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  • domenica 9 Maggio 2021

Il razzo cinese è caduto a 7.000 chilometri di distanza dall’Italia

La Cina dice che è precipitato in mare senza provocare danni o feriti

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Nelle prime ore di stamattina i frammenti del lanciatore spaziale cinese Changzheng (CZ-5B), un razzo che la Cina ha fatto precipitare sulla Terra in maniera incontrollata dopo aver compiuto una missione spaziale, sono caduti nell’Oceano Indiano in un’area a nord Ovest delle isole Maldive. Lo ha annunciato l’Agenzia spaziale cinese, spiegando che la maggior parte del lanciatore si era comunque disintegrato nel suo passaggio attraverso i vari strati dell’atmosfera. Non si hanno notizie di feriti o danni.

Già nelle ultime ore di sabato era diventato evidente che con tutta probabilità il razzo non sarebbe caduto in Europa né in Italia. Il luogo esatto della caduta non è stato confermato ufficialmente da altre agenzie spaziali, ma non sembrano esserci molti dubbi a riguardo. SpaceTrack, un sito che raccoglie dati sugli spostamenti di razzi e satelliti, ha confermato su Twitter che un punto di osservazione statunitense a Vandenberg, in California, ha rilevato la caduta del razzo più o meno nel luogo comunicato dalla Cina. Diversi astronomi ritengono il punto di atterraggio compatibile con gli ultimi dati a disposizione sulla traiettoria del razzo.

Secondo l’agenzia spaziale cinese quello che rimaneva del CZ-5B è rientrato nell’atmosfera terrestre sopra la Penisola Arabica alle 4.24 ora italiana, per poi cadere pochi minuti dopo in un’area in mare aperto, a 2° 39′ di latitudine nord e 72° 28′ di longitudine est.

Nelle ultime ore sui social network sono circolati diversi video che sembrano mostrare l’ingresso del razzo CZ-5B nell’atmosfera, ripresi da paesi del Medio Oriente come Israele, Arabia Saudita e Oman. Nessuno di questi video è stato per ora verificato ufficialmente. Uno dei più visti in queste ore, e ripreso anche dall’astronomo dell’università di Harvard Jonathan McDowell, sembra mostrare un oggetto cadere dal cielo ad elevatissima velocità in Oman, un piccolo paese nel sud della Penisola Arabica.

Dopo la caduta del razzo la NASA, l’agenzia spaziale statunitense, ha pubblicato un duro comunicato in cui accusa la Cina di irresponsabilità per avere fatto rientrare un razzo di grandi dimensioni – circa 30 metri – in maniera incontrollata.

Lo scopo del razzo CZ-5B era portare in orbita il primo modulo della nuova stazione spaziale cinese chiamata Tiangong, che dovrebbe diventare operativa nel 2022.

Il modulo si chiama Tianhe (“armonia dei cieli” in cinese, e uno dei modi per riferirsi alla Via Lattea), ha una forma cilindrica con un diametro di 4,2 metri e una lunghezza complessiva di quasi 17 metri. Costituirà la parte centrale della stazione spaziale intorno alla quale saranno agganciati altri moduli nel corso dei prossimi mesi. Tianhe contiene tutti i principali sistemi per gestire la distribuzione dell’energia elettrica e i propulsori per mantenere in orbita la stazione, a una quota di 340-450 chilometri dalla Terra. È stato collocato con successo, e fra due settimane dovrebbe essere raggiunto da un altro componente della nuova stazione.

Non è la prima volta che frammenti di un lanciatore tornano sulla Terra dopo aver completato la propria missione, ma alcuni scienziati hanno fatto notare che i razzi della serie CZ-5B sono fra i più grandi mai lasciati rientrare nell’atmosfera in maniera incontrollata, e che di solito le agenzie spaziali pianificano rientri controllati per evitare danni alla popolazione civile. Nei giorni scorsi i giornali della propaganda statale cinese avevano cercato di minimizzare i disagi che i frammenti del CZ-5B potevano comportare al resto del mondo, spiegando che probabilmente sarebbero caduti in acque internazionali.