Via Del Corso a Roma, il 29 gennaio 2021. (Cecilia Fabiano/ LaPresse)
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  • lunedì 1 Febbraio 2021

I nuovi colori delle regioni, validi da oggi

Tutte le regioni sono in zona gialla tranne Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Alto Adige, che restano in zona arancione

Via Del Corso a Roma, il 29 gennaio 2021. (Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Oggi entrano in vigore le ultime ordinanze relative alle restrizioni disposte nelle regioni italiane per contenere la pandemia da coronavirus, firmate sabato dal ministro della Salute, Roberto Speranza. I dati positivi sull’epidemia permettono a quasi tutte le regioni italiane – comprese Lazio e Lombardia – di essere in “zona gialla”, mentre sono in “zona arancione” Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano.


Secondo le regole valide fino al 15 febbraio, in zona gialla ci si può muovere liberamente all’interno della propria regione o provincia autonoma senza bisogno di autocertificazione, anche se resta in vigore il coprifuoco notturno tra le 22 e le 5. Gli spostamenti verso altre regioni (anche altre regioni in zona gialla) sono permessi solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Tra le 5 e le 18, inoltre, si potranno consumare cibi e bevande all’interno di bar e ristoranti, che nel resto della giornata potranno comunque operare per il servizio da asporto o consegna a domicilio. In zona gialla è inoltre permessa – con capienza ridotta – l’apertura di musei e mostre dal lunedì al venerdì, tranne che nei giorni festivi.

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Le cose da sapere sul coronavirus

Per le regioni in zona arancione restano in vigore le regole generali, come il coprifuoco dalle 22 alle 5 e la “deroga sulle visite”, cioè la possibilità di andare in un’altra casa, rispettando alcuni limiti, mentre dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune. Bar e ristoranti potranno lavorare soltanto con le consegne da asporto, mentre i negozi potranno rimanere aperti, anche se con varie limitazioni.

In zona arancione non ci si può spostare tra comuni se non per motivi di lavoro, salute o necessità, ma si può sempre rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione (quindi anche spostandosi tra regioni): l’abitazione è considerata il posto in cui si vive “con una certa continuità e stabilità”, quindi le persone che vivono abitualmente nella stessa casa possono ricongiungersi.