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Vuoi salire a vedere le mie farfalle?

Abbiamo provato un kit per allevarle, da quando sono bruchi fino al momento dello sfarfallamento

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A chi è in cerca di attività educative e di contatto con la natura per adulti e bambini – un po’ come gli esperimenti con piante e semi o la coltivazione dei funghi – interesserà sapere che esiste un kit per allevare farfalle. Si compra online e permette di seguirle dalla fase in cui sono semplici bruchi fino al cosiddetto sfarfallamento, cioè quando la metamorfosi è avvenuta e il bruco diventa una farfalla.

Dopo esserne venuta a conoscenza tramite Instagram, una redattrice del Post incuriosita dalla possibilità di regalare questo kit alla figlia quattrenne di una coppia di amici, ne ha comprato uno per farsi un’idea dell’impegno richiesto e della soddisfazione finale. In due settimane è riuscita a vedere la trasformazione di un bruco in crisalide prima e in farfalla poi, con un basso impiego di tempo e di energie, e una certa ansia causata dal dubbio di aver sbagliato qualcosa nel processo. Ma ci arriviamo.

Come funziona
Il kit per allevare farfalle è di Smart Bugs, una società che alleva insetti per la didattica e ha un negozio online dal 2016. Vende tre tipi di kit di farfalle: ButterflyKit, per allevare i bruchi di cavolaia maggiore (il nome scientifico della specie è Pieris brassicae); MacaKit, per allevare i bruchi di macaone (Papilio machaon); e Bombyx, per allevare i bachi da seta (Bombyx mori). La redattrice ha provato il ButterflyKit, che costa 20 euro (gli altri costano 25, a cui va sempre aggiunto il costo di spedizione di 9 euro).

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Una volta ordinato, il kit arriva a casa in pochi giorni in una scatolina contenente una capsula (una piastra di Petri, per essere precisi) con dentro cinque bruchi. Oltre agli insetti, nel kit si trova il mangime necessario per il primo periodo di crescita; l’occorrente per creare altro mangime; una cupola e un cubo di plastica trasparenti dove i bruchi andranno trasferiti nelle successive fasi della metamorfosi.

I bruchi nella capsula di Petri (il Post)

Il kit completo (il Post)

La redattrice ha iniziato l’allevamento il 16 maggio con cinque bruchi. Di quei cinque solo tre sono sopravvissuti alla prima fase: quando uno muore si capisce perché, come indicato nelle istruzioni, non cresce e diventa tutto nero. La mattina del 2 giugno, circa due settimane dopo, ha liberato la prima farfalla.
Una delle altre due crisalidi non ha completato correttamente gli stadi di sviluppo: qualcosa è andato storto, ma non saprebbe dire con chiarezza cosa. Con gran dispiacere e senso di colpa di chi scrive, si presenta così:

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L’ultima crisalide al momento sta ancora riposando: la redattrice teme che anche in questo caso possa non arrivare allo sfarfallamento, ma potrebbe anche essere che sia in una sorta di pausa e abbia sviluppato una cosiddetta “attitudine di tipo invernale”. Come indicato nelle FAQ sul sito e più estesamente qui, «la variabilità delle temperature e l’alternanza del fotoperiodo (cioè la durata delle ore di luce diurne) possono indurre i bruchi a svilupparsi diversamente. Se le crisalidi sono “estive” (formate con il fotoperiodo di marzo-settembre e/o con temperature medie superiori ai 23 °C) completeranno la metamorfosi nel giro di 10-12 giorni. Se invece si sono formate con il fotoperiodo di ottobre-febbraio saranno di tipo “invernale”, e la metamorfosi si completerà la primavera successiva, con i primi caldi».

Il ciclo vitale della cavolaia maggiore (Smart Bugs)

Per la gran parte del tempo, il lavoro di allevamento delle farfalle consiste nell’aspettare il momento giusto per fare i pochi trasferimenti necessari a inserire il bruco o la crisalide nell’ambiente più adatto alla rispettiva crescita (cioè capsula, cupola e cubo, per ripassare). È normale in questo tempo di inattività interrogarsi sulla salute dei propri bruchi/crisalidi e aver paura di non aver azzeccato il giorno adatto per spostarli nella loro nuova casa. Per evitare errori, è bene seguire le istruzioni molto attentamente.

Il primo passaggio prevede di aspettare che i bruchi abbiano superato i 3 centimetri di lunghezza. A quel punto andranno spostati dalla capsula di Petri alla cupola trasparente precedentemente forata e attrezzata con alcuni supporti di legno a cui i bruchi potranno attaccarsi. Dentro va messa anche una nuova dose di mangime cotta seguendo le istruzioni (qui i bambini avranno bisogno dell’accompagnamento di un adulto). C’è da dire che non ha un buon odore, almeno per gli umani. Se non volete toccare i bruchi con le mani, potete fare come la redattrice del Post e usare una palettina di legno o uno stuzzicadenti. Poi bisognerà aspettare che i bruchi si trasformino in crisalidi nei giorni successivi.

 

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A questo punto il bruco entrerà in una nuova fase: si attaccherà alla parete della cupola e smetterà di nutrirsi, sviluppando una sorta di involucro rigido: vuol dire che è diventato una crisalide. Dopo almeno tre giorni dalla trasformazione in crisalide (alla redattrice ci sono voluti in tutto circa dieci giorni), è il momento di spostare le crisalidi nel cubo trasparente. Nel kit c’è un supporto verde dal quale bisogna ricavare con una graffettatrice una tasca per ogni crisalide. Guardando le immagini è più intuitivo di come sembra.

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Se tutto andrà bene, un giorno troverete una farfalla al posto della crisalide e potrete liberarla, col sollievo di aver portato a termine il processo senza, si spera, fare vittime. Succede solitamente di mattina o di sera e non è raro che tutti gli insetti del kit sfarfallino nello stesso momento.

La farfalla nata il 2 giugno (il Post)

Potreste anche essere ancora più fortunati e assistere in diretta al momento in cui la farfalla lascia il suo involucro.

 

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In conclusione
Il kit di Smart Bugs è un ottimo strumento per bambini o amanti della natura che vogliono vedere da vicino tutte le fasi della metamorfosi completa dei bruchi. Il sito del venditore è molto completo nel fornire tutte le istruzioni utili e le risposte ai dubbi che verranno durante il procedimento (qui trovate anche un video tutorial). È adatto a bambini che vogliono prendersene cura con la supervisione di un adulto per i passaggi più tecnici (come cuocere il mangime o allestire i contenitori). Ma anche agli adulti che hanno un debole per gli insetti o, più semplicemente, sono affascinati dell’idea di contribuire alla nascita di una farfalla. Negli ultimi anni molti studi hanno notato grosse diminuzioni delle popolazioni di alcuni insetti impollinatori, tra cui le api e alcune specie di farfalle: allevare farfalle in casa non farà una grossa differenza, ma è un modo per conoscere meglio questi animali molto importanti per gli ecosistemi.

(La liberazione della farfalla della redattrice del Post)

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