Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro australiano Scott Morrison (nello schermo) durante l'evento di presentazione di AUKUS alla Casa Bianca (AP Photo/Andrew Harnik)
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  • giovedì 16 Settembre 2021

Il nuovo patto militare anti-Cina

Si chiama AUKUS, include americani, australiani e britannici e permetterà all’Australia di costruire sottomarini nucleari

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro australiano Scott Morrison (nello schermo) durante l'evento di presentazione di AUKUS alla Casa Bianca (AP Photo/Andrew Harnik)

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Australia hanno annunciato mercoledì la creazione di un nuovo patto militare la cui prima iniziativa sarà quella di dotare l’Australia di sottomarini a propulsione nucleare, un tipo di arma sofisticato e strategicamente rilevante che attualmente è posseduto soltanto da sei paesi al mondo. Il nuovo patto di cooperazione militare è una delle numerose iniziative intraprese dagli Stati Uniti con l’obiettivo (implicito, ma piuttosto evidente) di contenere l’espansione della Cina tramite la formazione di alleanze nell’area del Pacifico, e comprenderà tra le altre cose anche una stretta collaborazione in settori strategici come la cybersicurezza e l’intelligenza artificiale.

L’annuncio dell’alleanza (che si chiama AUKUS, acronimo di Australia, United Kingdom e United States) è stato fatto mercoledì notte durante un evento virtuale a cui hanno partecipato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il primo ministro britannico Boris Johnson e il primo ministro australiano Scott Morrison. Biden ha definito l’accordo come «storico» e ha detto che la sua funzione sarà quella di «difendersi contro minacce in rapida evoluzione»: il riferimento era alla Cina.

AUKUS si occuperà soprattutto di condivisione di tecnologia per la difesa navale. La novità più importante riguarda il fatto che Stati Uniti e Regno Unito forniranno all’Australia la tecnologia necessaria per costruire sottomarini nucleari, cioè sottomarini che utilizzano un motore alimentato da un reattore nucleare. Soltanto sei paesi al mondo possiedono questo tipo di sottomarini (Stati Uniti, Russia, Francia, Regno Unito, Cina e India), che sono considerati strategici perché rispetto a quelli tradizionali sono più veloci, possono percorrere distanze maggiori, possono trascorrere più tempo sottacqua senza dover risalire in superficie e sono più difficili da rilevare con radar e altre strumentazioni.

Grazie ai sottomarini nucleari, per esempio, la Marina australiana sarebbe in grado di operare nel Mar cinese meridionale, una zona considerata fortemente a rischio a causa delle numerose dispute territoriali tra la Cina e altri paesi, tra cui Taiwan, uno stretto alleato americano. Stati Uniti, Regno Unito e Australia hanno comunque fatto sapere che l’Australia non svilupperà armi nucleari, e che i nuovi sottomarini non saranno equipaggiati con armi nucleari.

L’ambasciata cinese negli Stati Uniti ha criticato l’alleanza, definendola come il risultato di una «mentalità da guerra fredda e del pregiudizio ideologico».

Oltre ad AUKUS, gli Stati Uniti hanno stabilito diverse altre alleanze multilaterali con l’obiettivo di contenere la Cina. La settimana prossima, Biden ospiterà a Washington i leader di Giappone, India e ancora una volta dell’Australia nella prima riunione del “Quad”, un patto di sicurezza tra varie potenze dell’area del Pacifico.

Entrando nell’alleanza AUKUS, l’Australia ha cancellato un contratto precedentemente firmato con la Francia per la fornitura di 12 sottomarini militari convenzionali, per un valore di diversi miliardi di dollari. La decisione ha suscitato una reazione molto dura da parte del ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian, che ha criticato l’Australia per la rescissione del contratto e gli Stati Uniti per aver escluso gli alleati europei dal patto militare.