La Cina ha trasportato in orbita il primo modulo della sua nuova stazione spaziale

Alle 5:23 (ora italiana) di giovedì 29 aprile, la Cina ha trasportato in orbita il primo modulo della sua nuova stazione spaziale Tiangong, che dovrebbe diventare operativa a partire dal prossimo anno. Il lancio è avvenuto dal Centro spaziale di Wenchang sull’isola di Hainan grazie a un razzo Lunga Marcia 5, tra i più potenti costruiti dall’industria spaziale cinese.

Il modulo, che si chiama Tianhe (“armonia dei cieli” in cinese, e uno dei modi per riferirsi alla Via Lattea), ha una forma cilindrica con un diametro di 4,2 metri e una lunghezza complessiva di quasi 17 metri. Costituirà la parte centrale della stazione spaziale intorno alla quale saranno agganciati altri moduli nel corso dei prossimi mesi. Tianhe contiene tutti i principali sistemi per gestire la distribuzione dell’energia elettrica e i propulsori per mantenere in orbita la stazione, a una quota di 340-450 chilometri dalla Terra.

Il modulo Tianhe (Agenzia spaziale cinese)

Una volta completata, la stazione spaziale cinese avrà una massa di 66 tonnellate e potrà essere abitata dagli astronauti per almeno una decina di anni. Il piano per il nuovo laboratorio in orbita è uno dei più ambiziosi del programma spaziale cinese, che negli ultimi 20 anni ha avuto una rapida accelerazione, grazie agli ingenti investimenti decisi dal governo.

Elaborazione grafica della stazione spaziale Tiangong una volta completata (Agenzia spaziale cinese)

Attualmente in orbita intorno alla Terra c’è una sola stazione orbitale, la Stazione Spaziale Internazionale frutto della collaborazione tra le agenzie spaziali degli Stati Uniti, dell’Europa, del Canada, del Giappone e della Russia. Al progetto partecipano anche altre agenzie spaziali, mentre la Cina non ha mai aderito all’iniziativa.

 

La partenza del Lunga Marcia 5 (Agenzia spaziale cinese)