(Cecilia Fabiano/ LaPresse )
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  • domenica 20 Dicembre 2020

Cosa si può fare a Natale, cosa no, cosa non si capisce

Le complesse regole sugli spostamenti e tutto il resto durante le festività, messe in fila e con quello che ancora non è chiaro

(Cecilia Fabiano/ LaPresse )

Le restrizioni e le regole per contenere i contagi da coronavirus nel periodo delle feste di Natale e Capodanno, dal 24 dicembre al 6 gennaio, sono piuttosto complicate. Sono state decise dal governo sovrapponendo DPCM e decreti legge, si intrecciano con altre in vigore già negli scorsi mesi, e soprattutto rimangono diversi aspetti non chiari.
Aggiornamento di lunedì 21 dicembre: il governo ha pubblicato le risposte alle domande frequenti (FAQ) sull’ultimo decreto, che però non hanno risolto alcuni dubbi, spiegati più avanti.

Con il decreto del 18 dicembre, il governo ha diviso i giorni delle festività in due tipi, arancioni e rossi, con misure e restrizioni diverse. I giorni rossi sono i weekend, i festivi e i prefestivi, gli arancioni gli altri. Ci sono regole che valgono sempre, altre solo per i giorni rossi o solo per gli arancioni, e deroghe ed eccezioni (in particolare quella sulle visite) che varranno sempre, anche nei festivi. Nei giorni 21, 22, 23 dicembre valgono le regole precedenti in vigore nella propria regione – che sono tutte gialle tranne Abruzzo e Campania – con l’aggiunta che non ci si può spostare tra regioni.

Di seguito sono elencate le regole che varranno dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Cose che valgono sempre

Le cose da sapere sul coronavirus

• C’è il coprifuoco dalle 22 alle 5. La notte di Capodanno durerà fino alle 7 di mattina.

• Non ci si può spostare tra regioni, se non per motivi di lavoro, salute, necessità o per quelli elencati nel punto successivo.

• Si può sempre – anche spostandosi tra regioni – rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione. Quest’ultima è considerata il posto in cui si vive “con una certa continuità e stabilità”: quindi le persone che vivono abitualmente nella stessa casa possono ricongiungersi.

• Andare nei negozi che sono aperti è una giustificazione valida per spostarsi.

• Ci si può spostare una volta al giorno, dalle 5 alle 22, per fare una visita a una sola casa (di chiunque, amici o parenti) che si deve trovare nella propria regione. Questa “deroga sulle visite” è quella annunciata venerdì, e vale sia nei giorni rossi sia in quelli arancioni. In questo spostamento si può essere al massimo in due, eventualmente accompagnati da minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti senza restrizioni di numero.

– Leggi anche: Cosa dice la deroga per far visita ad amici o parenti durante le feste di Natale

La deroga prevede un limite di due persone «ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi», riferendosi alla casa a cui si fa visita. Non è chiaro cosa significhi: cioè se più gruppi di due persone possano raggiungere contemporaneamente la stessa casa, o se di fatto si stabilisca un limite di due persone a quelle che si possono ricevere in casa. C’è anche un’altra cosa della deroga che non si capisce: se la casa a cui si fa visita possa cambiare di giorno in giorno o se debba rimanere la stessa per tutte le feste. Il governo dovrebbe chiarire nelle FAQ.

• È sempre consentito raggiungere le seconde case se si trovano nella propria regione, ma a un solo nucleo familiare, e solo dalle 5 alle 22.

• È sempre vietato raggiungere le seconde case se si trovano in altre regioni.

• Si può sempre fare attività sportiva e motoria, individuale, all’aperto e rispettando le distanze.

• Ci sono le messe.

Cose che valgono solo nei giorni rossi

• Sono vietati tutti gli spostamenti, sia dentro che fuori dal proprio comune. Tranne quelli per lavoro, salute o necessità, e tranne per quelli giustificati dalla “deroga sulle visite”, quindi per andare in un’altra casa, rispettando i limiti previsti. Serve l’autocertificazione.

Cose che valgono solo nei giorni arancioni

• Ci si può muovere liberamente all’interno del proprio comune, senza autocertificazione.

• Si può uscire dal proprio comune solo per lavoro, studio, necessità, salute, per fruire di un servizio (tipo un negozio che rimane aperto) che non c’è nella propria città o per un spostamento regionale che rientra nella “deroga sulle visite”.

• Chi abita in un comune sotto ai 5.000 abitanti può muoversi liberamente entro un raggio di 30 chilometri, senza però andare in un capoluogo di provincia.

Possibili dubbi

• Se la casa a cui si può fare visita in due, una volta al giorno, debba essere una per tutto l’arco delle festività o debba essere una soltanto nell’arco di un giorno, e quindi possa cambiare da un giorno all’altro. Visto che il governo non ha chiarito con le FAQ, parrebbe valida l’ipotesi meno restrittiva: e cioè che la casa a cui si fa visita possa essere potenzialmente una diversa ogni giorno.

• Se il limite di due persone (con le eccezioni per minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti) valga anche come limite di persone che si possono ricevere in casa, oppure no. Cioè, detta in altre parole: se più gruppi di due persone possono spostarsi verso una stessa casa lo stesso giorno, oppure se possano farlo al massimo due persone. Da quello che ha detto Conte in conferenza stampa, sembra che il limite di due persone riguardi quelle che si possono ricevere in casa.

Bar e ristoranti

• Il servizio d’asporto è sempre consentito fino alle 22, le consegne a domicilio non hanno limiti di orario.

• Bar e ristoranti sono sempre chiusi per il consumo sul posto.

Negozi

• Quelli essenziali sono sempre aperti. Gli altri sono aperti nei giorni arancioni, chiusi nei giorni rossi.