Lazise, in provincia di Verona (ANSA/FILIPPO VENEZIA)
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  • venerdì 17 Dicembre 2021

Liguria, Marche, Trentino e Veneto saranno in zona gialla

Si aggiungono a Bolzano, Calabria e Friuli Venezia Giulia, ma rispetto alla zona bianca non ci sono grandi differenze

Lazise, in provincia di Verona (ANSA/FILIPPO VENEZIA)

Il ministero della Salute ha deciso che da lunedì 20 dicembre anche la Liguria, le Marche, la provincia autonoma di Tento e il Veneto passeranno in zona gialla, aggiungendosi alla provincia autonoma di Bolzano, alla Calabria e al Friuli Venezia Giulia.

Tra zona bianca e zona gialla, comunque, c’è una sola differenza, ossia che in quest’ultima le mascherine sono obbligatorie anche nei luoghi all’aperto, e non solo nei luoghi chiusi, in quelli affollati all’aperto e sui trasporti pubblici. Fino al 6 dicembre c’erano altre minime differenze tra zona gialla e zona bianca, che però sono venute meno con l’entrata in vigore del Green Pass rafforzato. Ad esempio non ci sono più distinzioni per quanto riguarda i limiti di capienza di eventi, spettacoli e ristoranti, a cui tanto in zona bianca quanto in zona gialla ora si può accedere solo con il Green Pass rafforzato.

Nel monitoraggio settimanale Liguria, Marche, Trento e Veneto hanno superato tutte e tre le soglie che determinano il passaggio in zona gialla. Per passare dalla zona bianca alla zona gialla, bisogna avere un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti e, allo stesso tempo, un’occupazione dei posti letto nei reparti ordinari da parte dei pazienti ricoverati per la COVID-19 superiore al 15 per cento, e superiore al 10 per cento in terapia intensiva.

– Leggi anche: Cosa cambia tra zona gialla e zona bianca

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato un’ordinanza che di fatto anticipa il passaggio in zona gialla da lunedì a sabato 18 dicembre: oltre all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, previsto già dalle regole decise dal governo, in Veneto sono state introdotte limitazioni per i rientri in famiglia degli ospiti delle residenze sanitarie assistite: dovranno sottoporsi a un tampone, rimanere sette giorni in isolamento e poi fare un nuovo test. È stata accorciata anche la frequenza dei tamponi agli operatori sanitari: verrà fatto un test ogni quattro giorni e non più ogni dieci.

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