(Buda Mendes/Getty Images)
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San Paolo contro Rio de Janeiro

Palmeiras e Flamengo, le squadre di calcio brasiliane del momento, si giocano la coppa più ambita del calcio sudamericano

(Buda Mendes/Getty Images)

Palmeiras e Flamengo hanno vinto quattro degli ultimi cinque campionati di calcio brasiliani. Sono le squadre di San Paolo e Rio de Janeiro, le città più grandi del Brasile e del Sud America, fra le più tifate e vincenti del continente. Da qualche anno sono tornate a essere anche le più ricche, e sabato si incontreranno nella finale di Copa Libertadores, il torneo più ambito del calcio sudamericano.

Il Palmeiras fu fondato nel 1917 con il nome di Palestra Italia dalla comunità di immigrati italiani a San Paolo, ispirata dalle vittorie in quegli anni di Torino e Pro Vercelli (quest’ultima proprio quest’anno gioca con una maglia verde in ricordo di questo legame). Il Flamengo nacque invece nel 1895 come polisportiva fondata da un gruppo di studenti della borghesia di Rio de Janeiro.

Le due squadre sono anche le ultime due vincitrici della Copa Libertadores, da sempre considerata una delle competizioni più accese del calcio mondiale. Di recente il torneo si è avvicinato a un formato più moderno, perdendo qualche legame con la tradizione sudamericana ma guadagnando molto sul piano della visibilità. Le cose sono iniziate a cambiare nel 2018 con la finale argentina tra Boca Juniors e River Plate, che per un mese e mezzo fece parlare mezzo mondo del calcio, perché successe un po’ di tutto.

Dall’anno successivo la finale non si disputa più tra andata e ritorno in casa delle due finaliste, ma in gara unica e in campo neutro, come succede da decenni nel calcio europeo. Da allora la coppa è stata vinta solamente da squadre brasiliane, per le quali si parla di un nuovo “periodo d’oro”, non tanto per la quantità dei talenti emersi, ma per il divario economico sempre più ampio rispetto agli altri campionati continentali.

Nonostante i tassi di indebitamento dei club siano ancora molto alti, nel 2019 il calcio brasiliano è stato valutato oltre un miliardo di dollari, principalmente per la grandissima popolarità che attrae contratti televisivi, sponsor e incassi sempre maggiori, più che in ogni altro paese sudamericano. Questo sta permettendo ai club più grandi di portare in Brasile allenatori e giocatori europei, e richiamare alcuni dei più noti calciatori brasiliani in attività.

Nel 2019 il Flamengo vinse la finale di Lima contro il River Plate, la squadra sudamericana più forte fino a quel momento. La vinse con i gol dell’ex attaccante dell’Inter Gabriel Barbosa (per molti Gabigol), schierando ex giocatori di Bayern Monaco, Atletico Madrid, Roma e Valencia, tutti allenati dal portoghese Jorge Jesus, secondo europeo a vincere la Libertadores in sessantuno anni di competizione.

L’anno scorso la storia si è ripetuta, ma con il Palmeiras, che nella finale giocata al Maracanã di Rio de Janeiro sconfisse il Santos, la squadra della sua periferia. Come il Flamengo l’anno precedente, il Palmeiras vinse allenato da un portoghese, Abel Ferreira, e con in campo tanti nomi conosciuti anche in Europa, tra i quali Luiz Adriano, Gustavo Gomez e Felipe Melo.

Il Palmeiras si trova quindi davanti alla possibilità di vincere la Libertadores per due anni di fila, come non succede dalla “doppietta” che fece il Boca Juniors di Juan Roman Riquelme e Martin Palermo agli inizi degli anni Duemila. In questo modo, nelle ultime due stagioni il Palmeiras è diventata la squadra brasiliana con il fatturato più alto, superando l’equivalente di 100 milioni di euro.

Il Flamengo però non è rimasto a guardare: ha vinto due campionati brasiliani consecutivi e ha continuato a rinforzarsi, tanto da diventare per distacco la squadra con la rosa più costosa del paese, dal valore di circa 114 milioni di euro. Dall’ultima Libertadores vinta ha ingaggiato Andreas Pereira (lo scorso anno alla Lazio) dal Manchester United, lo svincolato David Luiz, vincitore di una Champions League con il Chelsea, e Pedro dalla Fiorentina per 14 milioni di euro.

La finale  — trasmessa in Italia da Dazn — si giocherà allo stadio Centenario di Montevideo, in Uruguay, davanti a circa sessantamila tifosi, gran parte dei quali provenienti dal Brasile. In Uruguay le misure di sicurezza sono ai massimi livelli, dato che gli ultimi confronti tra le due squadre sono stati segnati anche da numerosi problemi di ordine pubblico alimentati dalla competitività sempre maggiore e dalla storica rivalità tra le due città.

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Il Post ha un’affiliazione con Dazn e ottiene un piccolo ricavo se decidete di provare il servizio di streaming partendo dai link presenti in questa pagina.