(Roberto Monaldo / LaPresse)

Matteo Renzi è sicuro che non ci saranno nuove elezioni

Lo ha detto in un'intervista al "Corriere della Sera", parlando dell'ipotesi di una crisi di governo

(Roberto Monaldo / LaPresse)

In un’intervista al Corriere della Sera il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha parlato delle divergenze tra il suo partito e il governo guidato da Giuseppe Conte – di cui Italia Viva fa parte – commentando tra le altre cose la possibilità di nuove elezioni.

Lo scontro tra Italia Viva e Conte va avanti da settimane e riguarda principalmente il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il piano messo in piedi per gestire il Recovery Fund, il principale strumento dell’Unione Europea per bilanciare la crisi economica provocata dalla pandemia da coronavirus e che consisterà in oltre 200 miliardi di euro, che arriveranno nei prossimi anni sotto forma di prestiti e sussidi. Il dibattito circa la gestione del Recovery Fund ha fatto parlare più volte di crisi di governo e delle strategie che i partiti di maggioranza potrebbero mettere in atto per ottenere più consensi se si dovesse tornare a votare.

In questo contesto, Renzi ha detto che le elezioni non spaventano né lui né i parlamentari di Italia Viva, commentando: «Io non ho paura di niente, meno che mai della democrazia». Renzi ha spiegato che prima di tutto «le elezioni non fanno paura a chi è abituato a misurarsi con il consenso come i nostri colleghi che vengono da una bella gavetta» e che il secondo motivo «è ancora più chiaro», ovvero: «tutti sanno che non ci saranno elezioni». Tra un eventuale terzo governo Conte e la possibilità che venga formato un nuovo esecutivo, Renzi «non sa che formula prevarrà», però al momento, secondo lui, le priorità del governo sono altre:

Dobbiamo aprire le scuole, non i seggi. Dobbiamo aumentare il numero dei vaccinati, non dei candidati. Dobbiamo scrivere il Recovery plan, non i libri dei sogni elettorali. Le elezioni fanno paura a chi verrebbe politicamente decimato come i trecento parlamentari del Movimento Cinque Stelle, non ai diciotto senatori di Italia viva.

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