(AP Photo/Jeff Roberson)

Cosa ha insegnato la storia di GameStop

La gran confusione in borsa si è un po' calmata, ma potrebbe avere effetti duraturi sui mercati finanziari

(AP Photo/Jeff Roberson)

La grande eccitazione sui mercati finanziari che aveva portato alla crescita eccezionale del valore in borsa di diversi titoli tra cui quello di GameStop, una catena statunitense di negozi di videogiochi, sembra essersi calmata. Il titolo, che a gennaio era cresciuto di più del 1.600 per cento dopo un’operazione organizzata dagli utenti del social network Reddit che aveva fatto perdere miliardi di dollari a diversi importanti fondi di investimento, ha avuto negli ultimi giorni alcuni cali abbastanza bruschi. Giovedì alla chiusura dei mercati il suo valore era di circa 50 dollari per azione: molto meno dei 483 dollari a cui era arrivato a un certo punto delle contrattazioni, ma comunque più del doppio dei 20 dollari a cui era all’inizio del mese scorso.

Gli utenti del canale r/wallstreetbets sul social network Reddit, che hanno innescato e promosso l’aumento del valore del titolo, sono divisi tra chi è ancora convinto che non bisogna vendere, perché spera che il valore in borsa di GameStop tornerà a crescere, e chi invece racconta, con un po’ di disperazione e un po’ di fatalismo, di aver perso tutto quello che aveva investito, e a volte anche di più. Anche questi racconti fanno parte dello spirito goliardico e cameratesco del canale, e sono identificati nella comunità con il nome di “loss porn”, pornografia della perdita.

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Keith Gill, l’utente che con il nome DeepFuckingValue è stato il primo a scatenare l’entusiasmo di Reddit, ha rivelato di aver perso nella sola giornata di martedì oltre 13 milioni di dollari (Gill, che aveva cominciato a investire in GameStop nel 2019, rimane comunque in attivo di molti milioni di dollari).

Il ridursi dell’eccezionale attività di mercato attorno a GameStop non significa però un ritorno completo alla normalità. Alcuni fondi di investimento che avevano scommesso contro GameStop facendo vendite allo scoperto hanno perso miliardi di dollari, la segretaria statunitense al Tesoro, Janet Yellen, ha tenuto una riunione con tutti i principali enti di regolamentazione finanziaria per capire se ci sono state irregolarità nel funzionamento del mercato, e più in generale molti analisti hanno definito quello che è successo negli scorsi giorni come un evento storico, che porterà a cambiamenti nel mondo della finanza.

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L’ascesa degli investitori amatoriali
La novità più notevole, diventata molto chiara con la vicenda di GameStop, è che gli investitori amatoriali, cioè i privati cittadini che giocano in borsa da non professionisti, sono diventati un elemento di grande importanza sui mercati. Questo fenomeno è noto da qualche tempo: grazie ad app come Robinhood, che hanno eliminato le commissioni sulle transazioni, e ad altri fattori più legati alle circostanze (il lungo periodo di lockdown provocato dalla pandemia da coronavirus, unito in alcuni casi a una certa disponibilità di denaro grazie ai sussidi pubblici), già l’anno scorso gli investitori amatoriali erano responsabili di un quarto di tutte le operazioni di compravendita sui mercati finanziari.

La vicenda di GameStop ha mostrato che questa gran massa di investitori amatoriali può essere in grado, in maniere caotiche e spesso irrazionali, di organizzarsi a sufficienza da generare grandi conseguenze sui mercati. In questo caso, l’organizzazione è scaturita da Reddit, anche se non è chiaro fino a che punto gli utenti del social network abbiano contribuito direttamente all’aumento di valore di titoli di GameStop e di altre aziende (comprando cioè azioni e altri prodotti finanziari) oppure se il loro contributo sia stato soprattutto quello di influenzare la narrativa sui media e convincere moltissime persone estranee a Reddit che comprando certe azioni avrebbero potuto ottenere lauti ritorni.

La prossima volta, però, l’azione collettiva degli investitori amatoriali potrebbe partire da un altro social network, o essere generata dalla dichiarazione pubblica di un personaggio famoso, o in altri modi ancora. Capire come si muoveranno questi nuovi investitori (nel 2020 sono stati aperti 10 milioni di nuovi account di brokeraggio) sarà una delle nuove preoccupazioni di chi si occupa di finanza, perché la loro presenza aggiunge un elemento di imprevedibilità ai mercati.

Secondo l’ex finanziere Brett Scott, che ne ha scritto sul Guardian, chi gioca in borsa appartiene generalmente a due gruppi: quelli che fanno “analisi sui fondamentali”, cioè che hanno le risorse per fare ricerche accurate sull’andamento degli affari di un’azienda nel mondo reale e comprare e vendere azioni sulla base di previsioni economiche il più possibile fondate, e quelli che fanno “analisi tecniche”, cioè che guardano cosa fanno i primi e si muovono di conseguenza — per esempio, quando vedono che un finanziere famoso compra un certo titolo, lo comprano anche loro.

Gli investitori amatoriali, che non hanno risorse per fare ricerche approfondite, appartengono al secondo gruppo, e questo almeno in teoria potrebbe rendere i mercati un po’ più instabili, perché vanno a ingrossare il numero degli operatori di mercato che non agiscono sulla scorta di analisi rigorose, ma in base a cosa fanno gli altri. È vero, però, che spesso anche i professionisti operano in maniera irrazionale, e non sempre le loro analisi sono tanto rigorose.

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Il “populismo finanziario”
Un elemento da tenere in considerazione è che anche se i protagonisti della vicenda di GameStop sono stati soprattutto gli investitori amatoriali, non sono stati gli unici. Mentre alcuni grandi fondi di investimento hanno sofferto enormi perdite a causa dell’aumento di valore dei titoli, altri hanno guadagnato centinaia di milioni di dollari.

Tuttavia, la narrativa per cui una massa di cittadini avrebbe guadagnato un sacco di soldi a scapito di fondi di investimento che si arricchiscono scommettendo sul fallimento di aziende che danno lavoro a migliaia di persone è molto avvincente, ed è stata adottata dapprima da r/wallstreetbets e poi più o meno da tutti i media. È andata così soltanto in parte, ma quest’impressione è stata rafforzata quando, nei giorni di massimo rialzo del titolo, Robinhood e altre app di trading ne avevano bloccato la compravendita. Diversi politici americani, oltre che ovviamente tutti gli utenti di Reddit, avevano accusato “il sistema” di essere truccato a favore dei grandi fondi e contro i piccoli investitori.

In realtà Robinhood aveva bisogno di tempo per raccogliere alcuni miliardi di dollari da presentare come collaterale in caso di perdita, ma quest’idea per cui il mercato sarebbe truccato in favore degli operatori più grandi e ricchi è rimasta al centro della discussione tra chi la definisce come infondata e populista e chi invece sostiene che contenga un nucleo di verità, e che siano necessarie profonde riforme del sistema finanziario.

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Il mercato borsistico è “reale”?
Un altro dibattito grosso nato attorno al caso GameStop — che si ripresenta periodicamente — riguarda il fatto che l’andamento dei mercati finanziari sarebbe determinato più dalla speculazione che dal reale valore economico delle aziende di cui ci si scambia i titoli. È un concetto ben noto, che ha ripetuto qualche giorno fa la portavoce della Casa Bianca Jennifer Psaki, quando ha detto che la vicenda «è un buon modo per ricordarsi che il mercato finanziario non è l’unica misura della salute della nostra economia. Non riflette come se la passano le famiglie della classe media».

Anche se l’idea che tra i mercati finanziari e l’economia reale ci sia una gran differenza circola da tempo, molti esperti sostengono che l’aumento di importanza della finanza negli ultimi decenni abbia amplificato il problema, al punto tale che un’azienda come GameStop, che secondo la maggior parte degli analisti in condizioni normali vale 20-30 dollari per azione, è arrivata a quasi 500 perché un gruppo di utenti su Reddit l’ha presa in simpatia.

In questo senso, il mercato borsistico non sarebbe tanto uno strumento per investire nell’economia ma una specie di casinò, come ha scritto un commentatore su The New Republic. Quest’impressione sta avendo ricadute politiche: qualche giorno fa Elizabeth Warren, senatrice dell’ala sinistra del Partito Democratico americano, ha scritto alla SEC, l’ente di regolamentazione della borsa degli Stati Uniti, per chiedere quali passi stesse facendo «per assicurarsi che il mercato borsistico rifletta meglio prezzi che siano in linea con il valore intrinseco e fondamentale delle aziende quotate». Anche Warren ha definito la borsa come un casinò.

E GameStop, quella vera?
La grande eccitazione attorno al titolo di GameStop ha fatto dimenticare che quelle che si sono comprate e vendute a gran velocità nelle ultime settimane erano le azioni di un’azienda vera, che dà lavoro a circa 50 mila persone in tutto il mondo, tra impiegati a tempo indeterminato e lavoratori temporanei. Il fatto che nelle ultime settimane la dirigenza dell’azienda non abbia diffuso nessun comunicato né abbia rilasciato interviste rende difficile capire quale sia stata la reazione dentro a GameStop quando è diventata il centro dell’attenzione della finanza mondiale.

Ranjan Roy, un esperto di economia che scrive per la newsletter Margins, ha sostenuto che dal punto di vista dell’azienda quello che è successo potrebbe essere «terrificante». Come succede con molte bolle, quando il titolo di GameStop comincerà a calare potrebbe non assestarsi sui prezzi di prima, ma crollare ulteriormente: Roy ricorda che nel mondo finanziario è molto in voga il detto «non provare a fermare un coltello che cade», per indicare che quando un titolo ha accumulato una certa spinta verso il basso è difficile fermarlo.

Altri analisti non sono così pessimisti. Andy Wu, un professore associato alla Harvard Business School, ha ricordato al Washington Post che in questo momento GameStop potrebbe essere in una buona posizione per ottenere nuovi investimenti, anche se il titolo è già in calo, e che se riuscisse rapidamente a riposizionarsi, a promettere riforme concrete e a giustificare il valore del suo titolo, l’aumento in borsa potrebbe diventare «una profezia che si autoavvera».