non comprometteremo i principi chiave su cui è costruita la sicurezza europea, compreso il diritto di tutti i paesi di decidere il proprio futuro e la propria politica estera, liberi da interferenze esterne».