Il difensore canadese del Bolzano, Robertson Dennis (HCB/Vanna Antonello)
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  • martedì 6 Aprile 2021

Bolzano può vincere il campionato di hockey, austriaco

Nel 2013 lasciò quello italiano perché le stava stretto: da allora ha già vinto due volte, e ora ha una nuova possibilità

Il difensore canadese del Bolzano, Robertson Dennis (HCB/Vanna Antonello)

In questi giorni tra Vienna, Salisburgo, Klagenfurt e Bolzano si stanno disputando i playoff del campionato austriaco di hockey su ghiaccio, che stando agli ultimi risultati potrebbe essere vinto dall’unica squadra non austriaca ancora in corsa. Insieme a Bratislava (Slovacchia) e Szekesfehervar (Ungheria), Bolzano è infatti una delle tre squadre straniere fra le undici che compongono il campionato oggi conosciuto come ICE Hockey League, e si trova a una vittoria dalla qualificazione alla finale.

L’Hockey Club Bolzano gioca nel torneo austriaco dal 2013. Il capoluogo sudtirolese è considerato tuttora «la capitale dell’hockey italiano» grazie ai diciannove Scudetti vinti dal 1962 al 2012, un record ineguagliato (la più vicina è Cortina, con sedici) nonostante la squadra manchi dalla Serie A da otto anni. Come viene raccontato nel documentario Hockeytown dello scrittore bolzanino Daniele Rielli, l’hockey è di gran lunga lo sport di squadra più popolare e praticato in tutta la provincia autonoma, molto più del calcio, che a livello professionistico, con il Sudtirol, non è mai arrivato nemmeno alla Serie B.

Dopo tante vittorie e anche lunghe rivalità, sia locali che contro Milano e Varese, negli anni Duemila il campionato italiano cominciò a stare stretto al Bolzano. Dall’esigenza di far parte di una lega più competitiva per non perdere lo slancio ottenuto nel corso della sua storia, nel 2013, dopo diversi tentativi, Bolzano riuscì a farsi ammettere al campionato austriaco approfittando del trasferimento nel nuovo campionato russo di una delle squadre straniere precedentemente ammesse, il Medvescak di Zagabria.

L’esordio del Bolzano nel campionato austriaco fu sorprendente e si concluse con la vittoria del titolo ai danni del Salisburgo, la ricca squadra di proprietà di Red Bull che venne battuta in finale e che si dovette accontentare del titolo di campione nazionale, assegnato alla squadra austriaca meglio classificata. Per la prima volta nella sua storia, il campionato austriaco venne vinto da una squadra straniera, peraltro nell’anno del suo esordio assoluto.

Nelle stagioni successive Bolzano pagò il fatto di essere un centro più piccolo e con meno risorse rispetto a Vienna, Salisburgo e Linz, le città con le quali deve contendersi il campionato. Questa apparente inferiorità spesso condiziona anche le scelte dei giocatori più forti, come spiegato dal canadese Mike Halmo nel documentario di Rielli: «La mia prima reazione quando mi chiamarono pensai: “Hockey in Italia?”… non ne ero così convinto. Ma non immaginavo quanto la gente del posto fosse appassionata all’hockey e quanto in realtà fosse popolare».

A novembre del 2017 la squadra si ritrovò ultima in classifica, ma paradossalmente, dal punto più basso raggiunto, per Bolzano iniziò il cosiddetto «miracolo sul ghiaccio». Con un nuovo allenatore finlandese, Kai Suikkanen, subentrato a stagione in corso, si riprese, riuscì a qualificarsi ai playoff all’ultima partita a disposizione e poi andò dritta contro i pronostici verso il secondo titolo, vinto in finale ancora contro i Red Bull Salisburgo.

A distanza di tre anni, il Bolzano si trova di nuovo in corsa per il titolo austriaco, vacante in quanto non assegnato nella passata stagione. La squadra, ora allenata dal canadese Greg Ireland, ha concluso la stagione regolare da prima in classifica. Ai playoff ha eliminato la squadra della capitale slovacca, Bratislava, e ora è in vantaggio 3-2 nella semifinale contro quella di un’altra capitale, Vienna, giocata al meglio delle sette gare. Se mercoledì dovesse riuscire a vincere la partita decisiva, andrebbe poi in finale contro Klagenfurt.