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  • lunedì 13 Dicembre 2021

“Súper Bigote”, il supereroe che assomiglia al presidente venezuelano Nicolás Maduro

Ha gli stessi baffi, diciamo, e secondo molti è stato creato per risollevare la popolarità del regime del Venezuela

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A inizio dicembre sulla televisione di stato venezuelana VTV è stato trasmesso un breve cartone animato con protagonista “Súper Bigote”, un supereroe alto, muscoloso e soprattutto baffuto che somiglia particolarmente a Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela. Non si sa esattamente chi lo abbia disegnato, se sia stato finanziato con denaro pubblico o se ci saranno altri episodi. Alcuni analisti, citati tra gli altri dal Washington Post, hanno definito “Súper Bigote” (“Super Baffo”) uno strumento di propaganda che ha l’obiettivo di provare a risollevare la popolarità di Maduro e del suo regime, soprattutto dopo la perdita di consensi registrata alle ultime elezioni locali.

All’inizio del cartone si vede un personaggio biondo e sovrappeso – a metà tra un personaggio malvagio della Marvel e l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump – premere un pulsante rosso dallo Studio Ovale della Casa Bianca. A quel punto parte un drone che attacca la rete elettrica nazionale del Venezuela, causando un blackout generale: una voce femminile grida “aiuto!” e un paziente che sta subendo un intervento chirurgico si alza dal lettino urlando.

Nel frattempo, due personaggi che ricordano i leader dell’opposizione venezuelana Henry Ramos Allup e Julio Borges sogghignano e festeggiano, vestiti rispettivamente da gallina e pollo.

Interviene così Súper Bigote, che rassicura le persone preoccupate e promette di distruggere «i cattivi». Indossa un casco con la bandiera del Venezuela sopra il costume rosso e blu e col suo pugno di ferro distrugge il drone, ripristinando l’elettricità nel paese. Il supereroe viene poi celebrato con la canzone del popolare artista di musica latina Ray Barretto “Indestructible”, una delle preferite di Maduro.

La storia raccontata nell’episodio riguarda non troppo velatamente l’esteso blackout che nel 2019 interessò varie zone del Venezuela, tra cui la capitale Caracas: era stato uno dei molti malfunzionamenti che i venezuelani avevano dovuto subire a causa della cattiva gestione delle infrastrutture e della dilagante corruzione nel settore, ma che il governo di Maduro aveva attribuito a un attacco deliberato da parte di agenti esterni che cercavano di destabilizzare il regime.

Secondo El País, anche adesso il governo venezuelano ha fatto ricorso a una caricatura per convincere la popolazione che tutto quello che non funziona in Venezuela è dovuto a fattori esterni. “Súper Bigote” potrebbe essere anche un modo per provare a rafforzare l’immagine di Maduro e cercare di recuperare consensi, in un paese che da anni è tormentato da una gravissima crisi economica e politica.

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro lo scorso 15 ottobre (AP Photo/ Ariana Cubillos)

Maduro è presidente del Venezuela dal 2013, ma è molto meno popolare del suo predecessore, Hugo Chávez, ed è considerato il principale responsabile della crisi in cui versa il Venezuela. Di recente ha rivendicato un grande successo alle ultime elezioni regionali, tenute lo scorso 21 novembre, quando però l’affluenza era stata la più bassa degli ultimi vent’anni ed erano stati sollevati diversi dubbi sulla regolarità del voto.

Secondo la sociologa Anaís López, intervistata dal Washington Post, il cartone animato di “Súper Bigote” servirebbe sia a «lusingare ed esaltare» Maduro, sia a mettere in cattiva luce i leader dell’opposizione, con l’intento di promuovere il regime «in tutti i formati possibili».

Come ha ricordato infatti David Smilde, sociologo della Tulane University di New Orleans ed esperto di Venezuela, i cartoni animati sono «un classico mezzo di propaganda nei regimi autoritari» e da questo punto di vista la storia di “Súper Bigote” è un tipico esempio di conflitto in cui interviene il supereroe, Maduro, in questo caso, e sistema tutto. Allo stesso tempo, Smilde ha notato che secondo diversi sondaggi gran parte della popolazione venezuelana non crede o non crede più alle teorie cospirazioniste di Maduro e che pertanto questo tipo di propaganda non sembra poter avere particolare efficacia.

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Il cartone animato è stato diffuso da diversi politici e sostenitori del regime di Maduro ed è stato deriso e criticato da moltissimi venezuelani sui social network.

Il nome di “Súper Bigote” nasce dallo stesso Maduro, che nel 2019 aveva risposto alle critiche degli oppositori politici che lo avevano accusato di essere la causa della crisi e di far cadere i governi con un movimento dei suoi baffi: in un discorso trasmesso in televisione, muovendo i suoi baffi e mostrando l’immagine di un Superman baffuto, Maduro aveva detto «io non sono Superman, sono Súper Bigote».

Il governo venezuelano non ha commentato l’uscita del cartone animato, ma Julio Borges, ex presidente del Parlamento in esilio volontario in Colombia, sì. In un post su Twitter accompagnato da alcune immagini di persone che cercano da mangiare tra i rifiuti in strada, Borges ha scritto: «Ecco qui la verità: il Super Distruttore del Venezuela. Maduro è miseria e corruzione».