Claudio Durigon e Matteo Salvini, Roma, 29 gennaio 2019 (ANSA/ANGELO CARCONI)

Claudio Durigon si è dimesso

Da sottosegretario all'Economia, dopo una lunga polemica sull'intitolazione di un parco di Latina al fratello di Mussolini

Claudio Durigon e Matteo Salvini, Roma, 29 gennaio 2019 (ANSA/ANGELO CARCONI)

Claudio Durigon, sottosegretario al ministero dell’Economia della Lega, ha annunciato giovedì sera le sue dimissioni. L’annuncio arriva a seguito di alcuni giorni di polemiche, dopo che lo scorso 4 agosto, durante un comizio elettorale a Latina, Durigon aveva proposto di revocare l’intitolazione del parco comunale ai giudici uccisi dalla mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tornare a intitolarlo, come in passato, ad Arnaldo Mussolini, il fratello minore di Benito Mussolini. Diversi partiti, tra cui PD, LeU e M5S, avevano a quel punto chiesto le sue dimissioni, che sono arrivate giovedì, dopo molte resistenze.

Durigon ha presentato le dimissioni in una lunga lettera, nella quale ha scritto di aver commesso degli errori di comunicazione e di non riconoscersi in alcun modo «nell’identità fascista». Si è detto dispiaciuto che le sue parole, «lette e interpretate frettolosamente e superficialmente, abbiano potuto portare qualcuno a insinuare» che per lui «la lotta alla mafia non sia importante». Di qui, «le scuse alle famiglie Falcone e Borsellino, e a quelle degli agenti di scorta» che furono uccisi negli attentati di mafia.

Nella lettera, Durigon ha aggiunto però che la sua proposta, sebbene «mal formulata», aveva come intento il ripristino del «nome originario» della piazza, con lo scopo di commemorare la bonifica dell’Agro Pontino sotto il fascismo: «Il nome “Arnaldo Mussolini” venne infatti scelto dai coloni e per decenni è rimasto tale, nonostante il susseguirsi dei sindaci e delle giunte. E fa parte della memoria della città». L’ex sottosegretario ritiene di essere oggetto di attacchi strumentali e dettati dal «politicamente corretto» perché avrebbe «proposto di salvare la memoria storica» della città.

Il parco in questione era stato intitolato a Falcone e Borsellino nel 2017 su iniziativa del sindaco di Latina Damiano Coletta, eletto nel 2016 con una lista civica. In precedenza ufficialmente il parco si chiamava solo “Parco Comunale”, ma sui cartelli era scritto “Parco Arnaldo Mussolini”. In effetti il parco era stato intitolato ad Arnaldo Mussolini dopo la sua morte, nel 1931, ma tale denominazione era rimasta solo fino al 1943, quando con la caduta del regime venne cancellata tutta la toponomastica fascista.

Nel 1996 l’anziano sindaco Ajmone Finestra, che dopo la caduta del fascismo aveva aderito alla Repubblica di Salò e che in seguito era diventato un politico del Movimento Sociale Italiano (MSI), propose di intitolare di nuovo il parco al fratello di Mussolini. Come aveva spiegato Coletta nel 2017, però, Finestra non approvò alcun atto pubblico, quindi il parco ufficialmente non cambiò mai nome. Ciononostante vennero realizzati cartelli che indicavano il parco con il nome di Arnaldo Mussolini.

Fin dai primi giorni dopo il comizio di Latina, le dichiarazioni di Durigon avevano provocato reazioni contrarie e richieste di dimissioni dai leader e dagli esponenti di quasi tutti i partiti, dal PD al M5S a Forza Italia. La Lega, tuttavia, aveva difeso il suo sottosegretario. Matteo Salvini, che era accanto a Durigon sul palco di Latina lo scorso 4 agosto, aveva detto che Durigon «è l’ultima persona che può essere accusata di fascismo», e per alcuni giorni si erano aperte contrattazioni attorno alla permanenza del sottosegretario al governo.

Quando alla fine Durigon si è dimesso, Salvini ha detto di sperare che il suo «gesto di responsabilità e generosità induca a seria riflessione altri politici, di governo e non solo, che non si stanno dimostrando all’altezza del loro ruolo»: il riferimento era alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che la Lega sta attaccando duramente in questi giorni, ma che per ora è difesa dal resto del governo.

Intanto, scrive il Corriere della Sera, dentro alla Lega si discute su chi potrebbe prendere il posto di sottosegretario all’Economia. Vengono citati Massimo Bitonci, ex sindaco di Padova e già sottosegretario all’Economia, ed Edoardo Rixi, ex sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e poi viceministro.