andamento settimanale casi coronavirus
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  • Italia
  • giovedì 23 Settembre 2021

I dati della settimana su coronavirus e vaccinazioni in Italia

C'è stato un nuovo calo dei contagiati e una leggera diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi

andamento settimanale casi coronavirus
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Nell’ultima settimana c’è stato un nuovo calo dei casi di coronavirus, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Tutti i dati che servono a monitorare l’epidemia sono piuttosto incoraggianti e anche la campagna vaccinale ha raggiunto buone percentuali di copertura della popolazione nonostante il rallentamento delle somministrazioni avvenuto dalla seconda metà di agosto in poi. La situazione epidemiologica sta migliorando in Sicilia, unica regione in zona gialla, e gli ultimi dati dei ricoverati dicono che la Calabria non rischia più di passare dalla bianca alla gialla, come ritenuto possibile la scorsa settimana.

Dal 16 al 22 settembre in Italia sono stati trovati 27.815 nuovi casi di coronavirus, il 14,7 per cento in meno rispetto ai sette giorni precedenti. L’andamento dei casi è in un’evidente fase calante dalla metà di agosto, in particolare dalla settimana dal 19 al 25, quando erano stati trovati 45.651 contagi.

Come si può osservare dall’andamento dei casi positivi per fasce d’età pubblicato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e dall’Istituto superiore di sanità (ISS), dalla metà di giugno la maggior parte dei contagi è stata trovata nelle fasce tra 10 e 19 anni e tra 20 e 29 anni. Le stesse fasce hanno avuto un calo più marcato dall’ultima settimana di agosto. Nelle prossime settimane sarà importante monitorare le fasce d’età tra zero e 9 anni e tra 10 e 19 anni per valutare il possibile impatto dovuto alla riapertura delle scuole. Al momento sembra che i contagi in queste fasce d’età siano in calo, ma i dati di settembre non sono ancora consolidati quindi è presto per fare valutazioni.

Nell’ultima settimana i morti per COVID-19 sono stati 388, leggermente calati rispetto ai sette giorni precedenti quando erano stati 393. Sono stati segnalati decessi in tutte le regioni italiane. Le regioni con meno morti sono state Molise, Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano, tutte e tre con un solo decesso. In Sicilia l’incidenza settimanale dei decessi è stata alta: 2,1 morti ogni 100mila abitanti, in Calabria e in Toscana 1,2 decessi ogni 100mila abitanti.

Anche gli ultimi dati dei decessi confermano che l’andamento tra i contagi è molto diverso rispetto alle prime tre ondate dell’epidemia. All’aumento dei contagi non è seguito un analogo aumento dei decessi: è l’effetto dei vaccini, che proteggono contro le forme gravi della COVID-19 che possono portare alla morte.

Le cose da sapere sul coronavirus

L’efficacia della vaccinazione si può notare anche dai dati pubblicati nel bollettino di sorveglianza pubblicato ogni settimana dell’Istituto superiore di sanità. L’efficacia del vaccino misura la riduzione del rischio tra le persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate: nella popolazione vaccinata con ciclo completo il rischio di contrarre l’infezione si riduce del 76,9 per cento rispetto a quello tra i non vaccinati. L’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione è al 93,1 per cento, nel prevenire il ricovero in terapia intensiva al 95,4 per cento, e nel prevenire il decesso è al 95,7 per cento.

Il numero dei tamponi eseguiti è rimasto stabile rispetto ai sette giorni precedenti: ne sono stati fatti 1,9 milioni. Sono state testate per la prima volta 415mila persone.

Sabato 18 settembre il ministero della Salute ha comunicato che la Calabria sarebbe rimasta in zona bianca nonostante nella settimana precedente avesse superato le soglie di allerta che determinano il passaggio in zona gialla. Per passare dalla zona bianca alla zona gialla, una regione deve avere un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti e, allo stesso tempo, un’occupazione dei posti letto nei reparti ordinari da parte dei pazienti ricoverati per la COVID-19 superiore al 15 per cento, e superiore al 10 per cento in terapia intensiva.

La cabina di regia del ministero ha valutato che il miglioramento degli indicatori registrato da martedì 14 settembre in poi fosse sufficiente per evitare il passaggio in zona gialla, senza però chiarire come mai non siano state rispettate le regole stabilite in precedenza. Negli ultimi giorni è stato confermato il miglioramento dei dati dei ricoveri.

Le province con l’incidenza più alta sono state Siracusa, in Sicilia, dove sono stati trovati 151 casi settimanali ogni 100mila abitanti, Prato, in Toscana, con 121 casi ogni 100mila abitanti, Catania con 115 contagiati ogni 100mila abitanti, Crotone, in Calabria, con 103 contagiati ogni 100mila abitanti e Reggio Calabria dove è stata registrata un’incidenza settimanale di 99 contagiati ogni 100mila abitanti.

C’è stato un leggero calo dei ricoveri in terapia intensiva: sono stati 234, mentre nei sette giorni precedenti erano stati 247. Le tre regioni dove non sono stati segnalati nuovi ingressi in terapia intensiva sono Abruzzo, Basilicata e Molise. In Valle d’Aosta è stato ricoverato un paziente in gravi condizioni per la prima volta dalla metà di giugno.

Al momento in Italia 44,5 milioni di persone hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino contro il coronavirus, e di queste 41,5 milioni risultano completamente vaccinate. Il 75,2% della popolazione quindi ha ricevuto almeno una dose e il 70,1% ha completato il ciclo vaccinale. Le regioni hanno somministrato l’87,7 per cento delle dosi disponibili.

Nell’ultima settimana l’andamento delle vaccinazioni è leggermente in aumento rispetto ai sette giorni precedenti, anche se è presto per valutare il possibile impatto dell’introduzione del Green Pass per tutti i lavoratori. In molte regioni è stato segnalato un aumento delle prenotazioni.

La mappa mostra la percentuale di persone vaccinate in Italia sopra i 12 anni: all’interno di ogni regione si trova la percentuale che ha ricevuto almeno una dose, mentre il colore indica quella di chi ha completato il ciclo vaccinale.