(China Photos/ Getty Images)
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  • lunedì 17 Maggio 2021

L’enorme successo della chirurgia estetica in Cina

Soprattutto tra i giovani, e accompagnato dal proliferare di centri illegali e finti professionisti

(China Photos/ Getty Images)
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Negli ultimi anni in Cina il mercato della medicina estetica è cresciuto moltissimo, e sempre più persone, per lo più molto giovani, fanno ricorso a operazioni o trattamenti per cambiare le caratteristiche del loro volto e migliorare il loro aspetto. Gli esperti hanno teorie diverse sui motivi che spingono giovani ragazze e ragazzi a volersi sottoporre a interventi come quelli che consentono di rimpicciolire il naso o ingrandire gli occhi, e con la grande espansione del settore sono emersi anche notevoli problemi legati alla sicurezza dei trattamenti e ai centri medici che operano in maniera illegale.

Alcuni analisti citati dall’Economist pensano che il mercato della medicina estetica cinese sia oggi il più grande del mondo e che sia destinato a crescere ancora di più. Nel 2015 l’Associazione cinese di Chirurgia Plastica ed Estetica aveva detto che l’anno precedente più di 7 milioni di cinesi si erano sottoposti a trattamenti di medicina estetica, e secondo un’analisi della società di consulenza Frost & Sullivan tre anni dopo le persone che avevano subìto un intervento erano state più di 16 milioni.

Uno studio di Deloitte, una delle più grandi aziende di consulenza e revisione del mondo, ha evidenziato che nel 2019 il mercato della medicina estetica cinese ha avuto un giro d’affari di 27 miliardi di dollari (più di 22 miliardi di euro), rappresentando circa un quinto del totale mondiale. Tra il 2015 e il 2019 il settore è cresciuto del 29 per cento contro una media globale del 9 per cento, e Deloitte ha stimato che nel 2023 avrà quasi raddoppiato le entrate, arrivando a 48 miliardi di dollari (circa 40 miliardi di euro).

Il trattamento estetico più richiesto in Cina è la cosiddetta blefaroplastica orientale o asiatica, che prevede l’incisione di un solco nella palpebra superiore per creare una piega, con l’obiettivo di ingrandire l’occhio. Circa la metà dei trattamenti di medicina estetica richiesti in Cina riguarda proprio la blefaroplastica. Sono molto diffuse anche operazioni come la rinoplastica, per rimodellare il naso, o le iniezioni con i cosiddetti “filler”, per eliminare le rughe e rassodare la pelle del viso: insomma, quelli che per così dire ringiovaniscono il volto di chi li subisce.

La responsabile di un’azienda di Pechino intervistata dall’Economist e chiamata col nome fittizio Hannah Tang ha detto che il suo primo intervento, a 18 anni, è stato proprio una blefaroplastica. Oggi Tang ha 35 anni e si è sottoposta ad altri due interventi agli occhi, così come a varie iniezioni di botulino e trattamenti per rassodare la pelle. Wu Xiaochen, trentenne titolare di due cliniche di bellezza di Pechino, ha raccontato a CNN di aver subìto il suo primo intervento a 14 anni, una liposuzione alle gambe per una malattia autoimmune, mentre negli anni si è sottoposta a più di 100 operazioni e trattamenti, spendendo in totale circa 4 milioni di yuan (più di 500mila euro).

Una delle particolarità del grande successo della medicina estetica in Cina è che la maggior parte delle persone che richiedono i trattamenti iniziano a farlo fin da molto giovani, proprio come Tang e Wu.

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Più del 90 per cento delle persone che si sottopongono a operazioni o trattamenti in Cina, infatti, ha meno di 35 anni, e il 61 per cento ha tra i 16 e i 25 anni. Per fare un confronto, negli Stati Uniti l’81 per cento dei pazienti che ricorrono a interventi di medicina estetica ha più di 30 anni e quasi un quarto più di 55.

L’85 per cento dei cinesi che si sottopongono ai trattamenti sono giovani donne che abitano in centri urbani di medie e grandi dimensioni, ma sono sempre più interessati anche i giovani maschi e i residenti delle aree rurali, che hanno cominciato ad avere salari più alti e possono permettersi di accedere più facilmente a questi interventi. Un’altra donna intervistata dall’Economist, chiamata col nome di fantasia Joyce Xu, ha detto che le sue iniezioni di filler costano dai 3mila ai 5mila yuan l’una, circa 385-640 euro, cifre che lei considera “un affare”.

A detta di diverse persone che li richiedono, il principale obiettivo di interventi come la blefaroplastica è quello di ottenere la forma del viso considerata “perfetta” dai cinesi, con occhi grandi, guance sollevate e relativamente piatte, mandibola stretta, e mento, naso e bocca piccoli. Alcuni esperti sostengono che avere occhi grandi e tondeggianti serva a imitare l’aspetto degli occidentali oppure quello dei personaggi dei manga; la maggior parte di loro sostiene che gli interventi estetici abbiano a che fare più che altro col desiderio di restare giovani.

Brenda Alegre, esperta di studi sul genere – i cosiddetti “gender studies” – dell’Università di Hong Kong, ha spiegato a CNN che la Cina «resta una società profondamente patriarcale» e che quindi sottoporsi a interventi per «essere carine» è un modo con cui molte ragazze pensano di trovare più facilmente un marito o avere successo nel lavoro. Secondo Yi Wu, ricercatrice dell’Università di Maastricht (Paesi Bassi), tra le altre cose c’entra l’influenza dell’educazione da parte dei genitori, che spesso può far sentire i figli tanto insicuri da spingerli a voler migliorare il loro aspetto fin da piccoli per guadagnare la loro approvazione.

Ma c’è anche un altro motivo che ha contribuito alla grande espansione della medicina estetica tra i giovani negli ultimi anni.

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In Cina infatti sono molto diffuse diverse app per smartphone che permettono di simulare i vari interventi di medicina estetica sul proprio volto e vedere quali sarebbero più adatti per “migliorare” il proprio aspetto. Alcune di queste app, come So-Young e GengMei, indicano anche i medici a cui ci si può rivolgere e possono essere utilizzate per prenotare direttamente visite e operazioni. GengMei, per esempio, ha 36 milioni di utenti attivi, contiene le informazioni di contatto di oltre 20mila medici e offre anche piccoli prestiti per pagare gli interventi.

Tony DeGennaro, co-fondatore dell’agenzia di informazioni di mercato cinese Dragon Social, ha spiegato a CNN che i cinesi non si fidano più dei motori di ricerca tradizionali come Baidu – quello principale – per via di una serie di scandali legati proprio a risultati fuorvianti o ingannevoli proposti in seguito a ricerche su argomenti medici: in questo contesto, le app che parlano di medicina estetica sono diventate «elenchi telefonici non ufficiali» e allo stesso tempo uno strumento di pubblicità.

Il problema è che con la grande popolarità del settore si sono diffusi anche i centri medici illegali o i “professionisti” che operano con sostanze non autorizzate.

Yi Wu ha spiegato che i numeri ufficiali del settore sono soltanto indicativi proprio perché «c’è un enorme mercato nascosto». Per fare un esempio, nella città di Dongguan, a nord di Hong Kong, ci sono 43 centri di medicina estetica autorizzati, ma ce ne sono anche altri 6mila che operano in maniera irregolare, rischiando di procurare lesioni permanenti o la morte dei pazienti.

Una delle storie che sono state più raccontate sui giornali cinesi e internazionali è quella di Gao Liu, un’attrice e cantante cinese 24enne molto popolare e considerata tra le giovani più in ascesa nel suo settore. A febbraio Gao è tornata a farsi vedere sul social network cinese Weibo dopo circa quattro mesi di assenza, spiegando ai suoi 5 milioni di follower di non essersi fatta vedere a causa di «un problema di chirurgia estetica», che le aveva lasciato la punta del naso nera e in necrosi. Per via di questa situazione, che le ha impedito di lavorare, Gao ha detto di aver perso circa 400mila yuan per contratti mancati (50mila euro) e di aver pensato anche al suicidio. Inoltre, data l’estensione del danno, non potrà sottoporsi a nuovi interventi di chirurgia ricostruttiva prima di un anno.

Il sito di notizie cinese The Paper, citato da BBC, ha scritto che in base alle informazioni fornite dalle autorità sanitarie locali tra il marzo e l’ottobre del 2020 la clinica dove era stata operata Gao aveva ricevuto diverse lamentele e cinque multe, ma non è chiaro per quali violazioni.