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  • domenica 13 Dicembre 2020

La primula e il vaccino contro il coronavirus

Sono stati presentati il simbolo e il progetto di immagine coordinata per la campagna di comunicazione sulla vaccinazione in Italia, pensati dall'architetto Stefano Boeri

Nella mattina di domenica 13 dicembre, il commissario per l’emergenza coronavirus in Italia, Domenico Arcuri, ha presentato nel corso di una conferenza stampa insieme all’architetto Stefano Boeri il piano di comunicazione per la campagna vaccinale contro il coronavirus, che sarà avviata nelle prime settimane del prossimo anno. Il simbolo al centro della comunicazione sarà la primula, un fiore piuttosto comune in Italia e tra i primi a schiudersi alla fine della stagione fredda. L’idea, ha spiegato Boeri, è di offrire un’immagine coordinata per l’intera campagna, utilizzando un simbolo associato all’idea di ripresa e di ritorno alla vita.

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Boeri è uno dei più noti e apprezzati architetti italiani e ha fornito gratuitamente la propria consulenza al governo. Insieme ai collaboratori del suo studio, ha proposto le linee guida che le istituzioni seguiranno per gestire la campagna di comunicazione per la vaccinazione. Il progetto di immagine coordinata comprende loghi, caratteri, illustrazioni e immagini da utilizzare per comunicare le iniziative intorno al vaccino contro il coronavirus.

Il simbolo principale scelto è una primula in una forma piuttosto stilizzata, secondo Boeri facile da riconoscere e identificare nei contesti urbani e sui media. Sarà accompagnato dalla frase: “L’Italia rinasce con un fiore. Vaccinazione anti-Covid 19”. Il logo potrà essere affiancato al simbolo della Repubblica, nelle comunicazioni istituzionali.

Le cose da sapere sul coronavirus

Oltre al simbolo, è stato anche presentato il progetto per la realizzazione dei padiglioni che saranno collocati in diverse città italiane, con informazioni sulla vaccinazione e aree dedicate alla somministrazione dei vaccini.

Saranno strutture cilindriche con separatori interni mobili, che potranno quindi essere spostati per organizzare diversamente gli spazi a seconda delle esigenze. La copertura avrà pannelli solari per la produzione dell’energia elettrica necessaria al padiglione, mentre la struttura principale sarà in legno e potrà essere smontata e rimontata in aree diverse della città.

La forma circolare dovrebbe favorire un flusso ordinato dei visitatori e del personale sanitario che si occuperà di somministrare i vaccini.

Il simbolo della campagna vaccinale sarà presente sui lati e sulla copertura di ogni padiglione, in modo da essere facilmente riconoscibile.

Durante la presentazione, Arcuri non ha però fornito molte informazioni su quanti padiglioni saranno realizzati in Italia, né come la loro attività sarà coordinata con quella di cliniche, ospedali e altre strutture che somministreranno il vaccino. Ha comunque confermato che a pieno regime i luoghi di somministrazione saranno almeno 1.500 in Italia, ma anche in questo caso senza fornire dati su modalità e tempi di realizzazione.

Come aveva spiegato alcuni giorni fa in Parlamento il ministro della Salute, Roberto Speranza, il governo prevede di avviare le vaccinazioni a metà gennaio e di iniziare dal personale sanitario e dagli ospiti nelle RSA. Questa prima fase dedicata ai soggetti più a rischio dovrebbe interessare circa 1,8 milioni di persone, ma non è chiaro se da subito saranno disponibili dosi a sufficienza per procedere velocemente.

Arcuri ha detto di auspicare che l’avvio delle vaccinazioni avvenga il 15 gennaio in maniera coordinata in tutta l’Unione Europea, che in questi mesi si è fatta carico di prenotare i vaccini in fase di sperimentazione e approvazione per conto degli stati membri. L’avvio dovrebbe essere accompagnato da una giornata simbolica con iniziative condivise dai vari paesi dell’Unione per comunicare l’importanza della vaccinazione. Molti dettagli sono però ancora in fase di definizione, così come gli accordi a livello europeo.

Nella prima fase delle vaccinazioni i padiglioni annunciati saranno in un numero limitato, proprio perché i vaccini saranno somministrati a una fascia specifica della popolazione. In seguito, con la disponibilità di un maggior numero di dosi, dovrebbero essere installati più padiglioni e avviato un sistema di prenotazione online, sul quale non ci sono però ancora informazioni chiare.

A oggi nell’Unione Europea nessun vaccino contro il coronavirus è stato ancora autorizzato per l’impiego sulla popolazione. Le autorità europee dovrebbero autorizzare il vaccino di Pfizer-BioNTech entro la fine dell’anno, e procedere poi con l’autorizzazione del simile vaccino di Moderna all’inizio del prossimo anno. Nel frattempo altri produttori stanno terminando la sperimentazione sulle loro soluzioni, che dovrebbero essere poi autorizzate nel corso dell’anno.

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