(Vincenzo Nuzzolese/SOPA Images via ZUMA Wire)

Cos’è questa storia della federazione del centrodestra

Da giorni si parla di una eventuale fusione dei gruppi parlamentari di Lega e Forza Italia, ma ad oggi ci sono moltissime resistenze

(Vincenzo Nuzzolese/SOPA Images via ZUMA Wire)
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Da diversi giorni le cronache politiche dei giornali raccontano di trattative e discussioni interne all’area di centrodestra riguardo un’eventuale «federazione» che raccolga i parlamentari di Lega, Forza Italia e degli altri gruppi centristi che sostengono il governo di Mario Draghi. I contorni del progetto non sono ancora chiarissimi, ma per il momento sembra che più che su un nuovo partito ci si stia concentrando sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Eppure anche questo passaggio, più ridimensionato rispetto alle voci dei giorni scorsi, sembra incontrare diverse resistenze nei gruppi più piccoli, fra cui soprattutto in Forza Italia.

Secondo il Corriere della Sera fra ieri e oggi erano previste diverse riunioni politiche dei dirigenti di Forza Italia, fra cui quella fra il capo del partito Silvio Berlusconi e i coordinatori regionali e un’assemblea dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Invece sono stati tutti annullati. Il leader della Lega Matteo Salvini aveva spiegato che nell’incontro in programma ieri con Mario Draghi gli avrebbe illustrato il nuovo progetto politico, ma Repubblica scrive che all’uscita dell’incontro Salvini ha raccontato ai giornalisti che con Draghi «discuto di Italia, non di partiti».

Nonostante i rallentamenti delle ultime ore, è probabile che si riparlerà di una possibile federazione del centrodestra anche nelle prossime settimane. La Lega e Forza Italia sono alleati storici, insieme già dal primo governo Berlusconi del 1994, e nonostante alcune divisioni significative – soprattutto sul ruolo dell’Europa – negli ultimi anni hanno tenuto posizioni quasi sovrapponibili su vari temi.

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Il progetto del gruppo parlamentare unico non avrebbe senso solo dal punto di vista politico, ma anche da quello pratico. Per prima cosa consentirebbe a Salvini di porsi come capo del principale gruppo politico in Parlamento, posto occupato oggi dal Movimento 5 Stelle, e quindi potenzialmente di contare di più all’interno della maggioranza di governo. Garantirebbe inoltre a vari parlamentari di Forza Italia un seggio quasi sicuro alle prossime elezioni, a cui a meno di sorprese il partito riceverà solo una frazione dei voti ottenuti nel 2018.

La creazione di una federazione vera e propria, più o meno come fu il Popolo delle Libertà che nacque dalla fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale, consentirebbe inoltre alla Lega, almeno per il momento, di evitare il sorpasso nei sondaggi da parte di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, ormai stimata intorno al 20 per cento; secondo rilevazioni interne di Forza Italia citate da Repubblica, una eventuale federazione di centrodestra sarebbe data sopra il 30 per cento.

Al momento però molte persone dentro Forza Italia hanno smentito con forza la possibilità di un unico gruppo parlamentare con la Lega. Si sono esplicitamente dichiarate contrarie le due ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, ma secondo i giornali sarebbero contrari anche i coordinatori regionali del partito, probabilmente perché temono che in una eventuale federazione conterebbero molto meno dei dirigenti della Lega.

Il Foglio ha spiegato inoltre che paradossalmente sarebbe più facile fondare un nuovo partito che fondere i due gruppi parlamentari: «Si aprirebbe una danza di cariche interne: chi fa il tesoriere del gruppo unico? Non solo. Un gruppo unico significa anche un’unica squadra: comunicazione, dipartimenti… È quel sottosuolo poco conosciuto ma che permette e favorisce l’attività legislativa. Il rischio è federare una sommossa di funzionari».

Per ora non sembrano interessati nemmeno i partiti di centrodestra più piccoli come Cambiamo e Noi con l’Italia: i due leader Giovanni Toti e Maurizio Lupi si sono detti favorevoli a un maggiore coordinamento, ma in vista di un partito nuovo auspicano che la Lega continui ad ammorbidire le sue posizioni entrando per esempio nel Partito Popolare Europeo, il principale partito europeo di centrodestra (ipotesi di cui si parla ormai da diversi mesi, senza grandi sviluppi).

In ogni caso sembra che una decisione in merito alla federazione non sia imminente, come invece sembrava nei giorni scorsi. Secondo i giornali ieri nella chat dei deputati di Forza Italia il capogruppo Roberto Occhiuto ha scritto: «Vi rassicuro che non è all’ordine del giorno alcuna decisione in merito all’eventuale federazione con la Lega. Tutto verrà discusso e approfondito nelle sedi opportune, nel partito e nei gruppi parlamentari».