Genitori degli studenti rapiti attendono notizie sui propri figli davanti alla scuola secondaria Government Science, a Kankara, Nigeria, martedì 15 dicembre 2020 (AP/Sunday Alamba)
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  • venerdì 18 Dicembre 2020

In Nigeria sono stati liberati centinaia di studenti che erano stati rapiti da Boko Haram

Il governatore dello stato di Katsina ha detto che i ragazzi liberati sono 344

Genitori degli studenti rapiti attendono notizie sui propri figli davanti alla scuola secondaria Government Science, a Kankara, Nigeria, martedì 15 dicembre 2020 (AP/Sunday Alamba)

Centinaia di studenti, che erano stati rapiti l’11 dicembre in un attacco armato in una scuola in Nigeria, nello stato nord-occidentale di Katsina, sono stati liberati. L’attacco era stato rivendicato dal gruppo terrorista islamista di Boko Haram. Gli studenti liberati, più di 300, erano scomparsi dopo che uomini armati in motocicletta avevano preso d’assalto la Government Science School di Kankara nella tarda serata di venerdì scorso.

Il governatore dello stato di Katsina, Aminu Bello Masari, ha detto che i ragazzi liberati sono 344 ed erano stati tenuti sotto sequestro nella foresta di Rugu, nel vicino stato di Zamfara. Masari, in un’intervista televisiva alla TV di stato NTA, ha detto inoltre che sarebbe stata liberata «la maggior parte» degli studenti rapiti lo scorso 11 dicembre a Katsina. Al Jazeera ha scritto che per il momento non è possibile verificare da fonti indipendenti la notizia della liberazione e del numero degli studenti liberati, cioè quanti siano rispetto a quelli rapiti venerdì scorso.

Masari ha spiegato che le forze di sicurezza nigeriane avevano isolato l’area in cui erano detenuti i ragazzi e avevano ricevuto l’ordine di non sparare. Un assistente del governatore ha detto all’agenzia di stampa AFP che i 344 studenti liberati si trovano nello stato di Zamfara dove i medici stanno verificando le loro condizioni fisiche. Venerdì dovrebbero tornare dalle loro famiglie.

In Nigeria il rapimento degli studenti ha suscitato preoccupazioni e rabbia per l’insicurezza e la violenza nel nord del paese. Il presidente Muhammadu Buhari ha scritto su Twitter: «La nostra amministrazione è pienamente consapevole della responsabilità che abbiamo di proteggere le vite e le proprietà di tutti i nigeriani. Chiedo ai nigeriani di essere pazienti con noi mentre affrontiamo le sfide della sicurezza, dell’economia e della corruzione. Non ci arrenderemo».

Giovedì scorso decine di manifestanti avevano marciato per le strade della città di Katsina con lo striscione #BringBackOurBoys, slogan che richiamava la campagna lanciata nel 2014 per riportare a casa più di 200 ragazze rapite da Boko Haram nella città nord-orientale di Chibok.

La marcia a Katsina era stata promossa da un appello della Coalition of Northern Groups (CNG), un’associazione per i diritti civili che si occupa dei problemi sociali della Nigeria settentrionale che, secondo i suoi attivisti, sarebbe stata abbandonata alla mercé «di banditi, rapitori, rapinatori armati, stupratori e un assortimento di criminali incalliti».Secondo Amnesty International le bande criminali che operano nel nord-ovest del paese hanno ucciso più di 1.100 persone nella sola prima metà del 2020.