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  • venerdì 24 Settembre 2021

Dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno a lavorare negli uffici

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato un decreto (DPCM) che impone il ritorno al lavoro in presenza per i dipendenti pubblici a partire dal 15 ottobre. Secondo il comunicato stampa diffuso dal governo e che anticipa la pubblicazione del decreto, «la modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazioni torna ad essere quella in presenza» dopo che, dal marzo 2020, era stata scelta come modalità principale di lavoro lo smart working, laddove possibile.

Secondo un’indagine della fondazione dei consulenti del lavoro, a maggio 2021, dopo la terza ondata dell’epidemia, lavorava in smart working il 37,5 per cento di tutti i dipendenti pubblici: 1,2 milioni di persone.

Nelle ultime settimane il ministro della Pubblica amministrazione aveva detto più volte che lo smart working sarebbe stato limitato a una quota del 15 per cento. «È una forma di lavoro domiciliare forzato, realizzata nel giro di pochi giorni trasferendo meccanicamente all’esterno delle amministrazioni alcune delle attività che prima venivano svolte in ufficio, senza una scelta organizzativa e strategica di fondo», aveva scritto Brunetta in un intervento pubblicato dal Foglio.

Le pubbliche amministrazioni dovranno assicurare che il ritorno al lavoro in presenza sia sicuro, nel rispetto delle misure di prevenzione dei contagi come il distanziamento e l’utilizzo delle mascherine in luoghi chiusi.

Il decreto del governo non implica un blocco totale dello smart working: come ha annunciato il ministro Brunetta, saranno incentivati progetti innovativi dal punto di vista organizzativo e tecnologico e condivisi con i sindacati. Il nuovo accordo «penso possa essere maturo entro un mese», ha detto Brunetta. «Il nuovo smart working sarà regolato da un contratto e avrà una base dal punto di vista informatico. Si fa smart working per la soddisfazione dei cittadini e delle imprese, non può essere contro».

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Il ministro Renato Brunetta e il presidente del Consiglio Mario Draghi (ANSA/ETTORE FERRARI)