Maggie Gyllenhaal, Spike Lee, Mylene Farmer, Melanie Laurent e Jessica Hausner alla proiezione di Annette (Kate Green/Getty Images)

È tornato il Festival di Cannes

Breve guida alla 74ª edizione iniziata oggi, dopo una Palma d'oro non assegnata e diversi problemi legati alla pandemia

Maggie Gyllenhaal, Spike Lee, Mylene Farmer, Melanie Laurent e Jessica Hausner alla proiezione di Annette (Kate Green/Getty Images)

È iniziata oggi la 74ª edizione del Festival di Cannes, che si concluderà sabato 17 luglio con l’assegnazione della Palma d’oro. Il Festival, posticipato di un paio di mesi per via della pandemia, è tornato dopo un anno di assenza: a causa del coronavirus, nel 2020 la Palma d’oro non era stata assegnata, ma quell’edizione era stata comunque conteggiata come la 73ª, perché furono scelti e annunciati i film della cosiddetta “selezione ufficiale”.

Nell’edizione che inizia oggi, oltre ai film del concorso ufficiale, cioè quelli in corsa per vincere la Palma d’oro, che sarà assegnata da una giuria presieduta da Spike Lee, ci sono anche quelli della sezione “Un Certain Regard” (dedicata, nelle parole del direttore del festival Thierry Frémaux, «al cinema degli esordienti, dei giovani, della ricerca») e quelli fuori concorso. Così come era già stato a fine 2020 per la Mostra del cinema di Venezia, anche il Festival del Cannes sarà in presenza, seppur con tutta una serie di regole e restrizioni. Ci sono quindi tappeti rossi e molte fotografie di persone famose che li calpestano.

I film in concorso
Sono 24. Il primo a essere mostrato è stato il musical Annette, diretto dal francese Leos Carax, ambientato a Los Angeles e con protagonisti Adam Driver e Marion Cotillard.

Quello straniero di cui è più probabile aver sentito parlare è The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun, diretto da Wes Anderson, che è ambientato nella redazione di una fittizia rivista francese e che nelle parole del suo regista vuole essere “una lettera d’amore al giornalismo”.

L’unico italiano in concorso è Tre piani di Nanni Moretti, tratto da un omonimo romanzo di Eshkol Nevo ma ambientato a Roma anziché in Israele.

Tra gli altri film in concorso ci sono Qahremān dell’iraniano Asghar Farhadi, Titane di Julia Ducournau, Les Olympiades di Jacques Audiard, Benedetta di Paul Verhoeven (sulla relazione lesbica di una suora del Diciassettesimo secolo), Tout S’est Bien Passé di Francois Ozon (che parla di eutanasia e con Sophie Marceau protagonista) e Flag Day di Sean Penn, che ci recita con sua figlia Dylan.

L’opinione prevalente, riguardo ai film di quest’anno, è che siano di buon livello per quanto riguarda il cinema cosiddetto d’autore, seppur non di grande richiamo generale: «una rassegna ricca di titoli poco mainstream e molto d’élite», ha scritto Vanity Fair. Secondo Variety è una selezione che «per ora, servita così, a scatola chiusa, già fa salivare i cinefili». Sempre Variety ha fatto notare che quest’anno a Cannes ci saranno ben tre film con al loro interno Tilda Swinton, «beniamina degli amanti del cinema d’autore», e addirittura quattro con Léa Seydoux. Su 24 film in concorso, sette sono francesi.

Della giuria presieduta da Spike Lee fanno parte anche l’attrice e regista Mati Diop, la cantante Mylene Farmer, le attrici Maggie Gyllenhaal e Mélanie Laurent, la regista Jessica Hausner, il regista e critico cinematografico Kleber Mendonça Filho e gli attori Tahar Rahim e Song Kang-ho. Insieme, guarderanno tutti i film in concorso, per decidere poi a chi assegnare la Palma d’oro e gli altri premi.

Mylene Farmer, Kleber Mendonca Filho, Jessica Hausner, Mati Diop, Spike Lee, Melanie Laurent, Tahar Rahim e Kang-Ho Song (Vianney Le Caer/Invision/AP)

I film fuori concorso
Il film che chiuderà la mostra è Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Allarme rosso in Africa nera, una commedia francese che è una parodia dei film di spionaggio. E tra i film che saranno mostrati a Cannes ma che non saranno in corsa per i premi del festival c’è anche Fast & Furious 9 – The Fast Saga, che già è uscito negli Stati Uniti ma che ancora deve arrivare in Italia.

– Leggi anche: Quanta strada ha fatto “Fast & Furious”

Nella sezione “Quinzaine des Réalisateurs” sarà presentato Ouistreham, primo film dello scrittore Emmanuel Carrère, con Juliette Binoche protagonista.

Come è evidente che succeda in uno dei festival cinematografici più importanti al mondo, da qui al 17 luglio sui tanti schermi di Cannes saranno poi proiettate decine e decine di altri vecchi e nuovi film, documentari e cortometraggi. Frattanto, molti importanti addetti ai lavori del cinema coglieranno l’occasione per fare affari e accordi relativi alla produzione, realizzazione e distribuzione di film.

La pandemia
Seppur nelle premesse sia simile alle edizioni fino al 2019, l’edizione di quest’anno del festival deve pur sempre fare i conti con la pandemia: quindi con numeri ridotti, eventi molto più modesti e restrizioni di vario genere. Saranno per esempio vietati abbracci e strette di mano, ma durante i cosiddetti photocall (in cui attori, attrici, registi e registe si mettono in posa davanti ai fotografi) sarà consentito togliersi le mascherine. «È d’obbligo il “Green pass” o il test da ripetere ogni quarantotto ore» ha scritto Repubblica. Di certe regole e procedure in vigore a Cannes, e delle difficoltà di chi ci arriva da fuori dall’Europa, ha parlato di recente Variety, citando una generale confusione e una serie di critiche.

Marion Cotillard (Vianney Le Caer/Invision/AP)

Il futuro del cinema
È ben evidente, ormai, che le sorti di gran parte del cinema possano prescindere da un festival cinematografico come quello di Cannes. Ciononostante, quest’edizione è stata presentata da più parti come una possibile (ed ennesima) ripartenza del settore. Variety ha parlato di questa edizione del Festival – definito «la più stilosa, sfavillante ed elegante celebrazione del cinema» – come di un “momento di ripartenza simbolica” dell’industria cinematografica globale. E anche l’Hollywood Reporter si è chiesto se il festival «riuscirà a dare il via a una ripresa del cinema globale».