Gomez durante Atalanta-Inter (Giuseppe Zanardelli/LaPresse)
  • Sport
  • lunedì 28 Dicembre 2020

Perché il miglior giocatore dell’Atalanta non gioca più?

Alejandro Gomez, capitano dell'Atalanta più forte di sempre, è stato degradato a riserva e poi escluso dai convocati nel giro di un mese

Gomez durante Atalanta-Inter (Giuseppe Zanardelli/LaPresse)

Alla settima stagione con la squadra di calcio dell’Atalanta e dopo aver giocato da titolare le prime nove partite di campionato, il capitano argentino dei bergamaschi, Alejandro Gomez – soprannominato il “Papu” – è stato prima degradato a riserva e poi escluso dai giocatori convocati alle partite della squadra. La società non ha spiegato pubblicamente perché, anche se le ricostruzioni più condivise dai giornali fanno risalire il caso alla partita di Champions League giocata in casa contro il Midtjylland lo scorso primo dicembre, durante la quale un diverbio tra il giocatore e l’allenatore, Gian Piero Gasperini, avrebbe incrinato i rapporti tra i due in modo apparentemente definitivo.

Dopo la partita contro il Midtjylland, Gomez era rimasto tra i convocati per la partita contro l’Ajax del 9 dicembre, decisiva per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta di Champions League, poi ottenuta grazie alla vittoria. A qualificazione ottenuta, l’amministratore delegato della società, Luca Percassi, aveva sorvolato la questione: «In tutte le famiglie esistono discussioni, noi ci facciamo sentire quando c’è da tutelare la società facendo affidamento sui comportamenti e sulle scelte». Lo stesso aveva fatto Gasperini in conferenza stampa: «Io guardo la situazione del campo, mi devo sentire libero di fare le mie scelte. È un principio sul quale non si può prescindere, poi il valore del Papu e degli altri giocatori è sotto gli occhi di tutti».

Da allora però la situazione non è migliorata. Gomez è rimasto in panchina nella partita contro la Fiorentina del 13 dicembre. Il giorno dopo, tramite il suo profilo Instagram, ha scritto: «Cari tifosi atalantini, vi scrivo qua perché non ho nessun modo di difendermi e di parlare con voi. Solo volevo dirvi che quando me ne andrò si saprà la verità di tutto. Voi mi conoscete e sapete la persona che sono. Vi voglio bene, il vostro capitano». Il 16 dicembre Gomez ha giocato poco più di mezz’ora a Torino contro la Juventus, dopodiché è stato escluso dai convocati (e non messo ufficialmente fuori rosa, per evitare di perdere il giocatore senza un compenso attraverso cause legali) sia contro la Roma che contro il Bologna.

(Alfredo Falcone/LaPresse)

Nel frattempo la squadra non sembra risentire della vicenda più di tanto. Dopo aver perso alcuni punti in campionato per concentrarsi sulla qualificazione in Champions League, nelle ultime giornate l’Atalanta ha iniziato a recuperare battendo Roma e Fiorentina e pareggiando in trasferta contro la Juventus, anche grazie al recupero del trequartista sloveno Josip Ilicic, decisivo contro la Roma, e al contributo in attacco dell’ucraino Ruslan Malinovskyi, a Bergamo da un anno, e di Matteo Pessina, rientrato in questa stagione dal prestito al Verona.

La questione da cui sembrerebbe essere nato il diverbio tra Gomez e Gasperini nell’intervallo di Atalanta-Midtjylland sarebbe tattica, almeno secondo le ricostruzioni della Gazzetta dello Sport. Nel primo tempo della partita Gomez avrebbe ignorato le indicazioni di Gasperini, che gli chiedeva di concentrarsi soprattutto sulla fase offensiva per rendere meno prevedibile il gioco della squadra e sopperire alle difficoltà di Gomez nel mantenere completa libertà in campo in una stagione fitta di impegni e quindi più dispendiosa del solito. Da queste incomprensioni, probabilmente trascinate già da alcune settimane, sarebbe nata la lite all’intervallo e poi tutte le conseguenze.

Il 4 gennaio si aprirà la finestra invernale del calciomercato: non è escluso che Gomez possa lasciare l’Atalanta già il prossimo mese, considerando anche la presenza di diverse alternative nel suo ruolo e il suo stipendio da circa 2 milioni di euro all’anno, il più alto della rosa. La società tuttavia non ha mai usato toni definitivi, così come Gasperini, che prima della partita rinviata contro l’Udinese a inizio mese aveva spiegato: «Gomez è il giocatore che in assoluto ho più utilizzato in questi anni. Prima di questi anni aveva fatto una carriera al di sotto delle sue enormi potenzialità, e credo che continuerà a fare grandi cose a Bergamo finché vorrà».

Gomez, che oggi ha 32 anni, arrivò in Italia nel 2009 con il Catania, squadra all’epoca molto attiva nel mercato argentino. Nelle tre stagioni passate in Sicilia divenne uno dei giocatori più interessanti della Serie A, ma nel 2013 decise di accettare la ricca offerta di una squadra ucraina, il Metalist Kharkiv, successivamente finita in disgrazia a causa delle conseguenze della guerra in Ucraina. Proprio a causa della guerra, Gomez abbandonò il paese dopo una sola stagione, accettando l’offerta dell’Atalanta due anni prima dell’inizio del ciclo iniziato nel 2016 con l’ingaggio di Gasperini. In questi anni è stato il calciatore più importante e simbolico dell’Atalanta più forte di sempre, durante i quali ha ottenuto anche le prime cinque presenze in carriera con la Nazionale argentina.