Centinaia di migranti hanno installato un campo improvvisato con circa 500 tende in Place de la République, a Parigi, Francia, il 23 novembre 2020 (EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)
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  • martedì 24 Novembre 2020

Il violento sgombero di un accampamento di migranti a Parigi

Lunedì sera circa 400 migranti si erano accampati in Place de la République: la polizia è intervenuta con metodi molto violenti

Centinaia di migranti hanno installato un campo improvvisato con circa 500 tende in Place de la République, a Parigi, Francia, il 23 novembre 2020 (EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)

Lunedì sera a Parigi la polizia ha sgomberato con metodi violenti centinaia di migranti che avevano appena allestito un accampamento in Place de la République. Con l’aiuto di volontari i migranti, la maggior parte originari dell’Afghanistan, avevano montato circa 500 tende nel centro di Parigi, ma soltanto un’ora dopo le forze dell’ordine erano intervenute rimuovendole, in alcuni casi con le persone ancora all’interno, tra le proteste degli attivisti e degli stessi migranti. La polizia ha utilizzato poi gas lacrimogeni e granate assordanti per disperdere gli occupanti delle tende, che si sono rifugiati nelle vie adiacenti alla piazza. I migranti, circa 400, secondo l’associazione umanitaria “Utopia 56” provenivano dal campo di Saint-Denis sgomberato il 17 novembre.

Le immagini del violento sgombero, diffuse dai quotidiani e sui social network, hanno suscitato le proteste dei partiti di sinistra, ma anche di quelli che sostengono la maggioranza di governo, delle Ong e dei sindacati. Anche il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha scritto su Twitter di essere rimasto «scioccato» dalle immagini dello sgombero. «Ho appena richiesto al capo della polizia un rapporto dettagliato su cosa sia realmente successo, entro mezzogiorno di domani – ha aggiunto Darmanin – Prenderò le decisioni del caso non appena lo avrò ricevuto».

Le ministre della Cittadinanza e dell’Edilizia abitativa, Marlene Schiappa ed Emmanuelle Wargon, in un comunicato congiunto diffuso martedì, hanno scritto che i migranti dovrebbero essere trattati «con umanità e fraternità». Il segretario del Partito socialista francese, Olivier Faure, ha scritto su Twitter che è stata «una caccia alla miseria con i manganelli», mentre il portavoce dei socialisti, il deputato Boris Vallaud, ha detto che il «governo sta venendo meno a tutti i suoi doveri, a cominciare da quello dell’umanità».

La prefettura di Parigi e quella dell’Ile-de-France, che hanno gestito lo sgombero, hanno replicato che «la costituzione di tali campi, organizzata da alcune associazioni, non era accettabile». Nel comunicato congiunto delle prefetture si ricorda che «tutte le persone bisognose di alloggio sono invitate a venire nei centri diurni dove vengono loro offerte soluzioni adatte alla loro situazione».

Il 17 novembre a Saint-Denis era stato sgomberato un grande campo con più di 3mila migranti, anche in questo caso principalmente afghani. Una parte dei migranti era stata poi trasferita in centri di accoglienza o palestre nell’Ile-de-France, ma da allora, secondo alcune associazioni umanitarie, tra le 500 e le 1000 persone vagavano per le strade della periferia di Parigi.

«Sono rimasti indietro e invisibili – ha detto Maël de Marcellus, coordinatore parigino dell’associazione “Utopia 56” – ma anche loro hanno bisogno di un alloggio, soprattutto in mezzo a una crisi sanitaria». Le forze dell’ordine, secondo Le Monde, stanno applicando il principio della “tolleranza zero” verso i campi di migranti nella capitale, deciso dal prefetto della polizia di Parigi, Didier Lallement, all’inizio dell’anno. Da allora, molti migranti si erano spostati a Saint-Denis.

Martedì le ministre Marlene Schiappa ed Emmanuelle Wargon hanno assicurato che sono stati individuati dal prefetto della regione Ile-de-France 240 posti nei centri di accoglienza e nelle strutture ricettive di emergenza. Le due ministre hanno anche detto che «dal 17 ottobre sono stati creati 10mila posti» e che «4.500 posti aggiuntivi per i richiedenti asilo saranno finanziati dal governo nel 2021». Delphine Rouilleault, l’amministratrice delegata di France Terre d’Asile, un’associazione umanitaria il cui scopo principale è il sostegno ai richiedenti asilo e la difesa del diritto di asilo in Francia, ha detto che «il ricovero dei migranti del campo di Saint-Denis rimasti in strada è urgente, essenziale, indiscutibile. È in gioco l’onore della Repubblica francese».