sottomarini nucleari
(Amanda R. Gray/ U.S. Navy via AP, File)
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  • martedì 12 Ottobre 2021

La singolare storia di spionaggio di una coppia americana

I due erano convinti di vendere informazioni segrete a presunte spie straniere, ma si trattava in realtà di agenti dell'FBI

sottomarini nucleari
(Amanda R. Gray/ U.S. Navy via AP, File)

Sabato un ingegnere del Maryland e sua moglie sono stati arrestati con l’accusa di aver provato a diffondere informazioni altamente riservate sulle tecnologie di propulsione utilizzate nei sottomarini nucleari americani a presunte spie straniere, per poi scoprire che si trattava in realtà di agenti dell’FBI. L’uomo, Jonathan Toebbe, è un consulente della Marina e ha trattato per quasi un anno con quelli che credeva fossero inviati di un paese straniero utilizzando messaggi criptati e chiedendo di farsi pagare in criptovalute.

Al tempo stesso, i metodi di spionaggio della coppia erano piuttosto rudimentali: durante finte consegne di documenti organizzate dall’FBI per incastrarli, lui e la moglie Diana, che gli faceva da palo, nascosero schede SD che contenevano materiale riservato in un pacchetto di gomme da masticare e in un sandwich al burro d’arachidi.

Secondo i documenti depositati in tribunale, Toebbe si occupava di propulsione nucleare dal 2012. Entrò in Marina come consulente civile nel 2017, fu nominato tenente e lavorò per oltre un anno nell’ufficio del Capo delle operazioni navali, il più alto funzionario della Marina: qui secondo il dipartimento di Giustizia aveva accesso ad alcune tra le informazioni riservate più importanti del governo, tra cui quelle che aveva cercato di diffondere.

L’indagine a suo carico cominciò nel dicembre del 2020, quando l’FBI ottenne un pacco che l’aprile precedente era stato spedito a un paese straniero non meglio specificato. Il pacco conteneva manuali operativi, dettagli tecnici e la proposta di avviare un canale di comunicazione segreto per scambiare ulteriori informazioni riservate, con un messaggio che diceva: «Vi prego di inoltrare questa lettera alla vostra agenzia militare di intelligence. Ritengo che queste informazioni saranno di grande valore per la vostra nazione. Questa non è una truffa». Non è chiaro se il pacco fosse stato inoltrato all’agenzia statunitense dall’intelligence del paese a cui era stato inviato oppure intercettato dall’FBI: a ogni modo, gli agenti dell’FBI si misero in contatto con Toebbe, che invece credeva di comunicare col governo del paese a cui aveva spedito le informazioni.

L’FBI si mise d’accordo per fare in modo che lo scambio di informazioni avvenisse in un certo posto a una certa ora. In totale Toebbe aveva chiesto il controvalore di 100mila dollari (circa 86mila euro) in una criptovaluta chiamata Monero, e avrebbe ottenuto parte della somma dagli agenti sotto copertura in momenti diversi. Secondo i documenti l’ingegnere avrebbe ceduto informazioni riservate in tre occasioni, tutte con modalità un po’ da film: la prima volta, in West Virginia, aveva avvolto una scheda SD in una busta di plastica e l’aveva nascosta in un sandwich al burro d’arachidi; la seconda, in Pennsylvania, aveva inserito un’altra scheda nella confezione di un cerotto; la terza, in Virginia, l’aveva nascosta in un pacchetto di gomme da masticare.

La moglie di Toebbe, Diana, faceva l’insegnante di Storia e Inglese in una scuola privata del Maryland e varie persone che la conoscevano ne hanno parlato al New York Times come di una donna «incredibilmente intelligente», «molto amichevole e con i piedi per terra». In tutte queste occasione aveva fatto da palo al marito.

– Leggi anche: Che cos’è un sottomarino nucleare

Secondo i documenti presentati dall’accusa, i Toebbe non avevano dato segnali di essere in difficoltà economiche, e non ci sono ipotesi certe sul motivo per cui avessero deciso di diffondere informazioni riservate. Martedì ci sarà la prima udienza del processo a loro carico, che li vede accusati di aver violato le leggi nazionali sulla protezione dei segreti nucleari: parlando col New York Times l’ex ispettore di agenzie di intelligence e consulente legale Michael Atkinson ha ricordato che ad alcuni scienziati coinvolti in un caso simile era stata assegnata una pena di 13 anni di carcere, con patteggiamento.

I sottomarini nucleari non sono un’arma come un’altra: si basano su una tecnologia molto sofisticata, sono strategicamente rilevanti e sono attualmente posseduti soltanto da sei paesi al mondo. Nelle ultime settimane sono peraltro stati al centro di un trattato militare che ha coinvolto Stati Uniti, Australia e Regno Unito (AUKUS) che prevede di dotare l’Australia di sottomarini nucleari.

In particolare, le informazioni che si era offerto di fornire Toebbe riguardavano il sistema di propulsione nucleare dei sottomarini e alcuni dettagli che avrebbero permesso a paesi stranieri rivali, come Russia e Cina appunto, di usare tecnologie simili a quella americana. Non si sa a quale paese Toebbe avesse inviato la proposta di collaborazione, ma secondo il New York Times si tratterebbe di un alleato degli Stati Uniti, visto che ha collaborato con l’FBI durante le indagini.