(AP Photo/Frank Augstein, Pool)

Tutta l’Unione Europea inizierà a vaccinare nello stesso giorno?

Lo ha detto ieri Ursula von der Leyen, ma al momento sembra più un auspicio che un annuncio

(AP Photo/Frank Augstein, Pool)

Da giorni alcuni paesi europei stanno facendo pressione per avviare la campagna di vaccinazione contro il coronavirus nello stesso giorno in tutta l’Unione Europea: una mossa pensata probabilmente per dimostrare unità in uno dei periodi più delicati dall’inizio della pandemia, in cui fra l’altro diversi paesi hanno diffuso nuove regole stringenti per evitare una terza ondata della pandemia.

Ieri pomeriggio l’idea di iniziare la somministrazione del vaccino nello stesso giorno è stata ripresa anche dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che in un discorso durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo ha detto: «Partiamo il prima possibile con le vaccinazioni, insieme, tutti e 27 nello stesso giorno. Così come abbiamo affrontato insieme questa pandemia, iniziamo a sradicare insieme questo terribile virus».

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Non è chiaro se quello di von der Leyen sia stato un annuncio o, più probabilmente, un auspicio. L’Unione Europa ha pochissime competenze in materia di sanità, e nei mesi scorsi si è limitata a cercare di coordinare il più possibile le restrizioni e le riaperture decise nei singoli stati. Fra le poche cose concrete che ha potuto fare, la Commissione Europea ha prenotato per conto degli stati europei decine di milioni di dosi con le sei aziende farmaceutiche che stanno sviluppando i vaccini più promettenti.

Un altro importante passaggio europeo sarà l’autorizzazione al vaccino sviluppato da Pfizer-BioNTech da parte di EMA, l’Agenzia europea per i medicinali. È stata proprio la notizia che EMA ha anticipato al 21 dicembre un incontro per valutare la domanda di autorizzazione per il vaccino che ha fatto emergere la proposta di iniziare a vaccinare gli europei nello stesso giorno.

Le cose da sapere sul coronavirus

Subito dopo la dichiarazione di von der Leyen, altri membri e funzionari della Commissione Europea hanno provato a smorzare le sue parole. «Credo ci sia stato un equivoco», ha detto il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, a Euronews: «la cosa importante è che tutti gli europei abbiano accesso al vaccino nello stesso giorno». Anche Eric Mamer, portavoce di von der Leyen, ha spiegato che von der Leyen si è limitata ad incoraggiare un approccio «coordinato» alla vaccinazione.

Alcuni paesi sembrano apprezzare l’idea più di altri. Ieri il ministro della Salute italiano Roberto Speranza ha detto di aver proposto «insieme ai ministri di altri sette paesi europei, tra cui Francia e Germania, che le vaccinazioni partano lo stesso giorno già nel mese di dicembre». Non è chiaro quali siano gli altri cinque: il Corriere della Sera parla di Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera (che però non è nell’Unione Europea).

Lo HuffPost in particolare scrive di «colloqui continui» avvenuti in questi giorni fra Speranza e il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, mentre ieri Speranza ha sentito anche il suo omologo francese, Olivier Véran.

Germania e Francia sembrano in effetti i due paesi più pronti per partire subito con le vaccinazioni. Mercoledì sera le autorità locali di Berlino, la capitale della Germania, hanno fatto sapere che intendono avviare le vaccinazioni domenica 27 dicembre. L’annuncio è arrivato dopo un incontro tenuto da Spahn con funzionari della Sanità provenienti da 16 stati tedeschi. Lo stesso giorno il primo ministro francese Jean Castex ha annunciato alla Camera che il suo governo è pronto per avviare le vaccinazioni nell’ultima settimana di dicembre, «se ci saranno le condizioni giuste».

Pfizer ha fatto sapere che nel caso EMA approvasse il vaccino nella riunione del 21 dicembre inizierebbe a spedire le dosi necessarie «nelle ore successive, possibilmente». Non si hanno informazioni, però, su quante dosi potrebbero arrivare. Ieri il ministro federale della Sanità belga, per esempio, ha parlato di una quota «simbolica» da 10mila dosi che dovrebbe arrivare entro fine dicembre. Anche in Italia si ritiene che la vera campagna di somministrazione di massa possa partire soltanto a gennaio inoltrato, con le dosi annunciate ieri dal commissario straordinario Domenico Arcuri.

Non è nemmeno chiaro se tutti i paesi abbiano già le strutture adatte per avviare la campagna di vaccinazione, anche se soltanto in maniera simbolica. Qualche giorno fa una fonte diplomatica europea aveva raccontato a El País che l’idea circolata fra i governi europei era quella, meno ambiziosa, di una “settimana della vaccinazione”, più che di un giorno preciso.