La polizia pattuglia il carcere di Guayaquil dopo la rivolta di sabato (AP Photo/ Jose Sanchez)
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  • sabato 13 Novembre 2021

I violenti scontri nel carcere di Guayaquil, in Ecuador

Un mese e mezzo dopo il peggior scontro tra bande in carcere della storia del paese, sono state uccise 68 persone e ne sono rimaste ferite 25

La polizia pattuglia il carcere di Guayaquil dopo la rivolta di sabato (AP Photo/ Jose Sanchez)

Venerdì sera ci sono stati violenti scontri tra bande rivali nel carcere di Guayaquil, nell’Ecuador occidentale, durante i quali sono state uccise 68 persone e ne sono rimaste ferite almeno 25. La prigione del Litoral di Guayaquil è la più grande del paese e gli scontri si sono tenuti in un’area dove secondo le autorità si trovavano circa 700 persone. Nello stesso carcere a fine settembre erano morte più di 100 persone, sempre a causa di scontri tra gruppi rivali.

Secondo il governatore della provincia del Guayas, Pablo Arosemena, gli scontri sono dovuti a una disputa territoriale all’interno del carcere in seguito alla liberazione di uno dei leader di una banda. «Dal momento che questa sezione della prigione era senza un capobanda», ha commentato Arosemena, «gli altri gruppi hanno provato a inserirsi e hanno compiuto un vero massacro». Gli scontri sono proseguiti con minore intensità nella giornata di sabato: la polizia ha ritrovato armi da fuoco, esplosivi e coltelli, e per mantenere la sicurezza è stato chiamato anche l’esercito, che sta presidiando l’edificio con carri armati.

La rivalità tra bande criminali, legate per lo più alla droga, era stata al centro degli scontri violentissimi di fine settembre, che secondo le autorità ecuadoriane erano stati i peggiori della storia del paese: almeno cinque persone erano state trovate decapitate ed erano state utilizzate anche granate. Per fermare gli scontri erano intervenuti più di 400 agenti. A inizio novembre sempre nello stesso carcere c’era stata una rivolta più piccola, in cui erano rimasti uccisi tre detenuti.

Nelle carceri di alcuni paesi latinoamericani, che sono quasi sempre sovraffollate, gli scontri mortali tra bande sono frequenti, e perlopiù iniziano per ottenere il controllo delle strutture, spesso usate come centri di gestione dei traffici di droga e altre attività criminali. Dall’inizio dell’anno nelle prigioni dell’Ecuador sono morte quasi 300 persone in scontri di questo tipo: il carcere del Litoral è stato progettato per ospitare 5.300 detenuti, ma attualmente ce ne sono circa 8.500.